Marco Affatigato – dichiarazioni 15.10.1982

Sono in corrispondenza con Latini Sergio ed apprendo ora dalla sv che lo stesso ha tentato il suicidio e che una delle ragioni della sua depressione sarebbe il fatto di aver appreso, da una mia lettera che la moglie dello stesso sarebbe stata oggetto di minacce di morte. Escludo di avergli riferito una tale notizia; gli ho invece riferito che casualmente ho potuto apprendere, presso il carcere di Ferrara parte del contenuto di una corrispondenza, di qualche mese fa di Izzo Angelo a Tuti Mario, secondo cui il primo asseriva di aver convinto il Latini a ritornare sulla decisione presa ed a ritrattare in aula. Nella corrispondenza il Latini veniva indicato con il termine di “segretario” .

Nella lettera di risposta del 7 ottobre, il Latini mi confermava di essere stato in corrispondenza con Izzo, ma di aver parlato di tutt’ altra cosa. Prendo atto che la sv dispone il sequestro della lettera del Latini del 7 ottobre e pertanto la consegno alla sv. Nella corrispondenza di Izzo si diceva anche, che erano oggetto di rieducazione anche Freda e un tale denominato Ortofresco.

– Prendo atto che la sv dispone anche il sequestro di un manoscritto di 5 pagine del Giorgi Maurizio, del quale sono casualmente in possesso. Il pm mostra all’ Affatigato la fotografia del Bressan Claudio e gli chiede se lo abbia mai visto, l’ Affatigato dichiara di non averlo mai visto.

– nei due anni in cui sono stato in Francia ho avuto modo di rendermi conto che cosa fossero Le Sac. Si tratta delle squadre di azione civica, costituite all’ epoca di De Gaulle, si tratta di gruppi privati, che lavoravano nell’ ambito di operazioni di polizia non ufficiali. Vi facevano parte persone di qualsiasi corrente politica che andasse dal centro all’ estrema destra e molti funzionari di polizia. Queste spiegazioni mi furono fornite da un addetto che mi dette anche l’ indirizzo che e’ riportato nella mia agenda alla data del 9 dicembre.

– Il numero telefonico 3591142, corrisponde alla rete di Parigi. La stessa persona mi forni’ un solo numero, anche se su altra agenda tascabile e’ riportato il diverso numero 3764615. Secondo una mia abitudine i numeri erano modificati per camuffarli. Ora non riesco a stabilire il criterio, ma se sull’ agenda grande il numero della trattoria e’ riportato in maniera esatta, 7650188, vuol dire, cosi’ credo, che sia esatto il 3591142.

– in relazione al rinvenimento in mio possesso del documento “movimento “ff aa” , devo osservare la stranezza dell’ incarico che mi fu dato, anche in relazione al fatto che subito dopo la strage fui arrestato dopo che era stato diffuso un identikit che mi somigliava e dopo che era stato gia’ fatto il mio nome per il disastro di Ustica. Tutti questi fatti mi inducono al sospetto che qualcuno abbia voluto predisporre degli indizi a mio carico per la strage della stazione di Bologna.
Questa convinzione mi si e’ rafforzata, quando ho letto su un giornale che la riunione preparatoria dell’ attentato sarebbe avvenuta a Montecarlo, nell’ aprile 1980 fu proprio a Montecarlo che mi dette appuntamento il Soffiati Marcello e altre 2 persone – 2 americani – per affidarmi l’ incarico di compiere dei lavori informativi per loro conto.
In altre occasioni gli appuntamenti avvennero a Nizza con Marcello e a Parigi con George. Quindi mi risulta abbastanza strano che nell’ aprile ‘80 mi abbiano dato appuntamento proprio a Montecarlo, appuntamento a termine del quale fui trattenuto dalla polizia monegasca per 48 ore.
Io ho mantenuto i rapporti con soffiati Marcello sin dal 1977, anzi dal 1976, quando lo conobbi in carcere a Firenze, dove mi trovavo e dove conobbi anche Latini.

Fatto letto confermato sottoscritto.­

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