Maurizio Del Dottore – dichiarazioni 17.05.1984

-Del Dottore Maurizio, in atti generalizzato il pm invita il Del Dottore a riprendere il filo delle sue dichiarazioni a partire dai fatti da ultimo verbalizzati in data 02.03.84, e chiede a del dottore se abbia mai saputo alcunche’ circa l’ attentato al traliccio dell’ Enel avvenuto nei pressi di Pistoia in data 01.01.75, fatto rivendicato con segnalazione anonima di Ordine Nero.

-“su fatti specifici come questo non ho saputo nulla. Il discorso degli attentati anche ai tralicci sta nei termini generali gia’ riferiti in data 16.01.84, come da relativo verbale di cui, per la parte che interessa, mi si da lettura e confermo”.

Vengo ora a riferire dei fatti che culminarono con l’ arresto del Franci e del Malentacchi. Il giorno prima e cioe’ il 22.01.75, di pomeriggio, mentre ero a lavoro nello stabilimento Lebole in localita’ Chiassa Superiore, il portiere mi venne ad avvisare che c’ era una persona che mi cercava. Non mi ricordo come si chiamava il portiere, che non mi risulta sia stato sentito nei vari processi, e ritengo che se identificato sia in grado ancora di confermare questa circostanza. Io scesi e trovai ad attendermi nell’ ingresso il Franci; uscimmo entrambi e fuori dallo stabilimento, a bordo del 1100 del Franci, c’erano altri due, il Gallastroni e il Morelli: quest’ ultimo non lo conoscevo precedentemente. Dei due Morelli questo era con un difetto ad un occhio.

Salimmo anche io ed il Franci in macchina e qui il Franci mi disse che era giunto il momento per me di fare “la prova del fuoco” . Io per evidenti ragioni non mi ritirai indietro. Sul momento il Franci non mi disse in che cosa sarebbe consistita questa azione, anche se era chiaro che si sarebbe trattato di far scoppiare qualche cosa. Gli accordi con il Franci e gli altri furono nel senso che, uscito dallo stabilimento, con la mia auto 128, avrei rilevato per strada il Gallastroni che avrebbe simulato di fare l’ autostop; e che con il Gallastroni mi sarei poi riunito agli altri per andare a prelevare l’ occorrente per compiere l’ azione.
Presi questi accordi rientrai in ufficio e telefonai in questura tramite il 113, e dopo non essermi inteso con il piantone che voleva a tutti i costi sapere chi ero, parlai con il dr Farina.

Gli dissi di quello che mi era stato proposto ed egli mi disse di assecondare il Franci; lo misi al corrente anche del fatto, come dettomi poco prima dal Franci, che si sarebbe trattato di andare a prendere della roba verso Rigutino, e comunque dalle parti dell’abitazione del Gallastroni. Ci mettemmo anche d’accordo nel senso che se io avessi fatto in modo da trovarmi da solo sulla mia auto, mentre il materiale occorrente per l’ azione si fosse trovato sull’ auto del Franci, la questura con un posto di blocco avrebbe potuto intervenire sull’ altra auto e io avrei potuto defilarmi.

Il pm a questo punto, poiche’ il del dottore manifesta preoccupazioni riferite anche alla propria incolumità personale, determinate dalle cose dichiarate e da quelle che ulteriormente potrebbe riferire; e poiche’ , anche, il Del Dottore manifesta la convinzione che le innumerevoli vicissitudini giudiziarie subite nel corso degli anni abbiano le loro premesse nelle vicende riferite nei verbali resi alla data odierna; per tali ragioni, dovendo salvaguardare la genuinita’ degli atti di acquisizione della prova, dispone non procedersi oltre, dopo avere sottolineato al teste l’ importanza, eventuale, dei fatti in sua conoscenza rispetto all’ accertamento di quelli che formano oggetto del presente procedimento.

Letto confermato sottoscritto.­

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