Giordano Gamberini – dichiarazioni 12.11.1981

Personalmente sono sicuro che il Prof Salvini abbia molte e rilevanti pecche sul piano dell’ortodossia massonica e dell’ideologia in genere; ma sono anche convinto che non sia persona da commettere reati. Devo però dire che quando Salvini fu eletto Gran Maestro fece precedere la sua elezione da una campagna elettorale così vasta e così dispendiosa da essere sicuramente molto al di sopra delle sue possibilità economiche. Sono perciò convinto che altre persone abbiano abbondantemente finanziato la sua propaganda. In un certo senso prima delle elezioni vi fu un accordo fra me e Salvini per cui io lo favorii in queste elezioni: l’accordo era che Salvini mi avrebbe delegato nel rapporto con le logge straniere e soprattutto con quella inglese il cui riconoscimento era di estrema importanza. Ciò avvenne ma contemporaneamente Salvini fece il possibile per vanificare la delega che pure mi aveva data. I rapporti fra me e Salvini diventarono quindi piuttosto non buoni. Salvini manifestava apertamente il suo disprezzo per la gestione piuttosto familiare di coloro che lo avevano preceduto nella carica di Gran Maestro. Salvini intendeva portare i massoni, da settemila come glieli avevo lasciati io, a centomila; per fare questo occorrevano forti disponibilità e so che Salvini si presentò dall’avv. Agnelli, ma poi altri massoni mi dissero che Salvini in questi suoi contatti si faceva accompagnare da Cerchiai che non è persona di grande figura per cui la gente si seccava subito e troncava ogni rapporto con la massoneria. So che Cerchiai faceva parte dell’apparato di Confindustria ma non mi è stato detto da nessuno che Salvini e Cerchiai abbiano chiesto contributi alla Confindustria. Sono stato presenta alla Gran Loggia del marzo ’75 e ho sentito l’aggressione che Martino Giuffrida fece contro Salvini. Salvini stesso tempo dopo mi disse che mentre sentiva parlare Giuffrida aveva deciso di farlo diventare un suo uomo e io so che dopo quella Gran Loggia, ma subito dopo, Giuffrida entrò in stretti rapporti con Salvini. Interrotta la Gran Loggia ci fu una grande confusione e ricordo che gli altri portarono letteralmente via Salvini che non si reggeva in piedi. Quando dico gli altri mi riferisco ai componenti della giunta. Io restai a discutere con gli altri fratelli e non partecipai alle riunioni della giunta, ed anzi lo stesso Bricchi mi mise alla porta. Io in quella occasione non ho parlato con Salvini né ho visto Gelli. Tempo dopo Gelli mi disse che Salvini continuava ad accettare iscrizioni alla P2 ma poi Salvini prendeva contatti personali con gli aderenti alla P2, cosa che seccava questi ultimi.

Allora Gelli si fece rilasciare da Salvini delle tessere firmate in bianco in modo che Salvini non sapesse chi Gelli ammetteva nella sua Loggia. Su richiesta di Gelli parecchie volte all’Hotel Excelsior di Roma io ho iniziato delle persone alla P2 non penso che queste persone siano più di cento ed anzi sono molto di meno. Faccio presente che le tessere io le ho viste firmate in bianco dal Gran Maestro e perciò ho ritenuto regolari, non erano tessere intestate alla P2 e perciò non ho avuto dubbi sulla regolarità del comportamento di Gelli. Produco fotocopia di documentazione sui miei rapporti con Salvini e Siniscalchi intorno agli anni ’70.

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