“Braccato il fascista assassino” – Stampa Sera 25.01.1975

Centinaia di agenti e carabinieri danno la caccia in tutta la Toscana, sul litorale pisano fino in Maremma, nel senese e nei boschi dell’Amiata, al neofascista di Empoli che ha assassinato il brigadiere Leonardo Falco, l’appuntato Giovanni Ceravolo e ferito l’agente Arturo Rocca presentatisi alla sua abitazione, ieri alle 21, per arrestarlo nel quadro delle indagini per gli attentati dinamitardi sulla linea Firenze-Bologna. L’omicida, Mario Tuti, 29 anni, geometra del comune di Empoli è fuggito con l’auto Fiat 128, targata FI 690681 di proprietà della moglie, Loretta Ruggeri, insegnante di scuola media, madre di una bimba di due anni.

Il fuggiasco ha un mitra, forse due pistole ed un sacchetto pieno di pallottole. Appartenente ad un gruppo dell’estrema destra extraparlamentare, Tuti è considerato un elemento pericolosissimo: in casa teneva un arsenale: cinquemila cartucce di vario tipo, 40 coltelli, sette pistole, quindici armi automatiche fra cui carabine e fucili da caccia, un fucile Garand e quattro ” Falk” (fucili automatici dell’ultima guerra), bombe da assalto e ” molotov ” pronte all’uso. Il neofascista assassino era entrato all’ufficio tecnico del comune di Empoli (maggioranza assoluta del pci) dopo aver vinto, tre anni fa, un concorso. Alto, magro, capelli castano scuro, porta occhiali cerchiati d’oro. Nell’insieme un tipo «anonimo» ad Empoli.
Il sottufficiale ed i due agenti si erano presentati a casa del geometra per ordine della procura di Arezzo: dovevano arrestarlo e perquisire l’alloggio nel quadro delle indagini per individuare i responsabili dell’attentato che nella notte fra il 6 e il 7 gennaio fece saltare un tratto di binario in prossimità della stazione di Terontola. Per questo episodio, l’altra notte, ad Arezzo, sono stati arrestati due giovani estremisti di destra: Luciano Franci e Piero Malentacchi, appartenenti al gruppuscolo denominato « Fronte nazionale rivoluzionario ».

Gli arresti erano stati ordinati anche perché, pare, si era saputo che il « Fronte nazionale » avrebbe avuto in animo di compiere un nuovo clamoroso attentato questa volta non contro le linee ferroviarie, bensì conrto, un edificio pubblico. Si dice che l’obiettivo fosse la Camera di commercio di Arezzo. Ieri infatti erano giunti 50 agenti del nucleo antiterroristico al comando dei vice questori di Roma, Carlucci, e Joele di Firenze, inviati dal dottor Santillo. Nel Casentino, in un casolare, erano stati trovati quindici chili di esplosivo. Empoli, è sotto choc. Il sindaco e la giunta hanno deciso ieri sera di proclamare da oggi al giorno dei funerali il lutto cittadino; i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per oggi e per il giorno dei funerali lo sciopero generale. Si spera che l’appuntato Arturo Rocca, 50 anni, da Lecce, sposato e con un figlio, abitante in via Canova, riesca a salvarsi. Le possibilità — almeno fino a stamane — sembrano minime. Il brigadiere Falco, 52 anni, di Foggia e residente a Empoli, era sposato e padre di tre figli; l’appuntato Giovanni Ceravolo, 44 anni, nato a Reggio Calabria, era sposato con un figlio.

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