Le attività economiche della P2 – relazione Anselmi prima parte

Un primo approccio per una disamina dei collegamenti e della influenza della P2 nel mondo degli affari va effettuato tenendo presente, al momento del ritrovamento delle « liste », la elevata con­sistenza numerica, sessantasette, degli iscritti appartenenti al Mini­stero del tesoro, a banche e ad ambienti finanziari in senso stretto.

In particolare, per quanto riguarda il Ministero del tesoro (do­dici iscritti) l’esame delle funzioni espletate dalle persone che com­paiono negli elenchi rinvenuti a Castiglion Fibocchi permette di identificare la natura e l’importanza dei collegamenti instaurati, fina­lizzati ad assicurare contatti con dirigenti situati in punti chiave della amministrazione, sì da far conseguire al gruppo stabili agganci con ambienti di rilevante influenza sia nell’ambito nazionale sia, soprattutto, in quello internazionale. Sotto quest’ultimo profilo, in effetti, assume estrema rilevanza l’inclusione nelle liste di alti dirigenti del Ministero del tesoro e di altri personaggi situati in delicati istituti come la SACE (organismo che dà sostanzialmente sostegno finanziario nell’assicurazione degli interventi commerciali) e come la Banca d’Italia, aventi funzioni decisive in tema di rap­porti finanziari con l’estero.

A completare il quadro concorrevano, inoltre, i contatti emer­genti con esponenti di numerose banche pubbliche e private per alcune delle quali le presenze erano particolarmente significative per qualità e rappresentatività, come per la Banca nazionale del lavoro (quattro membri del Consiglio di amministrazione, il di­rettore generale, tre direttori centrali di cui uno segretario del Consiglio), il Monte dei Paschi di Siena (il Provveditore), la Banca Toscana (il direttore centrale), l’Istituto centrale delle casse rurali ed artigiane (il presidente ed il direttore generale), l’Interbanca (il presidente e due membri del Consiglio), il Banco di Roma (due amministratori delegati e due membri del Consiglio di amministra­zione) ed il Banco Ambrosiano (il presidente ed un consigliere di amministrazione).

Le indagini effettuate solo da alcuni degli istituti citati si sono in genere limitate al mero riscontro dell’appartenenza o meno alla Loggia massonica P2 e non hanno consentito di acquisire elementi di rilievo in ordine all’attività svolta da ciascuno dei cennati esponenti ed al segno di interferenza che la loro appartenenza alla loggia può aver rappresentato nella ordinata gestione degli affari. Solo il Collegio sindacale del Monte dei Paschi di Siena ri­sulta aver condotto una inchiesta attenta e dettagliata per valutare gli effetti dei collegamenti piduisti sull’operatività aziendale. L’in­chiesta si è conclusa ponendo in evidenza « casi di possibile tratta­mento di favore, casi di perdite avute o temute dall’istituto (fre­quenti i casi di trasferimento di posizioni a contenzioso con perdite già previste e/o definite) ».

L’attività della Commissione — appena si è delineato il qua­dro operativo della Loggia P2 — si è quindi concentrata sull’esame del disegno complessivo e sull’azione svolta da alcuni gruppi non solo finanziari fin dagli inizi degli anni settanta, collegandosi con le risultanze della Commissione d’inchiesta sul caso Sindona che ha messo chiaramente in evidenza come gli interventi operati a favore del banchiere siciliano si erano sviluppati nell’ambito di solidarietà ed accordi, che esistevano nel mondo finanziario e ban­cario tra alcuni esponenti di primo piano e che contribuivano ad agevolare l’attuazione di operazioni speculative, finalizzate ad esten­dere il potere di determinati gruppi economici.

Quali fossero la matrice, il metodo, l’obiettivo di tali gruppi non appare sempre con chiarezza, ma indubbiamente la loro azione non può essere ristretta ad un fenomeno di mera criminalità economica o ad accordi diretti ad accrescere la ricchezza dei singoli. In effetti « intorno alla mobilitazione in difesa di Sindona accade qualcosa di più di una semplice accanita gestione di interessi da proteggere magari con l’omertà e l’uso della forza: si rafforza e si espande il potere del sistema P2 che collega ed unifica tanti personaggi operanti in diverse collocazioni ».

Il momento più significativo a livello documentale di tali azioni è collegato alla presentazione di affidavit a favore di Sindona (rila­sciati negli ultimi mesi del 1976), quando Gelli ed altri personaggi (Francesco Bellantonio, Carmelo Spagnuolo, Edgardo Sogno, Flavio Orlandi, John Me Caffery, Stefano Gullo, Philip Guarino, Anna Bonomi) si espongono in modo chiaro e scoperto per effettuare uno sfor­zo ritenuto decisivo per il salvataggio di Michele Sindona. Alcuni dei firmatari, oltre al Bellantonio, sono in termini di intrinseca dime­stichezza con Licio Gelli; ciò vale sia per Carmelo Spagnuolo sia per Philip Guarino, che, secondo una corrispondenza in possesso della Commissione, ha con Gelli un rapporto di mutua ed operante ami­cizia. Appare dagli atti il ruolo centrale assunto da Licio Gelli che è il regista attivo di questa operazione, segno concreto di un non effi­mero legame tra i due personaggi, che prosegue sino al sequestro di Castiglion Fibocchi nel quale Michele Sindona, come abbiamo visto nel capitolo secondo, gioca un ruolo non secondario.

Contatti ed i legami tra questi ambienti si intrecciano in un contesto che assume, a motivazione delle malversazioni e delle attività economiche fraudolente poste in essere, finalità politiche di ordine più elevato. Così ad esempio le dichiarazioni di John Me Caffery senior (già capo del controspionaggio inglese in Italia e membro del Consiglio di amministrazione della Banca privata italiana) quando dichiara che esisteva un più nobile collegamento tra i gruppi che « condividevano le sane idee occidentali nel tentativo di opporsi alla diffusione del comunismo in Europa » e di conseguenza erano orien­tati a favorire l’ascesa di personaggi aventi la medesima ideologia, da situare nei punti chiave dei settori economici per influenzare, per questa via, l’andamento politico generale.

Quando si pensi ai corposi collegamenti tra tali settori ed am­bienti di malavita comune a livello internazionale, non si può non rilevare che l’identificazione delle « sane idee occidentali » con questi ambienti risulta quanto meno problematica e che il sistema capitali­sta occidentale, quando fisiologicamente funzionante, dispone di ben altri strumenti per garantire la propria autonomia.

È comunque avendo riguardo a questi ambienti che deve essere vista e spiegata l’ascesa di Sindona e l’azione da questi esplicata per acquisire sia la finanziaria « La Centrale » sia, unitamente al generale Sory Smith, già capo del gruppo consultivo di assistenza militare USA in Italia, la proprietà del Rome Daily American. Nella stessa prospet­tiva va quindi collocato il mutamento operativo che si determinò allorquando il fallimento dell’offerta pubblica di acquisto per il con­trollo della « Bastogi » (13.9.1971/8.11.1971) fece emergere una resi­stenza a queste operazioni di infiltrazione più estesa di quanto fosse stato possibile immaginare e rese necessaria una loro più accurata preparazione. Quando Sindona in conseguenza di tali eventi trasfe­risce la sua attività nei paesi al di là dell’Atlantico, in Italia cresce e si afferma Roberto Calvi, nominato direttore generale del Banco Ambrosiano nel 1971, che ne acquisisce l’eredità oltre che la tutela condizionante di Gelli e Ortolani. La nuova strategia prende il via con il trasferimento (1972) della quota di controllo de « La Cen­trale » alla « Compendium S.A. Holding » finanziaria del Banco Am­brosiano che nel 1976 muterà nome in « Banco Ambrosiano Holding Lussemburgo ». Si viene così a realizzare tra Calvi e Sindona un modulo operativo che, all’estero, era gestito unitamente a Sindona e che in Italia era articolato in diversi comparti (bancari, assicura­tivi, finanziari) sempre più complessi ed intrecciati man mano che si accresceva la fiducia in Calvi dei più importanti gruppi economici.

Per quest’ultimo aspetto un ruolo di rilevante importanza è stato svolto da Umberto Ortolani il cui ingresso nella Loggia P2 rappresentò l’acquisizione all’organizzazione di un elemento dotato di una vasta rete di relazioni personali di grande prestigio, sia nel mondo politico che negli ambienti della curia vaticana, e di quella competenza nel campo finanziario che si rivelerà necessaria nella seconda fase di sviluppo delle attività gelliane e della Loggia Pro­paganda.

In effetti proprio mentre Sindona viene estromesso definitiva­mente dall’Italia, e poi arrestato, si estende e si rafforza la rete P2 nel settore degli affari e Calvi diventa il principale braccio operativo nel settore finanziario per tutte le necessità previste dai programmi della loggia.

 

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