Il parà Sandro Saccucci: nella sua agenda le fonti e i finanziatori del Fronte Nazionale di Borghese

Il generale Ermanno BASSI, già Comandante con il grado di maggiore del Btg. SABOTATORI dall’agosto del 1969 all’agosto del 1971, ha ricordato che Sandro “SACCUCCI”, militante dell’estrema destra, era “subalterno della Compagnia Comando del 1 Rgt. Paracadutisti comandato dal Col. BRANDI Ferruccio. Il SACCUCCI non fu raffermato”.

Il SACCUCCI fu uno dei protagonisti della notte di TORA TORA e della vicenda del Golpe BORGHESE avendo gestito la riunione dei militanti nella palestra sita in via Eleniana a Roma. In quel contesto temporale il col. Giorgio GENOVESI era Ufficiale Addetto alla 1A Sezione del Reparto D e, a suo dire, fu poi: “coinvolto ingiustamente nella vicenda del Golpe, di cui, per primo, denunciai il rischio”. In ambito Sezione dopo quella notte proprio il SACCUCCI “risultò essere stato l’organizzatore della riunione che avrebbe dovuto essere operativa”.

Sono, queste, dichiarazioni del GENOVESI (cfr. int. 3 giugno 1996 f. 11657) la cui abitazione è stata perquisita da questo Ufficio giusta decreto emesso il 13 maggio 1996 eseguito il giorno 23 successivo; la casa romana del predetto era già stata oggetto di perquisizione, anche questa volta da personale della D.I.G.O.S. di Venezia, il 27 ottobre 1988: e’ quantomeno strano che all’esito della prima perquisizione non sia stato rinvenuto il rilevante materiale sequestrato invece all’esito dell’esecuzione del secondo decreto. In questa seconda occasione sono stati rinvenuti nella disponibilità del cessato Ufficiale del S.I.D., oltre a materiale informativo in copia e in originale proveniente dalla 1A Sezione, fogli in copia relativi ad una agenda che si è rivelata di proprietà dei SACCUCCI: carte che, in particolare, risultano essere state rinvenute all’interno di un faldone, denominato Golpe Borghese, posto sul ripiano superiore di uno scaffale di un ripostiglio e racchiuso in un foglio di giornale tutelato da nastro adesivo trasparente. L’involucro conteneva documentazione varia “raggruppata da un elastico” e costituita anche da una “cartellina di colore arancione” sopra la quale era stata apposta, con matita blu, fa dicitura “AGENDA”.

In realtà i fogli da 462 a 472 sono rilievi fotografici di pagine dell’agenda di SACCUCCI. A foglio 462, che corrisponde ad una pagina dell’agenda recante in alto la dicitura “NOTE”, in alto a sinistra figura una annotazione secondo cui ad ogni cerchio corrisponde la dizione “informaz” e ad ogni cerchio riempito da una croce corrisponde la dicitura “soldi”: nel contesto del foglio seguono, immediatamente elencati, 37 nominativi in corrispondenza dei quali risulta apposto uno dei due cerchi sopra descritti onde può agevolmente evincersi che l’autore di tutte le annotazioni ha qualificato i vari soggetti elencati o come finanziatori o come informatori.

Si ritiene di riportare, di seguito: il foglio 462 corrispondente all’elenco precitato; il foglio 463 corrispondente alla pagina relativa a “lunedì 7 dicembre“ recante, in alto a sinistra, le diciture “Auto , armi”; il foglio 464 corrispondente ad annotazioni relative al “Generale CAFORIO Roma” e al “campeggio”; il foglio 466 corrispondente alla rubrica e contenente i nominativi anche dell’avvocato Roberto DE SANTIS – con la utenza dell’Ufficio e quella dell’abitazione – del generale Pasquale CHIEPPA, del generale Michele CAFORIO predetto; il foglio 467 recante l’utenza telefonica anche di Enzo ERRA e di Europa Civiltà; il foglio 470 contenente le utenze anche di Remo Orlandini, di Giorgio Page Nelson, di Umberto Poltronieri; il foglio 471 recante anche la utenza del Generale Siro Rosseti; il foglio 472 contenente le utenze telefoniche, anche corrispondenti agli Uffici dello S.M.A., del “ Com.te SALA Edoardo”.

(…)
Dai logli 473 e seguenti i nominativi citati nel contesto della globalità dei fogli corrispondenti ai rilievi fotografici, e di cui all’agenda, risultano tutti sviluppati. Infatti per ciascuno di essi e in un foglio a parte risulta essere stato fatto un accertamento anagrafico verosimilmente a cura del personale dipendente del GENOVESI e a cui il predetto pur ha accennato, come si dirà. Il CAFORIO è stato generalizzato per Michele CAFORIO generale di Divisione e Vice Presidente dell’Associazione Paracadutisti d’Italia. In corrispondenza di questo nominativo vi è apposto la dicitura “noto”. Anche l’ORLANDINI Remo risulta “noto”. “Non noto” risulta essere “Pomar Elio ing.” che figura residente presso I’ “Hotel Commodore via Torino n. 1”.

“Noto” risulta il “DE ANGELIS Sandro uff. 463376 casa 862420.”, quest’ultimo con il SACCUCCI partecipante alla riunione nella palestra di via Eleniana (“fu l’ANTICO, e ne sono certissimo, a dirmi che la riunione in via Eleniana era terminata alle ore 3 del giorno 8 ed a farmi i nomi di SACCUCCI e DE ANGELIS nonché a precisare che i partecipanti alla riunione erano in attesa di armi adeguate. E’ tanto vero quanto da me detto che SACCUCCI a noi in quel momento era pressoché ignoto.”: così Giorgio GENOVESI al P.M. di Roma il 4 febbraio 1975 nel verbale pure rinvenuto all’esito della perquisizione nella abitazione unitamente ad altri, ivi compresi quelli resi dal giornalista ANTICO Franco). Ovviamente “noto” risulta “Borghese J.V.”. Il gen. Pasquale CHIEPPA risulta “non noto”, “in s.p.e. pensionato MDE”. “Non noto” risulta BALDI Bartolomeo in corrispondenza del cui nominativo vi sono le utenze del periodico “Il Borghese”. “Non noto” risulta il generale Siro ROSSETI “via XX Settembre”.

Sulla scheda relativa a Mario DE MONTIS “proprietario catena ristoranti” figura la dicitura “noto in atti” e su quella di CAFIERO Ireno figura la dicitura “Schedato M”: ciò induce vieppiù a ritenere che uno sviluppo dei dati di cui all’agenda vi fu; non è stato dato tuttavia conoscere le circostanze relative alle modalità concrete dello sviluppo presso il SID nel senso che GENOVESI non ha detto se delegò proprio personale di fiducia. Resta fermo che dal complesso delle risposte si evince che l’Ufficiale non dispose gli accertamenti per conto del Servizio e per fini istituzionali.
Sulla scheda di “Pirina Marco tel. 314588 “ non risultano apposte diciture del tipo di quelle predette ma solo i dati di anagrafe attinti a Roma e in virtù dei quali il PIRINA risulta essere nato a “Venezia il 31.10.43”.
L’avvocato Roberto DE SANTIS “telef. casa 6229124 – uff. 4654633” risulta “non Noto”: il medesimo avv. DE SANTIS, all’esito della perquisizione nell’abitazione romana del prefetto Federico Umberto D’Amato appena deceduto, risulterebbe ii destinatario di una missiva da parte del prefetto contenente una richiesta di consigli sull’opportunità di una riedizione del periodico Il Borghese. Enzo ERRA risulta “noto” e dagli accertamenti fatti all’anagrafe “pubblicista. Coniugato con Malesci Aurora nel 1947 a Napoli. I verbalizzanti hanno fatto presente: che su parte della documentazione “è apposto il timbro SEGRETO, a volte in maniera grossolana”.

In ordine ai fogli sequestrati ivi compresi quelli costituiti da rilievi fotografici, nel corso dell’interrogatorio, dopo avere l’imputato GENOVESI sostenuto che si trattava di “appunti a me personalmente consegnati dal Gen.le Siro ROSSETI, Capo dell’Ufficio I del COMILITER di Roma…nell’ambito di uno scambio informativo” con il predetto Ufficiale e avere aggiunto che l’elenco di nomi di cui al foglio 462 comprendeva fonti del ROSSETI, dopo una pausa di riflessione ha finito per ammettere che quei fogli dell’agenda da lui conservati erano stati acquisiti all’esito di una atipica operazione di infiltrazione da lui diretta nell’abitazione del SACCUCCI allorché “diedi disposizione a uno dei miei di fotografare l’agenda personale di qualcuno vicino alla Associazione Parà in congedo” contestualmente giustificando di avere conservato il relativo materiale cartolare “a mia tutela personale” in quanto “coinvolto ingiustamente….”.

Gli è che questo materiale, a detta dello stesso GENOVESI, non è mai stato inoltrato o esibito né ai suoi referenti gerarchici dell’epoca né all’ Autorità Giudiziaria; pertanto esso riveste estremo interesse sia per la qualità e quantità delle annotazioni sia perché dimostra che l’Ufficiale del S.I.D., all’epoca, era in grado di gestire Operazioni dettate da motivazioni esclusivamente personali e avvalendosi dei propri dipendenti per conservare il materiale acquisito in attesa di produrlo nel momento in cui si fosse ritenuto attaccato dalle stesse Istituzioni di cui faceva parte: è uno dei tanti esempi di “assicurazioni sulla vita” che molto operatori del Servizio attuano anche all’atto del loro congedo al fine di eventualmente esercitare pressioni sul Servizio stesso o sugli ambienti cui il materiale documentale sottratto si riferisce.
In una successiva fase dello stesso interrogatorio il GENOVESI, quanto al contenuto dei fogli “da 462 a 475” – e di cui già aveva dato contezza come testé riferito – dichiarava che “i fogli dell’agenda furono da me fatti fotografare ritengo presso la casa del SACCUCCI …Ricordo che il padre del SACCUCCI era usciere presso il Ministero della Difesa, lo diedi ordine ad un mio sottufficiale di operare in tal senso e tenni i fogli per me, per quanto già detto, lo all’epoca, non avevo “spazio di manovra” e non potei né volli sviluppare le indagini conseguenti perché progressivamente deluso dalle direttive e poi dagli sviluppi giudiziari.”

Va puntualizzato che Giorgio GENOVESI dal 18.8.1970 al 30.9.1973 rivestiva l’incarico di Ufficiale Addetto in ambito 1A Sezione dell’Ufficio “D”, della quale divenne dirigente 1° ottobre 1973 sino al suo congedo, risalente al 29 giugno 1978 .

Nei giorni immediatamente successivi all’interrogatorio reso il GENOVESI (f. 11669) faceva pervenire una missiva dattiloscritta ove, in relazione a “una paginetta, manoscritta e fotograficamente riprodotta, già rinvenuta nel corso di perquisizione nella mia abitazione, nella quale è riportato un breve elenco di nominativi alcuni dei quali contrassegnati con due diversi segni e relativa specificazione “ scriveva di essere “incorso in errore “ laddove aveva riferito che “tale foto” era stata acquisita nell’abitazione di Sandro SACCUCCI. Sostanzialmente il generale dei CC smentiva di avere fatto effettuare da personale dipendente una abusiva penetrazione, e, piuttosto, ricordava che la “fotocopia mi fu consegnata dalla mia fonte informativa Franco ANTICO, la stessa che mi dette notizia di quanto sarebbe dovuto succedere la notte del 7.12.1970 particolarmente introdotta nell’ambiente del SACCUCCI e dell’estrema destra in genere. Infatti, da me sollecitato, l’ANTICO (deceduto) mi fornì in tempo brevissimo un elenco nominativo di intervenuti alla nota riunione nella palestra della Sezione Romana Paracadutisti d’Italia presieduta dal SACCUCCI…nonché la fotocopia in argomento che mi disse di aver ricevuto da un autorevole rappresentante del Movimento Europa Civiltà. Nonostante ogni sforzo mentale non riesco a ricordare il nome ma era la stessa persona che dette all’ANTICO la notizia di quello che sarebbe dovuto succedere il 7.12.1970 nonché colui che, nei primi anni 70, unitamente ad una ragazza, in segno eclatante anticomunista, si incatenò alla cancellata dei grandi magazzini ZUM di Mosca. L’ANTICO riferì che la fotocopia proveniva dall’ambiente SACCUCCI”.
Un complesso di dati, tuttavia, smentirebbe l’assunto di cui alla missiva in parte sopra riportata. In proposito rileva l’Annotazione di servizio, datata 11 novembre 1996, del dirigente della DIGOS e riferentesi ai contenuti di una pausa dell’interrogatorio citato in premessa nel corso della quale il GENOVESI, in presenza dello stesso Dirigente, aveva espresso l’avviso “di rammentare che quell’elenco potesse essere stato acquisito informalmente presso l’abitazione del noto Sandro SACCUCCI”, così confermando quanto aveva appena sostenuto in sede di verbale riconnettendovi il realistico dato relativo alla funzione avuta nell’occasione dal padre del SACCUCCI.

Ma vi è di più : nella fattispecie non si tratta soltanto del foglio 462 contenente l’elenco dei nominativi degli informatori e finanziatori del Fronte Nazionale di Borghese bensì di una parte dei fogli di una agenda, come può agevolmente rilevarsi dalle caratteristiche del foglio contenente l’elenco dei nominativi con quelle dei singoli fogli residui.

Ancora: nella pagina corrispondente al “1° gennaio”, ove vi è l’annotazione del “gen. CAFORIO” vi sono, contestuali, una serie di annotazioni relative, in guisa evidente, all’allestimento di “un campeggio 21/8 31/8 con lancio aereo civile o militare” nonché annotazioni riguardanti cifre di denaro, ai fini dell’attuazione dello stesso e posti in corrispondenza delle seguenti diciture: “60 teli tenda, n. 1 cucina – paglia etc. ; lit. 100.000 affitto aereo; fare lettera di richiesta Ufficiale alla Presidenza ANPdl”. Ebbene si tratta di annotazioni tutte riconducibili non certo all’invocato ANTICO bensì al SACCUCCI.

Può ritenersi con elevato grado di certezza che la smentita del generale sia riconducibile ad ovvie ragioni di carattere deontologico che lo abbiano indotto a non voler mantenere la versione dell’abusiva penetrazione.La D.I.G.O.S. di Venezia, con Nota del 12.11.1996 Cat. A2/1996/DIGOS Sezione 3A, rispondendo alla richiesta di questo Ufficio dei 27 agosto precedente , segnalava emergenze relative ad alcune compiute identificazioni dei nominativi citati nel carteggio tra cui il CAFORIO predetto, il SALA Edoardo, già in servizio presso la Divisione FOLGORE e “uomo di fiducia del principe Junio Valerio BORGHESE. Ha aderito all’Associazione Unione Nazionale Combattenti R.S.I.“. Il PALUMBO Giuseppe veniva identificato per il cessato Ufficiale dei Carabinieri, il Renato ANGIOLELLO, qualora inteso come ANGIOLILLO, veniva identificato per uno dei direttori del quotidiano romano IL TEMPO, il Luciano CIRRI per uno dei direttori del settimanale IL BORGHESE, il Paolo BONOMI, classe 1910, per il cessato deputato democristiano e già potentissimo presidente della COLDIRETTI deceduto nel febbraio 1985, il Greggi Agostino per il parlamentare della D.C. poi transitato nel M.S.I., l’Edilio RUSCONI per il noto giornalista ed editore.
Allegata all’accertamento la D.I.G.O.S. inviava copia di una missiva vergata a mano da Sandro SACCUCCI rinvenuta nell’abitazione del destinatario, tale Armando BOTTO, nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita nel 1979. Ebbene, anche da una prima superficiale analisi, la grafia di cui alle pagine dell’agenda comparata con quella di cui alla missiva, risulta riconducibile proprio al SACCUCCI. Non può sottacersi come la D.I.G.O.S. non abbia identificato il PESENTI, finanziatore, per il noto costruttore.

Sentenza ordinanza Argo 16 pag 1567-1580

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