Giovanni Melioli – dichiarazioni 22.12.1985

Preliminarmente resto perplesso nel vedermi inserito in una accusa di banda armata dalle dichiarazioni di Calore – Aleandri e di persone che non sono nominate. Infatti e’ vero che io ho svolto a livello ideologico una attivita’ di opposizione anche radicale al sistema, ma a livello ideologico e culturale, poiche’ mi riconosco nelle posizioni evoliane e curo le edizioni di AR sia pure saltuariamente. In questo senso la mia posizione e’ si centrale ad un contesto puramente ideologico. Non mi riconosco invece in una posizione operativa, anche se posso aver partecipato a delle manifestazioni politiche, ma non ad una attivita’ armata.

– non ho mai partecipato, ne ho mai sentito parlare di un progetto di attentato ad un magistrato veneto.

– Nulla so dell’ attentato ad Anselmi Tina. Non ho elementi di conoscenza che non siano quelli provenienti da giornali, attentati di cui pertanto ignoro le motivazioni, gli ulteriori e la logica politica in cui si inseriscono. Non so niente neppure degli altri attentati cui si fa riferimento nel mandato di cattura teste’ notificatomi.
Non ho mai detenuto armi, ne esplosivo. Quanto alle risultanze della perquisizione dell’ 20.12.85 e dei fori descritti dalla polizia giudiziaria, faccio presente che sono fori praticati dagli idraulici – almeno tre idraulici diversi – venuti di volta in volta a casa mia a saldare un tubo idraulico che passa sotto quel buco. Le saldature sono visibili e chiedo che siano sentiti come testi gli idraulici. Mi riservo di indicare i nomi degli idraulici. Il primo che e’ venuto si chiamava Barion, primo nominativo sulle Pagine Gialle di Rovigo.

A questo punto il dr Zincani si allontana.

– Conosco il Fachini da piu’ di dieci anni e tra noi ci sono stati rapporti umani e politici protrattosi da circa dieci anni, nati dalla iniziale comune militanza nel movimento sociale italiano. Ultimamente, e cioe’ verso il 1980, tra noi vi e’ stata una divaricazione di opinioni relativamente alle strade da percorrere nella contrapposizione agli equilibri politici esistenti. Fachini infatti, riteneva inutile il mio impegno a favore della campagna per i referendum, mentre io ritenevo che le eventuali alleanze tra forze di destra e di sinistra dovessero avvenire su temi specifici prescindendo dalle ideologie complessive patrimonio o meglio triste eredita’ del passato. Fachini invece era su posizioni diverse e piu’ tradizionali. Ricordo di aver visto varie volte “Costruiamo l’ Azione” in libreria a Padova precisamente la libreria Ezzelino, ma non so se era Fachini a portare le copie della pubblicazione o se invece arrivassero per posta.

– all’ epoca non ero al corrente dei rapporti che lei mi dice essere esistiti tra la rivista “Costruiamo l’ Azione” e l’ ambiente gravitante intorno al Mrp.

– Non ricordo, ed in linea di massima tendo ad escluderlo, di avere avuto rapporti diretti con Fioravanti Valerio; le sue fattezze sono cosi’ caratteristiche che anzi non posso dire se l’ ho mai visto o no perche’ il mio ricordo puo’ essere falsato dal fatto di averne piu’ volte vista l’ immagine al cinema, alla televisione e sui giornali. Escludo peraltro di averlo mai incontrato direttamente.

– Escludo di avere avuto rapporti politici o personali con Cavallini Gilberto ed escludo parimenti come sopra ho gia’ detto di averne avuti con Fioravanti Valerio.

– Non conosco Rinani Roberto.

– Ho avuto rapporti saltuari con Raho che varie volte ha collaborato con me nella diffusione di pubblicazioni che acquistava in libreria quando veniva da me a Padova. Per la verita’ quando pubblicai “nuova affermazione” non volle collaborare alla diffusione perche’ non era d’accordo con i contenuti politici della rivista.

– Conosco Signorelli Paolo che ha con me partecipato al centro studi ordine nuovo e che a conclusione di questa esperienza, ho saltuariamente rincontrato, mi sembra una o due volte e una volta sicuramente insieme a Andreotti Gianni.

– Non conosco Iannilli Marcello e Giuliano Egidio se non per i riferimenti letti sugli atti giudiziari o sui giornali.

– Il Fachini con me sicuramente non ha parlato delle sue amicizie e dei suoi rapporti con persone di Roma e credo che tale suo atteggiamento possa trovare giustificazione nel fatto che mi sapeva contrario alle sue posizioni politiche, o meglio non in totale sintonia con le sue opinioni politiche.

– Il processo di diversificazione tra me e il Fachini – che peraltro non ha inciso sui nostri rapporti umani – e’ iniziato prima del 2 agosto e si e’ accentuato dopo tale data. Peraltro io non ho mai pensato neanche lontanamente che il Fachini fosse coinvolto in attivita’ stragiste, anzi: se avessi avuto un simile sospetto avrei del tutto troncato i miei rapporti con Fachini.

– Sono stato nel Msi di Rovigo fino al 1973 come segretario della Giovane Italia. Mi sono dimesso dopo i fatti di Milano per la morte dell’ agente Marino. Ero infatti contrario all’ utilizzazione da parte dei dirigenti dell’ Msi dell’ epoca in funzione elettoralistica dell’ attivismo giovanile. Pubblicai le mie dimissioni con una lettera alla pagina rovigina del Resto del Carlino, lettera che e’ stata pubblicata.

– Non ho mai frequentato la sezione arcella dell’ Msi di Padova. Puo’ essere che siano stati i ragazzi della sezione a venire in libraria da me. Con l’ autonomia padovana ho avuto rapporti nel senso che con alcune persone ho potuto intavolare dei discorsi politici su temi di comune interesse, mentre con altre vi era un rapporto di ostilita’ .

– Non ricordo se in particolare Fachini Massimiliano mi abbia mai parlato della sua intenzione di andar via dall’ Italia. Ora che lei mi ci fa’ riflettere, puo’ anche essere in quanto l’ idea di andare a fondare un’ azienda agricola in Sud America era un sogno ricorrente nel nostro ambiente.

– Conosco Giomo perche’ militava nell’ Msi, non ho mai avuto una grande amicizia ne’ nei suoi confronti, ne nelle persone che in quel momento frequentava.

Chiedo un confronto con chi mi accusa.

Letto confermato sottoscritto.­

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