Delle Chiaie e il delitto Occorsio

Delle Chiaie non ha volutamente presenziato all’attività istruttoria. Certo, comunque, rimane che dal 1971 -quando il Delle Chiaie si rese per la prima volta latitante- ad oggi questo imputato non è mai rimasto fermo: è rientrato spes­se volte e per lunghi periodi (come ammesso nel suo diario che trovasi allegato al vol. XIV) in Italia, dove incontrò in luogo pubblico capi di partito (v. dep. Almirante nel corso della istruttoria c. Concutelli e Ferro) e dove è accusato di avere nell’autunno del 75 organizzato in Roma col Concutelli il tentato omicidio dell’esule cileno Leighton. Anche in questo processo, molte persone (v. Pozzan, Francia e Pomar col suo memoriale) hanno parlato a lungo di rapporti del Delle Chiaie con Servizi Segreti anche italiani; e pare che il Giorgi, intimo amico di Delle Chiaie, abbia fatto sul punto più d’una ammissione ai magistrati di Bologna.

Fatto sta che, mentre la Digos di Firenze operava sagacemente e in stretta collaborazione con la Ucigos del Ministero degli Interni per determinare la cattura del Delle Chiaie, un giornale a grande diffusione dette per sicura la storia di un Delle Chiaie intanto presente a una riunione di neri in Toscana; avvertendo la possibilità che le persone che det­tero quella notizia ai giornalisti in realtà volessero av­vertire Delle Chiaie che dalla Toscana lo ricercavano, il G.I. segnalò la circostanza alla locale Procura della Repubblica.
Ma al di là di fatti che connotano negativamente la sua personalità, contro Delle Chiaie sono presenti in causa numerosi elementi d’accusa che lo indicano come uno dei responsabili diretti dell’omicidio di Occorsio. Calore e Cozi hanno dimostrato, senza ricevere smentita da alcuno, che fu Delle Chiaie il primo a predicare pub­blicamente la scelta di uccidere Occorsio.

delle chiaie

Queste dichiarazioni sono a loro volta corroborate da un riscontro obiettivamente fornito agli atti dal Delle Chiaie medesimo. La latitanza per Delle Chiaie cominciò con un mandato di Cattura spiccato contro di lui, P.M. dr. Occor­sio, per testimonianza reticente nell’istruttoria per la strage di Piazza Fontana. Delle Chiaie riparò all’estero (e precisamente in Spagna dov’era già il principe Borghese sotto il quale Delle Chiaie partecipò all’omonimo golpe del dicembre 70) e annotò nel suo diario pesanti rancori e pre­cise intenzioni di vendetta contro chi l’aveva costretto all’esilio. Poi, con Delle Chiaie ancora fermo in Spagna, nel ‘73 gli morì, per incidente stradale, la madre, di cui non poté neppure onorare i funerali; e Delle Chiaie, sempre attaccatissimo alla madre (v. la trascrizione della intervista rilasciata a Biagi, in fase. 23 vol. IIA), scrisse di proprio pugno nel diario alla data 7.3.73: “Maledetti coloro che mi costringono dopo tre anni di assurda latitanza a stare ancora lontano da mia madre. Non troverò pace sino a quando non mi sarò vendicato….Non troverò pace sino a quando non avrò strappato dai loro luridi visi questa ma­schera di giustizieri della società”.

Quindi, ha ragione Cozi, il quale ha sempre affermato che Delle Chiaie nutriva qualcosa di personale e viscerale contro Occorsio: Delle Chiaie ha scritto nel proprio diario di avere un movente personale per uccidere Occorsio; contro la persona del magistrato che correttamente e pubblicamente lo accusava, Delle Chiaie, per sublimarsi soggettivamente, trasponeva i reati che egli Delle Chiaie aveva certamente commesso; soprattutto, nel giudice Occorsio il Delle Chiaie identificava la causa del proprio distacco irreparabile dalla madre.

Con questo odio personale contro Occorsio, Delle Chiaie primeggiò nelle riunioni di Albano, dell’appartamento di Via Sartorio in Roma, del dicembre ‘75 in Nizza, nelle quali oc­casioni, proprio sotto la spinta drastica del Delle Chiaie, il progetto di uccidere Occorsio passò nella fase di esecuzione. Altrettando certi sono i rapporti intensi ed intimi che Delle Chiaie ebbe con Signorelli e Concutelli fino alla fine dell’anno 1976.
In primo luogo, è indeclinabile che Delle Chiaie ebbe col Signorelli relazioni che non sfociarono mai in liti personali o in separatezza politica; anzi, sono stati proprio Del­le Chiaie e Signorelli le persone che hanno voluto (e in certi limiti anche imposto) la fusione fra ON e AN per dar vi­ta alla guerra rivoluzionaria e quindi a quella lotta arma­ta all’interno della quale Occorsio rappresentava e fu il primo obiettivo.

Con sulle spalle probabilmente per entrambi il sequestro Ma­riano e il tentato omicidio di Leighton, Delle Chiaie e Con­cutelli furono insieme ad Albano e vissero, impegnandosi in un lavoro unitario per la guerra rivoluzionaria, lunghi me­si nell’appartamento di Via Sartorio in Roma; da Roma Concutelli e Delle Chiaie andarono insieme pochi giorni prima dell’Immacolata a Nizza dove si incontrarono con Graziani, Mas­sagrande, Signorelli e decisero di uccidere Occorsio; da Nizza Concutelli e Delle Chiaie proseguirono per la Spagna, dove a Madrid Delle Chiaie disponeva in proprio di almeno tre appartamenti e della società di viaggi Transalpino, e dove, altresì, insieme a Massagrande, Francia ed altri, il Delle Chiaie gestiva la pizzeria El Apuntamiento e la società di import-export Eniesa. Anche a Madrid Delle Chiaie e Concu­telli furono visti insieme (v. dichiarazioni di Citti, Fran­cia e Pozzan in fasc. 5 vol II, di Arcangeli in fasc. 6 vol II, di Ricci in fasc. 7 vol II), perché insieme operavano per altri fatti che continuavano a comportare uccisioni per fini politici, come la lotta del Governo spagnolo contro l’Eta basca e il tracollo africano dell’impero portoghese.

In Spagna Delle Chiaie consegnò a Concutelli il mitra In­gram con cui Concutelli, dopo, uccise Occorsio. Infatti, durante l’istruttoria del processo che si concluse con la condanna di Concutelli all’ergastolo, emerse con si­curezza assoluta che l’Ingram di Concutelli rientrava in una partita di tre mitra Ingram venduti dalla ditta costruttrice (in USA) alla Polizia spagnola (v. sent. 16.3.78 Corte d’As­sise di Firenze, in fasc. nr.5, vol.I). Gli spagnoli non hanno mai risposto alla rituale rogatoria internazionale con cui i magistrati italiani chiesero che destinazione avessero avuto quei tre mitra e come mai uno degli stessi fosse finito al Concutelli (v. sui rapporti con le Autorità spagnole, il volume VII); ma restava comun­que chiaro che l’arma non poteva essere giunta in forma anonima al Concutelli, che in campo internazionale non ha mai avuto caratura alcuna prima dell’omicidio di Occorsio.

In questa istruttoria è emerso (…) che Autorità in­quirenti francesi e spagnole hanno accertato che, dopo l’o­micidio di Occorsio, per lunghi anni in Spagna e Francia il Delle Chiaie ebbe rapporti di intimità e colleganza politi­ca con gli spagnoli Mila Rodriguez, Tornio e Alemany, ai quali il Delle Chiaie consegnò due mitra Ingram. Quindi, è vero quanto hanno riferito Tisei, Calore, Cozi, Francia, Pomar, Pozzan, Arcangeli, per i quali fu Delle Chia­ie ad ottenere i tre Ingram dalla polizia spagnola per usarli contro i baschi, in odio ai quali Delle Chiaie, oltre che agire personalmente, arruolò anche Concutelli. Né può pensarsi che a questo punto -trovandosi già Delle Chiaie e Concutelli in perfetta simbiosi ad Albano, in Via Sartorio, a Nizza su guerra rivoluzionaria e lotta armata- Delle Chiaie abbia perso di vista il Concutelli a cui aveva passato l’Ingram.

Da una parte Concutelli, proveniente da Madrid, andò a trovare Graziani e Pugliese in Corsica, e ben lo sapeva D’Agostino, avanguardista intimo di Delle Chiaie, che si precipitò da Graziani a Nizza proprio per parlare di Concutelli. Né a quel punto -prima della Pasqua ‘76- nessuno ha segnalato la benché minima incrinatura all’interno della fusione ON-AN, per cui Graziani e gli altri non avevano ostacoli a parlare di Concutelli con Delle Chiaie.
Poi, il rientro di Concutelli In Italia nella Pasqua ‘76 fu ignoto agli inquirenti italiani, ma il Concutelli finì in mano a Signorelli, Cozi, Pugliese, Sgavicchia, i quali avevano il possesso dell’appartamento 75, il cui affitto continua­va ad essere pagato dagli avanguardisti Germoni e Fabbrussi, intimi di Delle Chiaie. E i rapporti fra Signorelli e Concutelli nella primavera – estate romana del ‘76 con i segua­ci particolari di Delle Chiaie furono sempre eccellenti, tanto che il D’Agostino andò allora a cena col Concutelli e a fine luglio ‘76 gli avanguardisti indicarono alla Poli­zia in Concutelli l’autore dell’intanto intervenuto assas­sinio di Occorsio.

Del resto Delle Chiaie -che sempre seppe della presenza di Concutelli armato di Ingram in Roma ma nulla fece per toccarlo- nell’autunno 76 impose ad Arcangeli di mantenere ottimi rapporti con quel Concutelli, già ricercato ufficial­mente dalla Polizia come autore ormai individuato dell’uc­cisione di Occorsio. Ma tutto ciò non attiene semplicemente la logica dei rapporti personali fra Delle Chiaie e Concutelli, perché son fat­ti questi i quali trovano la loro unica causale in quella unità di intenti di propositi di azioni concrete che legò, come innanzi esplicitato, qualsiasi esponente di ON e AN dalla seconda metà del 1975 a tutto il 1976.

Nessuna, infine, delle persone conosciute per intime del Delle Chiaie, come Giorgi, Citti, D’Agostino, Tilgher, ha voluto versare in causa nulla di positivo per il prevenuto Delle Chiaie; ma vero è, anche, che essi Giorgi Citti, D’Agosti­no, Tilgher si sono comportati come persone che aspettava­no di aver già conosciuto e individuato gli elementi già acquisiti dal G.I. prima di imbastire una loro verità. In definitiva, allora, sono profondamente radicati nelle concrete emergenze processuali gli elementi che dimostra­no la partecipazione direttiva di Delle Chiaie all’omici­dio di Occorsio.

Sentenza ordinanza G.I. Minna delitto Occorsio 1983 pag 60-69

Annunci