Rudy Miorandi -dichiarazioni 15.09.1982

Confermo le mie precedenti dichiarazioni. Confermo in particolare la circostanza riferita ai CC. Vale a dire il fatto che Giorgi mi ha anche confidato che poco tempo prima della strage aveva partecipato ad una festa in argentina insieme a Tilgher, Palladino Carmine e Delle Chiaie. L’ occasione del discorso fu la pubblicazione delle fotografie di Tilgher sui giornali, sul Resto del Carlino e sul Corriere della Sera, cioe’ su uno dei giornali che avevamo in cella solitamente. Io commentai in modo ironico e dispregiativo l’ immagine del Tilgher, a bella posta per provocare una risposta del Giorgi, dicendo: “anche lui c’entra con questa faccia da deficiente” .

Il Giorgi ha reagito dicendomi: “Avessi tu la testa che ha questo” aggiungendo che si conoscevano da moltissimi anni e ricordando tra l’ altro che nel 1980 qualche tempo prima della strage si erano ritrovati in Argentina ad una festa tipica locale come una sagra della carne, dove in una fattoria ammazzavano tori e fanno una gran festa. Mi disse che questa festa fu fatta in ambiente ristretto in un paesino vicino a Buenos Aires, di cui mi fece anche il nome, ma che io non ricordo.

– il Giorgi mi raccontava anche che in argentina aveva, oltre a tante conoscenze importanti, un amico in particolare col quale trascorreva quasi sempre la sua giornata frequentando in particolare una pasticceria dove usava prendere il whisky a tavolino, sita sul corso principale di Buenos Aires. Talvolta gli ho chiesto come faceva a vivere, dal momento che asseriva che non svolgeva alcuna attivita’ , ed egli mi rispondeva con gesti vaghi accennando appena alle sue amicizie altolocate.

– La fattoria dove si era svolta la festa era frequentata dal Giorgi, tanto che egli mi racconto’ che una notte, essendosi rotta la macchina, era rimasto a piedi ed aveva preso un gran paura perche’ era incappato in un branco di cani randagi.

– Il Giorgi si e’ aperto in modo particolare in occasione della ricorrenza del 2 agosto e della morte di Palladino. Quest’ ultima l’ha colpito moltissimo ed ha giurato di vendicarsi. Secondo le sue supposizioni Palladino era stato ucciso perche’ avendo partecipato alla strage era incappato nella ostilita’ di Concutelli che era contrario a questa strategia. Sempre parlando dell’ attentato il Giorgi si diceva sicuro dell’ impunita’ dicendo testualmente una volta: “non proveranno mai che l’ ho messa io” .
Una frase analoga la pronunziò a proposito della notizia pubblicata sul “Resto del Carlino” a proposito di due tedeschi implicati nella strage, disse: “non proveranno mai chi sono a parte il fatto che sono introvabili” ed a mia domanda su dove fossero, preciso’ che erano ad Asuncion.

– Non so se Giorgi abbia fatto qualche confidenza agli altri condetenuti. Certo che una volta – a quanto ho saputo recentemente da Tozzi nel corso di un incontro a Firenze – il Giorgi, prima che Palladino fosse ucciso si mostrava angosciato dalla sorte di questi che aveva famiglia e si tormentava nell’ escogitare la maniera di scagionarlo, in quanto l’ aveva messo lui nei guai, reclutandolo nell’ impresa.

– Tornato da Altedo, ove ero stato interrogato durante la detenzione della sv, rimproverai al Giorgi di avermi dato dei contatti non esatti in quanto io avevo telefonato alla casali carola ed avevo cercato di mettermi in contatto con le altre persone da lui nominate, compresa la Lucarelli Anna, ed avevo ricevuto risposte elusive, e il Giorgi si mostro’ molto stupito ed addolorato dicendo che le persone indicatemi erano le ultime fidate che gli erano rimaste almeno in Italia, ed in particolare della Lucarelli mi disse che a Roma era stata scelta con lui e che era a parte di tutti i suoi segreti.

– La riunione per mettere a punto l’ attentato avvenne a Roma nell’ ufficio di Palladino ed ebbe come partecipi il Palladino Carmelo, il Giorgi, Delle Chiaie ed altre persone di cui non mi ha fatto i nomi, precisando pero’ che i partecipi erano 5 o 6.

– Il Giorgi mi parlo’ anche di Palladino Roberto e mi confido’ anzi si mostro’ molto sorpreso che Roberto non era stato incriminato come lui, avendo ricevuto una sua cartolina dalla quale apprendeva che era libero.

Letto confermato sottoscritto.­

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