Risposta del Ministro Andreotti al generale Miceli – 06.10.1974

Signor Generale,
ho ricevuto la Sua del 4 ottobre… . E’ certamente spiacevole che una parte della stampa pubblichi sul SID informazioni non vere e commenti irriguardosi. Lei sa per diretta esperienza quanto sia difficile – e spesso impossibile – ovviare a questi comportamenti. Il Ministero ha diramato tempestivamente rettifiche e precisazioni; e mi riservo personalmente di utilizzare la via parlamentare – se sarà consentito, anche nel periodo di crisi – per collocare con chiarezza le discussioni in proposito. Sta di fatto però che alia credibilità del SID ha arrecato un delicato colpo il clamoroso falso dichiarato nei confronti della cessazione dei rapporti con GIANNETTINI.

Con la Sua del 1° settembre Lei ne ha attribuito la responsabilità al Capo del Servizio D configurandola come un “incidente tecnico”. Il Capo di S.M.D., incaricato di approfondire, mi ha riferito in via preliminare che l’Ufficiale Generale indicato ha a sua volta affermato di averLe detto nell’aprile che il GIANNETTINI aveva reiteratamente telefonato al capitano LABRUNA, di aver concordato con Lei di non aderire ad una richiesta di passaporto di comodo e di aver ricevuto raccomandazioni “che il capitano usasse la massima cautela nei contatti che avesse a prendere con il giornalista predetto”.

Di tutto questo Lei, consegnandomi la dichiarazione da leggere in Parlamento, non mi fece il minimo cenno, che viceversa mi avrebbe indotto – se vi fossero stati motivi di giustificazione – a spiegarli lealmente sia alle Commissioni delle Camere sia al Magistrato. Attualmente tanto il Giudice che i Parlamentari sono sotto la negativa impressione di una specifica bugia, e si chiedono il perché. Del resto sia l’Ammiraglio HENKE che il Generale della Giustizia Militare MALIZIA deplorano di aver ricevuto il medesimo trattamento “disinformativo”.

In questa pendenza – salvo gli altri punti sui quali lo stesso Capo di SMD Le ha chiesto chiarimenti, a seguito di relative informazioni venute dal SID – non è davvero possibile inviarla a Milano e cioè proprio là dove si svolge l’istruttoria GIANNETTINI.

Debbo aggiungere che nella menzionata prima Relazione dell’Ammiraglio HENKE leggo altresì con preoccupazione la conferma di un Suo diretto contatto con il Principe Valerio BORGHESE nell’autunno del 1969 e di altri contatti con persone implicate in vicende di eversione tutt’altro che chiarite. Mi sembra che, fermi restando tutti i doveri informativi, una elementare prudenza debba comunque sconsigliare ai massimi responsabili del SID e dei SIOS di colloquiare in prima persona con personaggi tanto compromessi. Non è così che si salvaguarda a mio avviso il “prestigio delle Forze Armate”… Aggiungo, ancora, che un’ombra resta anche sulla circostanza dell’invio per due volte di un Ufficiale del SID in Spagna, con il dichiarato compito di accertare se fosse espatriato colà e vi si trattenesse il Principe BORGHESE, senza dare di questa missione, per quel che sembra, notizia ai Giudici che avevano emesso mandato di cattura.

Il “chiarimento ufficiale”, che lei desidera giustamente, potrà essere pieno quando si diraderà ogni equivoco su tutti questi punti. Lei, in ipotesi alternativa, chiede a me – previa autorizzazione del Signor Presidente del Consiglio – di scioglierla dal vincolo del segreto. Non comprendo cosa centri il “segreto” con i fatti di cui si tratta e con le indagini sulle trame eversive di cui si parla in questi giorni. Se, al contrario, Le venissero rivolti addebiti su temi diversi, dovrebbe esaminarsi se dall’accertamento della verità venissero danni a seguito di pubblicizzazione di dati non rivelabili.

Mi consenta di concludere con una Nota di personale amarezza. Accettando di anteporLa nell’assegnazione di un importante comando a più di uno dei Suoi colleghi più anziani, non immaginavo davvero di essere a brevissima distanza costretto da obiettive circostanze emerse a dover modificare la decisione.

Distinti saluti

Annunci