Sergio Calore – dichiarazioni 30.08.1983 prima parte

– I miei difensori sono qui presenti, avvocati Sangermano germano di Firenze e Camparini Grazia Paola di Roma, e’ presente il difensore di parte civile avvocato Giampaolo Giuseppe di Bologna.
Il Giudice Istruttore indica quale fonte di prova le deposizioni del teste Farina peraltro gia’ contestate precedentemente in sede di confronto, nonche’ degli altri elementi indiziari indicati nei mandati di cattura gia’ contestati all’ imputato.

L’imputato dichiara:
– non posso che riportarmi a quanto gia’ detto tanto in sede di interrogatorio che di confronto. Non avevo mai conosciuto Farina prima che venisse in quella sezione cioe’ al “G9” primo piano. Egli rimase insieme a noi in reparto per due giorni, se ricordo bene dal venerdi’ alla domenica, ricordo che era la prima decade di maggio. Dovrebbe essere controllabile ma credo che fosse proprio il 13 maggio. L’unica occasione in cui parlai con Farina fu la sera in cui mi recai nella cella del Pedretti dove bevemmo del vin brule’. In tale occasione Farina disse che era stato coinvolto nelle indagini sull’ omicidio Occorsio e che si trovava in carcere per una rapina commessa a Bologna.
Nessun’ altro discorso interessante fu fatto durante la mezza ora in cui rimanemmo li’ .

Ribadisco in ogni caso di avere in qualche modo fatto riferimento alla richiesta di esplosivo di cui parla Farina. Per quanto concerne la mia frequentazione della Balduina, zona dove tanto il Furlotti che Farina erano conosciuti, faccio presente che ho svolto alla Balduina attivita’ politica nel corso del 1972 in maniera del tutto saltuaria ed episodica essendo recatomi alla locale sezione Msi all’ epoca sita in via Scarabellotto, 4 – 5 volte in tutto. Da questo non vedo come si possa desumere una mia precedente conoscenza con Farina. Quanto alla domanda che mi viene posta se all’ interno del carcere di Rebibbia siano stati fatti discorsi generici intorno agli attentati dichiaro: in primo luogo nell’ ambito della destra l’argomento delle stragi e’ un argomento assai poco gradito posto che si ricollega ad un modo ormai superato di concepire l’attivita’ “rivoluzionaria” .

Quindi nessuno mai esplicitamente affronta tale argomento e pertanto neppure e’ avvenuto all’ interno del carcere. Che poi si discuta in generale di attentati ed altri fatti questo e’ un altro discorso ed anzi posso tranquillamente dire che se ne parlava tutti i giorni.

Tengo tuttavia a precisare che la mia posizione al riguardo non e’ stata ben interpretata sino ad ora. Infatti non e’ vero che io sia favorevole ad attentati indiscriminati. E’ vero che ho sostenuto che bisogna colpire “nel mucchio” con questa frase non intendevo tuttavia sostenere l’opportunita’ di compiere delle stragi, quanto far comprendere come non sia importante individuare all’ interno degli apparati statali bersagli particolarmente qualificati, giacche’ per la fungibilita’ stessa dei ruoli si ottiene forse un risultato migliore colpendo gli elementi marginali della struttura stessa senza una precisa individuazione.Alla rilettura della frase di cui sopra mi rendo conto che il suo significato potrebbe essere non ben compreso senza avere chiara una premessa politica ed un tipo di analisi che e’ stato da me fatto in ordine alla composizione del potere.

A questo punto l’imputato chiede di dettare personalmente ed il giudice istruttore lo autorizza:

La mia analisi politica parte della considerazione che non esiste un “cuore dello stato” ma che il potere viene gestito tecnicamente. Questo vuol dire che alla gestione politica di un apparato tecnico di governo si e’ sostituita una gestione tecnica dell’apparato politico e di conseguenza una precisa sostituibilita’ tra i componenti la struttura governativa.
In questo quadro non diventa allora importante identificare il grado di responsabilita’ al momento posseduto dal singolo componente ma colpire la struttura medesima in uno qualsiasi dei suoi punti e preferenzialmente in quelli periferici che costituiscono il punto di contatto o meglio di attacco del potere politico al contesto sociale.
Questo intendo quando affermo che l’obiettivo non deve essere personalizzato ma generalizzato a tutta la struttura.

Finisce la dettatura.

In conclusione respingo di avere mai sostenuto posizioni politiche favorevoli a stragi ed attentati dinamitardi. Per quanto concerne gli attentati del Mrp mi riporto a quanto dichiarato nella sede opportuna e non posso che ripetere di non avere in essi alcuna responsabilita’ . Neppure pertanto posso dare risposte o spiegazioni sullo attentato al csm. Prendo atto che mi si contesta come tale attentato si stacchi da tutti gli altri apparendo un evidente tentativo di strage, posso concordare su questa valutazione ma poiche’ io non c’entro niente con tale attentato neppure so dare risposte sul movente o sulle finalita’ del fatto.

Prendo atto che la sv che mi contesta quale elemento indiziante a mio carico l’eventuale mia implicazione in tale attentato, implicazione dimostrata dai rapporti intrattenuti con Mariani Bruno. A riguardo dichiaro:

In primo luogo i rapporti con mariani non devono assumere un significato diverso da quello reale. Infatti che io e mariani ci siamo trovati accomunati successivamente in altra vicenda non significa nulla, altrimenti ci dovremmo chiedere come mai non si possa dire altrettanto con altre persone con cui invece ho interrotto ogni rapporto ovvero si potrebbe rovesciare il ragionamento e domandarci perche’ io abbia tenuto rapporti con persone che certamente non hanno niente a che vedere con l’Mrp .

– in riferimento a tali attentati avete gia’ avuto la deposizione di Aleandri ed io ribadisco quanto lui ha detto e in merito alla mia posizione e cioe’ che non sono mai stato al corrente preventivamente degli attentati, ma che degli attentati stessi abbiano parlato solo dopo che erano stati compiuti.

Poiche’ mi si dice dalla sv che sarebbe anche mio interesse, dal momento che respingo l’accusa per strage, contribuire a sciogliere alcuni dubbi che circondano i fini ed i contorni dell’ attentato al csm dichiaro che e’ senz’ altro mio interesse chiarire la mia estraneita’ alla strage di Bologna, ma per il momento non posso dare alcun ulteriore contributo su quanto mi viene richiesto. Infatti ho assunto una posizione processuale complessiva nella quale prevedo di chiarire unicamente cio’ che riguarda me direttamente, ma non di parlare di quanto riguarda altre persone.

A questo punto data l’ora tardi ore 13,30, si sospende il presente interrogatorio e viene rinviato alle ore 15,30.

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