Perizia Teatini sul proiettile finito contro la Land Rover – 01.02.1975

Incarico
In data 3 dicembre 1974, l’Ill.mo signor giudice istruttore del Tribunale di Rieti, dott. Angiolo Verini, conferiva al sottoscritto tenente colonnello Luciano Teatini, direttore del centro carabinieri Investigazioni scientifiche, l’incarico di eseguire una perizia balistica nel procedimento penale n. 78/A/74, contro D’Intino Alessandro, Danieletti Alessandro ed altri, proponendo il seguente quesito:
“Accerti il perito il tipo di proiettile cui si riferiscono i frammenti rinvenuti nella ruota di scorta della Land Rover ed attualmente in giudiziale sequestro”.
Il prefato magistrato fissava in giorni 45 il termine per il deposito della relazione scritta – termine prorogato di altri 15 giorni – e consegnava al perito i frammenti da esaminare.
(…)

Esami svolti
Come fatto cenno in sede di descrizione del reperto, le condizioni attuali del proiettile da esami­nare non consentono di acquisire dati metrici validi per la determinazione del calibro. Pertanto si è proceduto a misurazioni ponderali di tutto il materiale repertato e al confronto con analoghe misurazioni di proiettili, sparati, prelevati dal campionario di laboratorio, dei calibri 7,65 – 9 corto e 9 lungo (foto nn.3 e 4).
I risultati conseguiti attestano che il reper­to, del peso complessivo di grammi 5,8851- (foto n.5), non può essere attribuito ad elemento di cartuccia calibro 7,65 perché, quest’ultimo, pesa solo gr 4,7775 (foto n.6). Molto verosimilmente è da attribuire a cartuccia calibro “9 corto” il cui peso è di gr 6,0321 (foto n.7) ma non si può escludere che esso appartenga a munizionamento calibro “9 lungo” -il cui peso medio è di gr 7,4172 (foto n.8)- in quanto piccole parti di metallo potrebbero essere andate disperse (o rimaste adese al bersaglio) nel momento della frantumazione. Pertanto, con gli elementi fin qui acquisitisi può solo affermare che il proiettile repertato non è del calibro 7,65 perché il suo peso è superiore di grammi 1,1076, che è verosimile sia del calibro 9 corto in quanto la differenza di peso è di appena gr 0,1470, differenza che può riscontrarsi anche tra due proiettili della stessa marca e lotto di fabbricazione. Infine, pur con meno probabilità, non si può escludere possa provenire da cartuccia calibro 9 lungo perché la differenza di gr 1,5321, potrebbe essersi dispersa.

Ciò posto, nel tentativo di acquisire altri elementi di giudizio, si è proceduto ad un più approfondito esame dei frammenti di camiciatura, prendendo in particolare considerazione quelli interessati da porzioni di orlatura (elemento caratterizzante la base dei proiettili blindati) e dalle tracce di rigature prodotte dalle nervature della canna.
Le prime -circoscritte sulla foto n.9- sono state prese in considerazione nel tentativo di ricostruire la circonferenza del proiettile e ricavarne il dia­metro. Le seconde per cercare di stabilire la lunghez­za della superficie cilindrica del medesimo elemento.
La incompletezza di entrambe non ha però per­messo di conseguire risultati qualitativamente suffi­cienti per la formulazione di un giudizio di assoluta certezza.
La misurazione delle porzioni di orlatura con ferma i dati acquisiti in sede di misurazioni ponderali, mentre votano a favore del calibro minore (9 corto) le dimensioni longitudinali delle rigature. Infatti, considerando che un proiettile del calibro 9 lungo misura 3 millimetri e mezzo più di quello 9 corto, si evince chiaramente che, nonostante la maggiore rastrematura ogivale, la superficie cilindrica del primo è maggiore e quindi maggiore è anche la lunghezza della rigatura. Ciò si può infatti apprezzare osservando le foto nn.11 e 12 che mostrano, ingranditi, due proiettili dei calibri in discussione, accostati. Una migliore dimostrazione delle differenze esistenti tra i due esemplari è data dai confronti effettuati con le foto nn.13-14 e 15-16, che mostrano le rigature a confronto per accostamento.
Sui frammenti di camiciatura repertati sono presenti sei rigature ad andamento destrogiro (foto dal n.17 al n.22), alcune frammentarie ed altre de formate, ma tutte caratterizzate, nel loro interno, da peculiarità che le rendono utili per eventuali con fronti con omologhi esemplari provenienti da armi sospette. Di dette rigature, le tre colorate sulla precedente foto n.10 si prestano per un, apprezzabile confronto dimensionale con quelle dei due campioni innanzi esaminati. Come si può notare dagli accostamenti effettuati con le foto dal n.23 al n.32 le rigature del reperto trovano una certa qual corrispondenza con il campione calibro 9 corto, confermando quanto acquisito in sede di misurazioni ponderali. Non è però completamente allontanato il dubbio che il reperto possa appartenere a munizionamento calibro 9 lungo in quanto le deformazioni subite dal reperto stesso potrebbero aver prodotto possibili variazioni alla effettiva dimensione longitudinale delle rigature.

Conclusioni
Sulla base delle risultanze come innanzi accertate e documentate si può così concludere in risposta al quesito proposto dal magistrato:
I frammenti repertati sulla ruota di scorta della land rover si riferiscono a proiettile di tipo “blindato” molto verosimilmente del calibro 9 corto. Di tali frammenti, quelli relativi alla camiciatura contengono residui di sei rigature ad andamento destrorso caratterizzate da peculiarità utilizzabili per eventuali confronti con omologhi elementi provenienti da armi sospette.

A Roma, 1° febbraio 1975

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