Massimo De Carolis – intervista settembre 1979

“(…) l’affare del finanziere siciliano è la storia di uno scontro gigantesco fra due fazioni diverse che non hanno ancora deposto le armi, fra le quali Sindona è rimasto schiacciato (…). Quel che è certo è che su un punto Sindona ha ragione: in un certo momento fu deciso a freddo e a tavolino di far saltare il suo impero finanziario, che in quel momento poteva essergli tolto senza essere disturbato.
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(…) Non penso che vi sia un singolo uomo politico che ordina l’assassinio. Ma vedo che è stato costruito in Italia un sistema articolato su feudi organizzati ciascuno dotato di proprie strutture, giornali, banche, legami con i servizi segreti, rapporti internazionali e così via. A tal punto che la loro logica di funzionamento non è più quella dell’individuo. Hanno una moralità diversa, quella di Machiavelli, altre procedure, altre possibilità di azione. E la posta in gioco è troppo grande perché arretrino di fronte all’omicidio. E al rapimento”.

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