La documentazione sequestrata a Gian Gastone Romani – Le schede di adesione ad Ordine Nuovo

Tra gli atti del processo di Catanzaro, relativi alla strage di piazza Fontana, sono state rinvenute le schede di adesione al CENTRO STUDI ORDINE NUOVO di Pino RAUTI. Vincenzo VINCIGUERRA, che ha sempre sostenuto che all’interno del CENTRO STUDI ORDINE NUOVO di Pino RAUTI si celava una struttura occulta della quale facevano parte, tra gli altri, Delfo ZORZI, Carlo Maria MAGGI e lo stesso Pino RAUTI, fin dai suoi primi verbali al GI di Venezia aveva invitato l’AG ad acquisire le schede di adesione al CSON al fine di accertare che ORDINE NUOVO non era la palestra culturale-ideologica di cui parlava l’on. Pino RAUTI giacché, se così fosse stato, non avrebbe avuto alcun senso richiedere notizie, a coloro che intendevano aderire ad ORDINE NUOVO, sull’eventuale possesso del porto d’armi, sull’espletamento del servizio militare, sulla conoscenza di discipline sportive orientali e così via. Secondo il VINCIGUERRA le schede di adesione rappresentavano “la smentita plateale alle affermazioni sull’organizzazione politico-culturale di ORDINE NUOVO”. Tra la documentazione sequestrata a Gian Gastone ROMANI, in occasione della perquisizione disposta dal GI di Milano ed eseguita il 20 marzo 1973 furono rinvenute e sequestrate, tra le altre cose, tre schede di adesione intestate a Franco STEINBACH di Trieste ed ai noti Paolo MORIN e Carlo Maria MAGGI di Venezia.

Dalla scheda compilata da Carlo Maria MAGGI si rileva che ai vertici del CENTRO STUDI ORDINE NUOVO, tra le altre cose, interessava conoscere: l’orientamento politico del datore di lavoro (MAGGI scrive “EBREA”); il possesso della patente d’auto, di moto, di nautica o il brevetto aereonautico; il possesso di autovetture, moto, imbarcazioni o velivoli; in caso affermativo il tipo e la targa (MAGGI indicherà “1100 R”); il possesso della patente di caccia o porto d’armi; il possesso del passaporto e per quali Paesi; il possesso di conoscenze utilizzabili ai fini del “C.C.A.”; se praticava sport e presso quali associazioni, in quali orari, l’orientamento politico dell’Associazione; se aveva assolto gli obblighi militari, con quale grado e specializzazione; se era appartenuto alle forze armate prima o dopo l’8 settembre 1943, in quali Reparti, a quali campagne di guerra aveva partecipato, se aveva riportato ferite e ricevuto decorazioni; se apparteneva ad Associazioni d’Arma.
Come ben si vede tali richieste di informazioni, rivolte a coloro che intendevano aderire a ORDINE NUOVO, appaiono alquanto insolite per un centro studi che avesse mere finalità politico-culturali. Anche questo elemento, in aggiunta alle inequivocabili informazioni fornite dalla fonte MORTILLA del Ministero dell’Interno, di cui si è detto, concorrono a dimostrare che il CENTRO STUDI ORDINE NUOVO, già molti anni prima dei fatti che costituiscono oggetto del presente procedimento, aveva al suo interno, una struttura parallela di carattere militare e coperta.

Memoria Pm strage di Brescia

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