Gaetano Orlando – dichiarazioni 1992 su Montejurra

Dichiarazioni 17.1.1992:
”Per quanto concerne il mio periodo in Spagna, ribadisco che l’unica vicenda cui in parte assistetti di persona fu quella di Montejurra, come ho già accennato al G.I. di Bologna.
La località è a circa 100 chilometri da Madrid, ma io, mentre i fatti accadevano sulla montagna, rimasi all’Hotel Montejurra insieme al maggiore De Rosa, che era latitante per i fatti del golpe Borghese. Lui voleva andare a vedere, ma io riuscii a trattenerlo. Comunque vidi partire le jeep con le armi e il gruppo degli italiani. Le jeep e le armi erano state consegnate direttamente dalla Guardia Civil.
C’erano almeno dieci o quindici italiani e fra essi, come è noto, Cauchi, Cicuttini e alcuni calabresi, veneti e toscani.
Come è noto, c’era anche Stefano Delle Chiaie che fu battezzato generale sul campo da Sixto V di Borbone con la consegna del “bastone” da generale”.

Dichiarazioni 5.6.1992:
“Posso aggiungere che quel giorno, fra gli italiani, era presente un Mario, calabrese, di cui non conosco il cognome ma comunque ricordo che era sposato ad una certa Rosa, italiana, e si diceva che facesse parte del gruppo di fuoco; questo mi consta personalmente anche se non l’ho visto sparare personalmente; fu uno di quelli a cui vidi personalmente consegnare le armi dalla Guardia Civil.
C’era poi Mario RICCI il quale in Spagna era chiamato Carlo e posso aggiungere che questo Mario Ricci, alias Carlo, lo incontrai per caso, in
seguito, ad Assuncion in Paraguay.
C’era un ufficiale delle forze speciali italiane, cioè un militare, che aveva coordinato l’intera operazione di Montejurra con tanto di cartine e di indicazioni in quanto quel giorno dovevano essere operativi proprio gli italiani, mentre per gli spagnoli era semplicemente una sfilata.
Questo Ufficiale è tuttora vivente, per quanto mi consta.
All’epoca era un Ufficiale della Folgore e coordinò, lo ribadisco, l’intera operazione sotto il profilo militare; non so dire se si tratti di persona implicata in processi qui in Italia. Non mi sento di rivelare l’identità di questo Ufficiale”.

Dichiarazioni 19.10.1992:
”Posso precisare meglio quanto sulla vicenda ebbi già a dichiarare. La consegna delle armi e delle jeep – che erano due – da parte della Guardia Civil al gruppo operativo, formato soprattutto da italiani, avvenne dinanzi all’albergo in cui io e il maggiore De Rosa alloggiavamo ed io, dal mio punto di osservazione nella zona dell’albergo, vidi questo passaggio delle consegne direttamente.
Preciso che l’albergo si trova a circa sei o sette chilometri dalla cima della collina.
Una serie di fotografie assai più indicative anche di quelle che l’Ufficio mi mostra furono scattate da un reporter della rivista spagnola DIARIO 16 e subito dopo pubblicate.
Io ebbi modo di vedere, e si vede in queste fotografie, la scena della consegna degli automezzi dalla Guardia Civil agli italiani.
In una delle fotografie si vede parcheggiata davanti all’albergo la mia macchina targata SO 20740 di marca Citroen. Da queste fotografie è possibile riconoscere molti italiani, essendo assai più chiare di quelle che l’Ufficio mi ha mostrato. Posso sin d’ora dire che vi è, o potrebbe esserci, l’ufficiale della Folgore di cui ho parlato. Un altro italiano che c’era a Montejurra e di cui non avevo mai parlato sin ora è Piero Carmassi.
Nelle fotografie che l’Ufficio mi ha mostrato di italiani riconosco bene solo Augusto Cauchi che in una fotografia, ad esempio, si vede con gli occhiali scuri a sinistra di una persona non molto giovane con un impermeabile chiaro”

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