Gianluigi Napoli – dichiarazioni 07.11.1990

Adr: confermo tutte le dichiarazioni da me rese nell’ ambito del processo della strage del 02.08.80 e nel processo bis per l’ attentato dell’ Italicus.

Adr: come ho gia’ detto ritengo certo che il Fachini lavorasse per i servizi segreti deviati. Cio’ dovrebbe risultare, tra l’ altro, da una velina sequestrata a Padova in una istruttoria del dr Casson. Il Fachini, inoltre, era in contatto con Giannettini, tanto è vero che questi, una volta scarcerato, ando’ a far visita a sua madre, mentre il Fachini era detenuto a Belluno.
Fachini, inoltre, mi risulta sia stato in contatto con il cap. Labruna e con il Merlino. Fachini era in contatto con tutto lo ambiente della libreria Ezzelino, alla quale era interessato insieme a Freda. La libreria era frequentata altresi’, sempre a dire del Melioli, dal De Eccher, dal Romano, dal Trinco e da altri. Cio’ mi venne confermato altresi’ dal Fachini stesso.

Un elemento importante del gruppo era anche Raho Roberto, ma tra questi ed il Fachini ad un certo punto vi fu una rottura. Questa avvenne nel 1979, allorquando il Raho, volendo dare un impulso effettivamente rivoluzionario alla destra, prese le distanze dal Fachini. Ricordo, inoltre, un’ altra circostanza, cioe’ che il Melioli mi aveva riferito, al tempo del rapimento dell’ on Moro, che da Roma, cioe’ dal Signorelli e dal Semerari, era venuto l’ordine di fare attentati a tappeto, anche contro partiti politici, peraltro riprendendo le disposizioni dei fogli d’ordine. Il Melioli firmo’ con la sigla Mpr gli attentati eseguiti a Rovigo. A tal fine fece una telefonata ai pompieri di Bologna con la quale rivendicava appunto gli attentati.
Melioli, probabilmente assieme al ferrarese, ha commesso altresi’ l’attentato alla Cgil di Rovigo che siglo’ con una sigla di sinistra. L’ attentato fu sventato poiche’ fu vista la scatola contenente l’esplosivo e venne chiamata la polizia. Intervenne la squadra mobile, anzi la Digos che richiese il disinnesco dell’ ordigno, che tuttavia esplose ferendo un agente.

Adr: Dantini non l’ ho mai conosciuto di persona, ma l’ho sentito ripetutamente nominare dal Fachini. Ricordo che il Fachini parlo’ del Dantini indicandolo come la persona che era stata in grado, per prima, di spiegargli come attivare l’esplosivo cosiddetto “sordo” che il Fachini aveva nella sua disponibilità.

Insomma il Fachini mi parlo’ del Dantini come di un esperto di esplosivi.

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