Claudio Pera – dichiarazioni 28.02.1985

Di mia personale iniziativa produco un manoscritto che consta di 22 facciate e prendo altresi’ atto che detto manoscritto viene allegato al presente verbale.

Adr: Affatigato parlava sempre di una riunione con Graziani nella quale Graziani aveva detto di fare azioni dimostrative. Dove, quando e con chi, sia stata fatta questa riunione non lo so. Prendo atto che il GI mi contesta la genericita’ della risposta.

Adr: nell’ interrogatorio precedente ho parlato di un volantino inerente agli attentati di Lucca del gennaio ‘75 ma non so chi lo scrisse, chi aveva una macchina da scrivere e ripeto solo che accompagnai Affatigato alla stazione per fare una fotocopia, che non fu fatta, ma il volantino non lo lessi e non chiesi nulla. Prendo atto che ora mi viene mostrato un volantino che rivendica l’ attentato del 01.01.75 a Lucca: e’ la prima volta che lo vedo e ne ignoro la provenienza.

Adr: a gruppi di Pistoia o di Pisa non ho mai dato esplosivo e tanto meno armi.

Adr: chiestomi se so che il 01.01.75 vi fu anche un attentato ad un traliccio Enel a Pistoia, ed un attentato ai binari ferroviari ad Arezzo, io rispondo che non ne so nulla. Prendo atto che il GI mi contesta la inconsistenza della risposta, perche’ ad agire nelle tre localita’ il 01.01.75 e’ il gruppo con Tuti e perche’ non casualmente sia Arezzo che Lucca disponevano molto prima di quella data di esplosivo e di detonatori eguali. Di mia personale iniziativa aggiungo che la notte del 31.12.74 andai con Affatigato ad una festa da ballo: con noi c’ erano due ragazze paola che era con Affatigato e che poi fu perquisita nell’aprile ‘75 e Frati Dapas che era con me. Io avevo lo smoking ma la festa non fu in una villa come avevo capito ed invece finimmo nello scantinato della villa. Abbiamo ballato fino a tardi ma non credo che abbiamo “tirato” mattino o perlomeno mi sembra difficile che abbiamo fatto l’ alba perche’ le ragazze erano molto piu’ giovani di noi.
Io ricordo che guidavo la mia 126 e penso che tornammo insieme con Affatigato ma sinceramente non lo ricordo piu’. Se voi mi dite che l’attentato del 01.01.75 e’ avvenuto verso le 2,30 – 3,00, io posso anche pensare che materialmente l’attentato non lo ha eseguito Affatigato. In questo momento mi ricordo che la paola si chiamava Malfatti.

Adr: nel febbraio ‘75, quando Tuti ed Affatigato erano da Giovannoli, io mi tenevo sempre in contatto con Giovannoli ed intanto avevo abbandonato tutto il resto, sia lo studio che la frequentazione dei locali di via dei Fossi.

Adr: prendo atto che mi vengono mostrate le fotocopie delle carte che mi furono sequestrate nell’aprile ‘75 quando venni arrestato. La piantina topografica riguarda un appezzamento di terreno con una casa che verso la fine del 1974 Menesini acquisto’ in localita’ Valdottavo che è a otto chilometri da Lucca. Io lavoravo al catasto, perlomeno per brevi periodi tutti gli anni, ed allora feci quella piantina per Menesini.
Sessanta micce e detonatori da me scritti su uno dei foglietti facevano parte della dotazione del gruppo, anzi il GI ha capito male, nel senso che sessanta micce e detonatori erano parte della roba presa ad Arezzo nel dicembre ‘74, e poiche’ mi viene contestato che nell’aprile ‘75 mi furono sequestrati soltanto 57 detonatori, io dico che i tre mancanti sono quelli usati per i tre attentati di Lucca.
Su un foglietto c’ e’ scritto “scatola rossa”, “scatola blu”, “scatola latta”: la lista l’ ho scritta io verso febbraio o i primi di marzo e nella lista indicavo dove avevo messo le armi e gli esplosivi: le scatole le avevo sotterrate in casa mia, anzi il GI ha capito male: e’ la scatola di latta quella che avevo nascosto in casa mia. E quando parlo di casa mia intendo quella dei miei genitori.
Prendo atto che mi viene contestato che il sequestro a mio danno fu poi fatto in casa del nonno e non so perche’ le cose erano passate da una casa all’ altra.
In questi elenchi avevo anche indicato la roba che poi mi fatta consegnare dalla moglie del Tomei e prendo atto invece che mi viene contestato che nel febbraio ‘75 marzo ‘75 Tomei non era ancora latitante. E’ vero che su uno dei foglietti c’è scritto “dotazione in compartecipazione con altri” ma, richiestomi pressantemente che cosa sia la compartecipazione e chi siano gli altri, io non so cosa altro aggiungere. E’ vero che sui foglietti ad un certo punto si parla anche di “Cantina A. Antiquariato” e non so come meglio spiegarmi dato il tempo che è passato. Non ho mai conosciuto antiquari e comunque persone che trattassero o avessero, comunque, cose di antiquariato da vendere. Prendo atto che le fotocopie in questione vengono allegate al presente verbale.
Prendo atto che globalmente mi viene contestato sia che non spiego bene secondo il GI dove sia finito tutto l’ esplosivo, sia che non vengo creduto quando dico che i detonatori non trovati sui sessanta indicati da me negli appuntini non possono essere quelli degli attentati a Lucca perche’ gli attentati di Lucca sono del gennaio ‘75 mentre io gli elenchi li ho datati 15.02.75, sia perche’ infine non spiego chi erano quelli che, secondo il GI, sono le persone presenti nel gruppo o facenti capo alla compartecipazione di armi.

Adr: che Tuti si sia allontanato da casa Giovannoli un paio di volte ci sta.

Adr: Cauchi non lo conosco e se aveva il mio numero di telefono, come mi viene contestato, puo’ averglielo dato Affatigato. Che Franci avesse il numero di telefono dei miei genitori non lo so. Che i Castori di Perugia avessero un indicazione di un Claudio di Lucca con il prefisso telefonico non lo so.

Adr: Affatigato parlava di una grossa organizzazione dove mi ha tirato dentro. Andato via Affatigato io ho seguito il suo programma e cosi’ sono andato a Roma da Pugliese come mi aveva indicato lui dicendomi che a Roma c’ era il grosso dell’ organizzazione. E’ vero che nell’aprile 75 quando fui arrestato fui trovato in possesso di un biglietto ferroviario da Lucca per Roma ma ora non ricordo che cosa ci andai a fare. Conosco Cospito Nicola perche’ ha una libreria alle spalle di piazza Cavour a Roma e l’ ho conosciuto nel 1980 circa per ragioni di partito. Conosco Affatigato dal 1970 circa ma i rapporti con lui sono divenuti stretti dopo il settembre ’74- ottobre ‘74. Nella seconda meta’ del 1974 i rapporti tra Affatigato e Tomei erano buoni ed io non ho avuto sentore di contrasti tra loro, ne’ ho mai sentito di contrasti precedenti. I contrasti tra Tomei ed Affatigato li ho visti, ed anche pesanti, nel 1978 – 1979.
Affatigato non diceva da quando esisteva l’organizzazione ma io percepii che nella seconda meta’ del 1974 l’ organizzazione esisteva da tempo e non era allora in formazione. E’ mia personale impressione che mentre noi nella seconda meta’ del 1974 parlavamo di organizzarci per autodifesa, Affatigato nell’inserirsi tra noi sapeva gia’ dove voleva arrivare e cercava di vedere chi lo seguiva.

Adr: dopo che Tuti ando’ via da Giovannoli io non seppi piu’ nulla di lui. Nel memoriale che ho prodotto nell’ ultimo interrogatorio ho spiegato che dopo il mio arresto Catola, evidentemente informato da Tuti, ando’ da Menesini per farsi dare le armi che avevo io. A questo punto mi ricordo che Affatigato parlando una volta di tralicci disse che farne saltare in aria uno bisognava mettere le cariche a due altezze diverse.
A questo punto il GI, su richiesta del Pm, fa presente all’ imputato che deve ritenersi indiziato del reato di strage per quanto riguarda l’ attentato di Incisa del 12.04.75; in ordine a questa nuova contestazione Pera conferma la nomina quali difensori di fiducia degli avv. De Sanctis e Guidotti e di sua spontanea iniziativa produce quattro fogli manoscritti, i primi tre sia sulla facciata anteriore che su quella posteriore ed il quarto solo parzialmente scritto su una sola facciata, tutti e quattro numerati da 15 a 21. Su questa produzione il Pera dichiara che si tratta di una prima redazione dell’ ultima parte del memoriale consegnato all’ inizio dell’ interrogatorio.
Si da’ atto che anche questi quattro fogli vengono allegati al verbale e mentre quelli precedenti sono stati siglati in rosso dal GI, questi ultimi vengono siglati in nero sempre dal GI. Sui quattro fogli in questione Pera dichiara: è vero che prima del mio arresto venne da me Mennucci mandato da Tuti a chiedere le armi; è vero che buttai nel bosco di Meati dei tubi di metallo idonei a contenere esplosivo; i tubi li avevamo comprati io e Affatigato in mesticheria e li facemmo tagliare li’ per li’ quando li comprammo.
Non ricordo a chi dei due venne in mente di usare i tubi per metterci l’ esplosivo. Ora che si richiama nuovamente la mia attenzione su quanto teste’ verbalizzato, preciso che il GI non ha capito bene le mie parole: nelle quattro pagine che ho consegnato solo adesso io ho scritto che Mennucci venne da me prima del mio arresto, ma nelle venti facciate consegnate all’ inizio dell’interrogatorio ho scritto che Catola si presento’ da Menesini dopo il mio arresto. Il fatto e’ che le armi nel fiume le ha buttate mio padre dopo aver parlato con Menesini, ma io all’ inizio non sapendo come nascondere questo gesto di affetto di mio padre, avevo attribuito la storia a Mennucci che invece da me non e’ mai venuto. Richiestone espressamente dal GI, dichiaro che intendo restare in questura mentre mi viene concessa una ulteriore pausa di riflessione e vengo altresi’ ammonito dal GI a non parlare con nessuno delle vicende processuali.

Prendo atto ancora che il GI mi fa presente che in qualsiasi momento posso chiedere di andare in un carcere.

L.c.s.

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