Aldo Semerari verbale 09.09.1980

Sono presenti i difensori di fiducia avvocati Cuttica Franco e Jezzi Antonio. Preliminarmente l’ ufficio informa i difensori che e’ in corso di notifica decreto 09.06.80 di reiezione della istanza di rito formale. Comunica all’ imputato la rubrica integrale dell’ ordine di cattura Nr 77/80 che va ad integrare la contestazione dei nomi dei coimputati l’ ufficio precisa che pertanto tutti i termini concernenti l’ ordine di cattura decorrono da oggi. Il difensore richiamati i motivi gia’ presentati di ricorso per cassazione avverso l’ ordine di cattura, dichiara che non intende presentare ulteriori motivi aggiunti e chiede che il ricorso sia prontamente inoltrati al giudice superiore.

– intendo rendere l’ interrogatorio. Innanzitutto respingo assolutamente qualunque addebito di qualunque genere e ritengo che la mia condotta come docente e come uomo e come collaboratore della giustizia in una attivita’ trentennale, nonche’ come collaboratore del ministero dell’ interno, sia del tutto specchiata, per cui qualunque ipotesi di un mio coinvolgimento in fatti illeciti mi offende profondamente e la respingo energicamente. Perche’ si comprenda la mia condotta vorrei ricordare a verbale che il 27.06.80, in relazione ad un offensivo e calunnioso articolo apparso su lotta continua, accompagnato dai miei legali qui presenti e da loro consigliato, mi recavo dapprima alle 12,3o alla procura di Roma, chiedendo personalmente del dr De Matteo che non potevo incontrare in quanto si accertava che egli aveva lasciato la propria stanza, che risultava occupata da un gran numero di sostituti e quindi alle 12,50 mi accompagnavano, anzi i miei legali si recavano a conferire con il procuratore generale di Roma dr Pascalino, al quale facevano presente che io ero a disposizione per un interrogatorio o comunque per fornire chiarimenti che evidenziassero la calunniosita’ delle ipotesi di quel periodico e che non avevo nulla da nascondere e che volevo essere utile alla giustizia. Il procuratore generale chiamava il sostituto dr Lapadula della procura ritenendo che fosse ancora lui ad occuparsi della inchiesta per la morte del dr amato, ma detto magistrato faceva sapere di non essere lui incaricato della inchiesta. Quindi i miei difensori tornavano in procura e conferivano brevemente con i sostituti dr guardata e giordano, i quali affermavano di non avere nulla da chiedere al professor Semerari, che comunque se questi avesse avuto qualcosa da dichiarare lo doveva fare al GI dr Gargani. Alle 13,25 i difensori conferivano con detto GI il quale dichiarava di non aver nulla da domandare al professor Semerari. I miei difensori insistevano che io ero a completa disposizione. Presentavo poi querela contro lotta continua pendente presso il dr Marini della procura e il professor Cutica la seguiva in particolare. Di qui la mia la mia totale sorpresa e lo sgomento a vedermi arrestato, senza nemmeno che mi venisse chiarito il titolo, poiche’ solo alle 13,00 del giorno 28.08.80 mi veniva notificato l’ estratto dell’ ordine di cattura.

L’ ufficio da contezza all’ imputato che il rapporto di denuncia della questura di Roma identifica come fatto specifico indiziario a suo carico l’ aver organizzato e finanziato la riunione del 06.05.79 al cinema Hollyvood di Roma, nel corso della quale riunione il Semerari avrebbe preso la parola per incitare alla lotta al sistema, incontro al quale sarebbero intervenuti il Signorelli e il Calore.

– respingo assolutamente la circostanza che a mio carico non ha alcun valore. Invece io ero stato interessato a fare come al solito una conferenza scientifica insieme all’ amico avvocato De Cataldo sul problema delle carceri e dei manicomi giudiziari, avendo gia’ concertato con lui l’argomento. Del resto vado spesso presso istituzioni che mi offrono ospitalita’ e un compenso d’ uso a fare conferenze, e certamente non pago io le spese. Nego di aver noleggiato la sala e men che meno anticipato la spesa e prendo atto del verbale del gestore dove si allude a dei giovani che avrebbero pagato l’ anticipo del noleggio riferendosi alla mia conferenza ma escludo di aver sborsato io la somma o di aver incaricato dei giovani di effettuare il pagamento. In effetti poi, il giorno della conferenza rifiutai di parlare, in quanto, entrata in sala, vidi un pubblico di 30 scalmanati, giovani e malmessi, per cui constatato che non c’ era De Cataldo me ne andai e quindi non presi affatto la parola per cui sono del tutto estraneo a discorsi che qualcuno in quella sala possa poi aver fatto di sua iniziativa, senza che io nulla sapessi e senza alcuna mia approvazione. Me ne andai quasi subito.

– In detta circostanza del cinema Hollywood non ricordo di aver incontrato un giovane a nome Calore, che, peraltro, non ho difficoltà a dire di aver conosciuto a latina quando, su invito di quel comune, tenni una conferenza sul problema della droga. In quella occasione il Calore prese la parola. Ci tengo a precisare che allora, ne’ ora nulla so della eventuale attivita’ politica, organizzativa e tantomeno illecita che sia addebitabile a detto Calore. Non ho avuto con detto individuo alcuna comunanza, interesse, tantomeno alcun rapporto personale, ne’ epistolare ed escluderei che esistano documenti, lettere o tracce di alcun genere che possano evidenziare tra me e costui una relazione. Prendo atto che voi mi dite ora che sarebbe un’ operaio di una fabbrica di gomme o qualcosa del genere, escludo che costui frequentasse il mio istituto, la sola ipotesi mi stupisce. Ricordo soltanto che in occasione della citata conferenza a Latina detto Calore mi chiese il dattiloscritto della mia relazione e credo di averglielo dato, sebbene non ne sia sicuro. Escludo pero’ di aver redatto articoli per un periodico intitolato costruiamo l’ azione.

– Alla domanda di chiarire il mio rapporto di conoscenza con il professor Signorelli, di cui mi dite aver egli usato espressioni di deferenza e considerazione nei miei confronti, rispondo dicendo che ricambio detta considerazione e vi dichiaro che la nostra conoscenza risale all’ epoca in cui il Signorelli era consigliere comunale del Msi in Roma ed io ero iscritto a tale partito, come ora e come voi avete potuto leggere nella mia lettera all’ onorevole Almirante. Circa l’ attuale posizione ideologica del Signorelli e mia, preciso innanzitutto che io sono un semplice iscritto del Msi, senza cariche, che seguo la linea almirantiana perfettamente e non ho alcun ruolo di contestazione interna, ne’ sono promotore di alcun movimento o gruppo fuori del partito, il Signorelli invece mi risulta ormai distaccato, in quanto espulso per diversita’ ideologiche dal partito, e non mi risulta di una attivita’ personale del Signorelli di tipo organizzativo-politico e comunque, se cio’ fosse, io ne sono completamente estraneo e all’ oscuro. Tra me e il Signorelli c’ e’ un rapporto personale in quanto come medico psichiatra esercente anche la libera professione l’ho curato fino al giugno del ’78, se ben ricordo, per disturbi neurovegetativi di carattere normale. A seguito dell’arresto del Signorelli avvenuto un anno fa circa, molto francamente lo pregai, dopo la sua scarcerazione, in un incontro occasionale in tribunale, di non stare piu’ in contatto pur conservando l’ amicizia, in quanto gli dissi che lui certamente avrebbe avuto il telefono sotto controllo ed io magari per essere suo amico non era il caso di creare equivoci. Col che restava intatta la mia stima sul piano umano per lui. Era presente al dialogo il dr Mottola che potra’ confermarlo, e’ un medico di Roma a nome Antonio. Mi scusai di non andare a trovare la moglie di Signorelli proprio per questa valutazione.

– alla vostra domanda se possa essere possibile che il Signorelli parlando con persona a lui vicina possa avergli confidato che io sarei addirittura un capo dei nar o men che meno il “finanziatore” , dico che una cosa del genere mi appare come follia pura, e non credo che Signorelli possa aver espresso simili concetti. Affermo che ignoro chi siano i nar come persone ne ho letto sul giornale, escludo di conoscere qualche individuo con la consapevolezza che costui appartenga ai Nar. Se poi tra le migliaia di studenti dei miei corsi si nasconde qualcuno che pratica l’ illegalita’, io nulla ne so e non posso certo rispondere.

L’ ufficio dà contezza all’ imputato che il teste Farina Giorgio, di cui nella motivazione dell’ ordine di cattura, non v’ e’ menzione espressa, ma viene richiamata come “circostanziata indicazione” , nel riferire dichiarazioni del Calore e del Pedretti, riferisce altresi’ di un ruolo del qui presente professor Semerari come organizzatore e finanziatore dei Nar. Chiediamo all’ imputato se il nome Farina Giorgio non gli ricordi una qualche incombenza processuale svolta come perito.

– dato l’ alto numero di incarichi giudiziari da me svolti non posso a memoria essere preciso, ma questo nome e la vicenda di una violenza ad una signora convivente col musicista Luttazzi non mi riesce nuova per cui dispongo che i miei collaboratori facciano una ricerca in atti per fare un pro-memoria. Anzi, preso atto dell’ elenco dei coimputati, e passati in rassegna i nomi dichiaro:
– Della prima pagina dal nr 1 all’ 8 confermo quanto detto per il Calore e Signorelli. A pagina 2 il Mutti nr 12 l’ ho visto sui giornali a suo tempo; il nr 13 de felice per ragioni di vicinanza della mia villa, l’ ho conosciuto ed e’ un preside di scuola superiore dove mio figlio sostenne anzi avrebbe dovuto sostenere ma non sostenne esami. Il nr 14 Neri è un mio paziente della zona, a cui ho dovuto prestare cure perche’ molte famiglie si rivolgono a me in quanto conosciuto, ma la nostra conoscenza prescinde da ogni rapporto politico. E’ un giovane affetto da sindrome ticchiosa di tipo extrapiramidale. Di tutti gli altri nulla so, non li conosco. Salvo che non siano miei studenti.

– A contestazione della pagina 10 del rapporto Digos citato ribadisco che non ho mai scritto nulla sul periodico Costruiamo l’Azione. Che il mio nome sia sull’ agenda del Neri e’ ovvio, poiche’ come ho detto e’ un mio paziente. Circa la domanda se io possa aver parlato per telefono con de felice di un certo Alessandro, il che deriverebbe da una intercettazione, escludo di aver parlato di Pucci Alessandro che non conosco e di Alibrandi Alessandro che non conosco (pur conoscendone il padre giudice per incarichi peritali ricevuti) e quindi posso aver parlato di un qualunque Alessandro e chiedo di aver contezza del brano esatto di conversazione e pertanto prendo atto che non possedete ancora la trascrizione di detta conversazione, appartenente ad altra inchiesta.

– Nulla mi dice il nome Bianchi Donatella, ne’ Terza Posizione, nulla so di questi giovani ne’ delle loro idee.

A questo punto l’ ufficio deve dare contezza all’ imputato di quanto leggesi a pagina 20 del rapporto e cioe’ che, secondo un teste, la giornata del 09.12.79 il qui presente professor Semerari a casa del Signorelli avrebbe partecipato ad una cena nel corso della quale si “sarebbe decisa l’ eliminazione” dell’avvocato Arcangeli. L’ ufficio rende noto all’ imputato che deve ritenersi avvertito di comunicazione giudiziaria per il delitto di omicidio, per quanto possa aver rilievo a detta domanda.

– la notizia che leggete sul rapporto e’ ignobile, ancor prima che ridicola. Arcangeli e’ un caro amico, fraterno amico, ho curato sua madre, collaboro come perito di parte, mi ha dato tante perizie, e poi chi ha inventato questa enormita’ non sapeva che io passo sistematicamente tutte le domeniche nella mia casa di Campagna di Castel San Pietro di Poggio Mirteto, con amici e congiunti che potranno attestare la mia presenza e quindi una siffatta prospettazione la considero una calunnia assurda, gravissima, quanto inconsistente.

L’ ufficio informa che il teste, di cui non fa il nome, fu sentito dal dr amato e da un funzionario di polizia e che il contenuto delle rivelazioni e’ documentato in una relazione. L’ imputato prende atto che l’ ufficio si riserva di procedere ulteriormente a contestazioni di addebiti e di fonti di prova, e che esiste anche un teste, di cui ora non viene fatto il nome, che attribuisce al Signorelli l’ ideazione dell’ omicidio del dr Amato e intende inserire a verbale la seguente dichiarazione:

– respingo ancora assolutamente qualunque addebito e sono convinto che tutte le prospettazioni accusatorie nei miei confronti siano assurde, infondate, calunniose e incongruenti. Sono adisposizione per ogni chiarimento e mi riservo espressamente di agire per calunnia contro tutti coloro che mi abbiano addebitato tante falsita’ o che le abbiano raccolte senza riscontri obbiettivi ed incarico i miei difensori di quanto ne consegue. Mi domando perche’ non mi siano state fatte subito delle contestazioni, anche da parte dello stesso dr Amato che conoscevo di vista, ne’ successivamente quando il 27 giugno mi misi a disposizione dei magistrati della procura di Roma, e perche’ i miei difensori che pure si misero a disposizione non abbiano ricevuto per me una convocazione in modo che potessi dissipare allora dei sospetti che respingo ancora recisamente e comunque contribuire, come intendevo, a smascherare chi diffondeva calunnie siffatte.

Su istanza della difesa, l’ ufficio autorizza un colloquio con i congiunti qui in nostra presenza per gravi esigenze di organizzazione della vita familiare e professionale dell’ imputato. Resta fermo l’ isolamento relativo verso terzi. Si autorizza uso di televisione e macchina da scrivere in cella. Copia del presente verbale ai difensori che rinunziano al termine di deposito e avviso. ­