Gaetano Orlando – dichiarazioni 13.02.1991

Il GI da’ atto che l’ Orlando viene sentito in qualita’ di teste in quanto non ha procedimenti pendenti ed in quanto i fatti su cui potra’ essere sentito appaiono comunque coperti da giudicato penale, essendo gia’ stato condannato con sentenza definitiva in fase di espiazione. Il GI chiede quindi al teste se questi sia a conoscenza e sia stato a conoscenza negli anni ‘60 e ‘70 di una struttura in funzione anticomunista e dei rapporti eventuali tra tale struttura e la organizzazione denominata Mar. Il GI richiama quindi all’ attenzione del teste la denominazione “Gladio” che risulta ora data ad una organizzazione di civili e richiede se fosse al corrente di tale denominazione.

Il teste risponde: oggi, nel clima che si e’ creato in Italia, ho delle difficoltà nel parlare di questi fatti. Mi chiedo ad esempio a che cosa sia servito il fatto che Vinciguerra nei suoi verbali abbia detto moltissime cose di estrema importanza. Tutto quello che diceva Vinciguerra e’ vero. Aggiungo che a seguito della condanna riportata sono considerato un sequestratore a scopo di estorsione, mentre tutto quello che ho fatto aveva una precisa funzione politica e si inseriva in una strategia politica ben precisa. Comincero’ dando a voi magistrati una indicazione.
Il 25.04.74 c’e’ stata una riunione di partigiani in Valtellina. Dovreste accertare chi ha partecipato a questa riunione. C’erano delle persone che ora vengono indicate come degli eroi.  La riunione si tenne a Grosio, più precisamente a Valgrosina. L’ arma dei carabinieri sa tutto di questa riunione. Ci sono delle fotografie dei partecipanti, nonche’ l’ elenco di tutti costoro. Anche la stampa dette risalto alla manifestazione. Parlo della stampa locale.
Sollecitato da loro magistrati ad essere piu’ preciso e piu’ chiaro voglio fare una premessa. Il maggiore Rossi, della divisione Pastrengo quando venne trovato il corpo di Feltrinelli a Segrate dette come prima indicazione che potessi essere io. Questo fatto, unitamente ad altri mi indusse a prendere le distanze dal Fumagalli, col quale avevo strettamente collaborato fino al 1970.
Ricordo un dettaglio, cioe’ che panorama pubblico’ una mia foto, ripresa col teleobiettivo a mia insaputa mentre mi trovavo nella officina del Fumagalli di Segrate, presso la quale lavoravo. Detto questo devo aggiungere che il Fumagalli non è lo sprovveduto che affermava di essere nelle dichiarazioni rese a lei GI e che ora lei sinteticamente mi rappresenta.
La Valtellina non doveva essere un fatto isolato. Io ho creduto di fare qualcosa di utile per l’ Italia in un certo momento politico. Alcuni che fra coloro come me, hanno pensato questo ora sono considerati degli eroi, mentre io sono condannato come un volgare delinquente. Faccio poi presente che molte cose di quelle che mi chiedete gia’ si sanno in quanto sono evidenziate in atti processuali.

fumagalli

Ad esempio un teste sentito nel processo contro il Mar ha dichiarato di aver partecipato ad una riunione cui erano presenti dei generali, anche statunitensi. Questa persona, un ex partigiano della zona, una volta, sentito dai cc di tirano disse loro pressoche’ testualmente “non fatene tante perche’ io sono protetto da gente con le stellette sulle spalle”. Ancora interrogato in merito a eventuali rapporti fra Mar e Gladio, dichiaro che a quel tempo il nome Gladio non esisteva. Comunque il Mar non e’ stata una pazzia, non e’ stato un fungo. Si e’ mosso in un contesto ben preciso e con compiti ben precisi.
Quello che dice Vinciguerra e’ vero, il Fumagalli, secondo Vinciguerra era un agente della Cia. Per quanto mi riguarda anch’ io, seppure con delle perplessita’, non sono alieno dal condividere questa opinione. Per tutto un complesso di ragioni, per tutta una storia che prende le mosse dal Veneto e in particolare da Verona, ho seri motivi per ritenere che il Fumagalli fosse ricattato. Sono convinto che a un certo punto non poteva piu’ uscirne.
Tornando al discorso che avevo iniziato ribadisco che il Mar ha avuto un suo spessore. In relazione ai cosiddetti “Nasco” mi chiedo perche’ non si faccia un controllo sulle armi del Fumagalli, o meglio per quelle che sono state trovate in Valtellina e per le quali sono stato condannato negli anni 1970 nel processo celebratosi in Toscana, armi trovate in Valtellina nel 1970.
Io so da dove venivano quelle armi. Provenivano da ambienti dei cc del Veneto, in particolare di Padova. Quelle armi, almeno in parte provenivano da sequestri operati dai carabinieri. Che provenissero da sequestri e’ una mia presunzione in quanto si trattava di armi usate. Sono certo invece che vennero date dai cc. Sin dal 1964, in Valtellina, c’ erano caserme dei cc che disponevano di armi da consegnare a civili in funzione di anticomunista. Cio’ l’ho appreso nel 1966, nell’ ambiente politico da me frequentato a quel tempo. Sapevo bene l’esistenza di una struttura che doveva contrastare l’ avanzata del partito comunista e che a tal fine poteva disporre anche di armi. Aggiungo che le consegne di armi fatteci da alcuni ufficiali dei cc di Padova le consideravano una dimostrazione di fiducia e di simpatia da parte dell’ arma. Le armi provenienti dal veneto erano destinate alla Valtellina nonche’ ad altre localita’. Dico questo con riferimento in particolare all’anno 1969. In questa faccenda c’erano di mezzo i servizi segreti e ufficiali americani. Nel 1969, nei mesi di settembre ottobre novembre vi furono a Padova parecchie riunioni. Io partecipai ad alcune di queste in rappresentanza del Mar. Il Fumagalli, invece, non partecipo che sporadicamente a queste riunioni, forse a una sola.
Erano presenti ufficiali dei cc, ufficiali americani della base Nato di Vicenza, nonche’ quel tale “penna nera” . Ora che lei GI mi da lettura di quanto riferito da Vinciguerra in merito a questo “penna nera” nel verbale del 26.10.87, posso dire che costui si identifica nel Dogliotti. Oltre ai predetti ufficiali c’ erano rappresentanze

Di civili provenienti da diverse aree del nord, in particolare la Toscana, il Piemonte, la Lombardia, la Liguria. Parte dei toscani erano del Mar, altri erano in rappresentanza di altri movimenti anticomunisti. Al termine di queste riunioni avveniva la consegna delle armi nel senso che nel bagagliaio delle macchine si trovavano delle armi. Parte delle armi che mi sono state date a Padova sono state rinvenute in Valtellina, cosi’ almeno credo, ed hanno formato oggetto del procedimento toscano a mio carico.
Adr: a queste riunioni normalmente partecipava una trentina di persone fra ufficiali e civili. Le riunioni si tenevano in locali pubblici di Padova o nella zona circostante, ovvero in case private. In occasione di tali riunioni non ho mai soggiornato a Padova. Preferivo tornare direttamente alla mia residenza oppure dormire in localita’ vicino a Padova, ma di solito rientravo. E’ evidente ormai dal mio discorso che queste armi ci venivano date in funzione interna anticomunista. La storia che una struttura di tal genere dovesse servire contro una invasione straniera, e’ a mio giudizio una barzelletta. Allora tale ipotesi non si ventilava nemmeno.
La struttura di cui parlo faceva capo agli americani che davano gli ordini, mentre i cc provvedevano al coordinamento. Voglio ora parlare di una riunione avvenuta a Milano il 700320 o comunque nel marzo del 1970 presso il circolo dalmata giuliano, riunione che sancì la nascita del raggruppamento “Italia Unita” . Questo raggruppamento rappresento’ l’ unificazione di 18 gruppi extraparlamentari di destra. Io aderii in rappresentanza del Mar. Venne costituito un comitato direttivo e venne nominato presidente onorario il generale Bertoldi Felice e presidente effettivo il generale Biagi.

Adr: la cosiddetta “Maggioranza silenziosa” era una articolazione di questa struttura.

Adr: Avanguardia Nazionale fu esclusa dal raggruppamento Italia Unita poiche’ il suo rappresentante era persona sgradita, non solo a me.

Adr: a questa riunione partecipo’ Bertoli, che fu uno dei promotori. A mio giudizio tutta la destra, pur nelle sue molteplici articolazioni ha un denominatore comune costituito dall’ anticomunismo, che rappresentava la base il cemento del raggruppamento Italia Unita.

Adr: circa i miei rapporti con Bellini Guido confermo le dichiarazioni rese al GI di Bologna il 07.03.84. Il fratello, Bellini Paolo, lo conobbi successivamente in Italia. In stato di liberta’ può essere che abbia incontrato il Bellini Paolo se questi e’ la persona che una volta accompagnava il fratello e che venne presentato come un brasiliano. Mi pare che si sia presentato con cognome “Da Silva” e che abbia detto di essere un pilota brasiliano. Questa persona mi fece una cattiva impressione ed esternai questo mio giudizio al Bellini Guido, il quale non mi disse che Ilda Silva era suo fratello. Il rapporto col Bellini Guido riguarda esclusivamente il mio lavoro di importatore che a quel tempo svolgevo in Paraguay e il mio rapporto col bellini paolo si e’ risolto nei termini sopradetti.

Adr: lo stesso giorno del mio arresto incontrai Zicari a Milano in piazza Tirana. Per essere preciso lo incontrai la notte prima del mio arresto. Lo Zicari apparteneva ai servizi e doveva venire con me in Valtellina per visitare il luogo di un campo di addestramento militare. Lo Zicari aveva nascosto su di se un registratore, col quale appunto registro’ la nostra conversazione. Non avevo motivo di dubitare dello Zicari, che era accreditato dal Degli Occhi, e percio’ parlai liberamente. Rettifico quanto ho prima detto precisando che lo Zicari non aveva con se un registratore, bensi’ un microfono attraverso il quale era in contatto con persone occultate in un camion per traslochi contenente una attrezzatura da ascolto, parcheggiato poco distante dalla macchina dove ebbe luogo la mia conversazione con lo Zicari. Le notizie relative a queste modalita’ di registrazione del mio discorso con lo Zicari le ho apprese dopo essere stato scarcerato dopo il novembre del 1970 da persona appartenente al mio ambiente che lo aveva a sua volta appreso dai cc.

Adr: circa l’ interrogatorio cui venni sottoposto da parte del Delle Chiaie e del Vinciguerra, dico che e’ mia profonda convinzione che il Delle Chiaie lavorasse per i servizi, anche dal tempo dell’interrogatorio e forse io debbo la vita a Delle Chiaie. Credo di non essere stato ucciso, dopo essere stato rapito in spagna, proprio grazie a Delle Chiaie. Rettifico la verbalizzazione precisando che non si tratto’ di rapimento, bensi’ di “prelevamento” . Comunque si tratto’ di un interrogatorio da me non richiesto e non voluto.

Adr: non ho mai conosciuto personalmente Esposti Giancarlo.

Ho conosciuto invece d’ intino, anzi altri ragazzi vicino al Fumagalli che aveva preso alloggio nell’ appartamento a me intestato. Ribadisco che dopo aver appreso che il Fumagalli aveva messo loro a disposizione l’ appartamento, disdissi immediatamente il contratto con raccomandata.

Adr: per tutta una serie di ragioni e di valutazioni ritengo che le armi di Esposti Giancarlo provenissero da Verona.

Adr: ho conosciuto Cauchi in Spagna, a Madrid nel 1975 o nel 1976. Io fui in Spagna dall’ agosto 1974 ai primi mesi del 1977. Di me l’ ambiente degli ordinovisti e degli avanguardisti non si fidava. Il Cauchi non si apri’ mai completamente con me sulle sue vicende politiche. Mi disse che era un fuoriuscito, mi lascio’ intendere, senza pero’ dirmi le cose in modo chiaro, che aveva avuto rapporti con servizi; non ha mai detto di aver partecipato ad attentati e neppure mi ha mai detto di avere frequentato il Gelli. Il nome del Gelli pero’ circolava in quell’ ambiente di Madrid. Io ho supposto che vi potessero essere stati dei rapporti fra Cauchi e Gelli in quanto ad un certo momento a Madrid a quelli di on e avanguardia mancavano soldi e poi seppi che Cauchi era venuto in Italia e, una volta tornato a Madrid vi erano anche i soldi. Vi vorrei chiedere se vi risulta un qualcosa in proposito della fusione tra ON e AN che non e’ mai comparso neppure sulla stampa.

Il pm di Firenze fa presente che, come risulta da atti giudiziari pubblici vi fu una riunione fra esponenti delle due organizzazioni ad Albano Laziale nell’ estate del 1975 e che nel dicembre dello stesso anno vi fu la scoperta a Roma della base di via sartorio frequentata da ordinovisti e avanguardisti.

Orlando dice: non intendevo alludere a queste cose note ma al fatto che questa unificazione fu per cosi’ dire imposta da ambienti politici italiani. Mi riferisco al fatto che a Madrid convennero esponenti politici italiani che ebbero incontri con i maggiori esponenti di ON ed AN che si trovavano in quella citta’ e dissero che la fusione era opportuna e necessaria perche’ ormai era giunto il momento in cui tutti dovevano essere pronti, alludendo ovviamente a un cambiamento della situazione politica in Italia.
Invitatomi a riferire chi fossero questi esponenti politici, orlando dice: si trattava di deputati del Msi e anche non di questo partito ma sono disposto solo a fare il nome di Romualdi Pino, deceduto.

Adr: mai il Mar ha operato attentati ai tralicci in Alto Adige. Spontaneamente aggiungo che e’ mio interesse dimostrare che non sono un delinquente e che e’ mio interesse percio’ e mia ferma volonta’ arrivare ad una ricostruzione completa e definitiva della mia vicenda umana e politica. Sono quindi disposto a essere nuovamente sentito, ma ho la necessita’ anche di confrontarmi col Fumagalli al fine di far chiarezza anche con lui su tutto quanto e’ accaduto. Ritengo che anche il Fumagalli abbia interesse a questo discorso.

Adr: quando ho fatto riferimento ad armi provenienti da Verona, intendevo riferirmi, fra gli altri anche allo Spiazzi, persona che io non ho mai conosciuto personalmente, ma che era ben conosciuto invece da Fumagalli Carlo che lo considerava un gran tecnico in fatto di armi e che lo considerava addirittura capace di progettarle e realizzarle. L’ ultima volta che vidi Fumagalli prima del suo arresto fu proprio la sera precedente al giorno in cui fu arrestato. Egli venne da me in ufficio a Milano in via Marco da Puia, ove io lavoravo presso suo fratello e mi disse: Tano, ti ho messo nella merda pero’ tu domani mattina avrai una borsa di documenti che prima esaminerai e poi ne farai l’ uso che credi. Il giorno egli fu arrestato e io di quella borsa non ho saputo piu’ nulla.

Adr: quando parlo del Bertoli che partecipo’ alla riunione in cui venne fondata Italia Unita, mi riferisco a Bertoli Raffaello.

Letto confermato e sottoscritto.­

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