“Quel misterioso francese dietro le stragi italiane” – La Repubblica 08.05.1995

E’ francese, ha quasi settant’ anni, e sa molte cose sulle stragi italiane. Soprattutto sulla prima, quella avvenuta il 12 dicembre del 1969 a Milano, nella sede della Banca dell’ Agricoltura. Il giudice istruttore Guido Salvini ne è convinto, l’ ha scritto nella sentenza-ordinanza sull’ eversione nera degli anni 70 accusandolo, assieme al neofascista Stefano Delle Chiaie, di “costituzione e partecipazione a banda armata di carattere internazionale”. Si chiama Yves Felix Maria Guillou, è nato a Ploubezre in Francia il 2 dicembre del 1926, ed è più conosciuto dalle polizie e dai fascisti di tutto il mondo come Yves Guerin Serac.
Di lui esiste una vecchia fotografia sfuocata, inutilizzabile per una identificazione. Le ultime notizie ufficiali, contenute in un rapporto di polizia dell’ 82, lo segnalano in America latina, impegnato a reclutare volontari anticomunisti. Eppure la magistratura italiana non dispera di allacciare un contatto, di riuscire a sentirlo. Certo è che se Yves Guillou, alias Guerin Serac, alias Ralph Keriou, decidesse di parlare in molti avrebbero ragione di preoccuparsi. L’ ipotesi di un suo coinvolgimento nella strage di Milano è assieme nuova e vecchia. Il nome di Guerin Serac infatti compare in uno dei primi documenti elaborati dai servizi segreti sulla vicenda: un appunto del Sid datato 16 dicembre 1969 (appena quattro giorni dopo) che lo indica come “ideatore” ma lo individua politicamente come “anarchico” e che, in un mix di vero e falso tipico dei lavori sporchi del Sid, crea un quadro tanto confuso da delineare una sorta di “depistaggio preventivo”. Ex agente dell’ Oas, Guerin Serac si trasferì a Lisbona all’ inizio degli anni ‘ 60 dove, sotto la protezione del regime fascista di Antonio Oliveira de Salazar, fondò l’ Aginter press, ufficialmente una agenzia di stampa, in realtà una centrale di intelligence del fascismo internazionale, specializzata in “pratiche di guerra non ortodossa”.
Queste circostanze, e il ruolo dell’ Aginter press, erano note. Non si sapeva però che i contatti con personalità della destra italiana risalgono a tempi lontani (Guido Giannettini ha rivelato a Salvini di aver incontrato Guerin Serac nel 1964 a Lisbona) e che il fondatore dell’ Aginter press per i camerati italiani non fu soltanto un ideologo ma ebbe un ruolo operativo. Un ruolo da capo militare. Paolo Pecoriello, un dissociato di Avanguardia nazionale, ha rivelato al giudice milanese di aver partecipato nel 1966 a Roma a un corso sull’ uso degli esplosivi che era condotto da un tale Jean, personaggio inviato dall’ organizzazione di Guerin Serac. L’ Aginter press, quindi, addestrava i fascisti italiani negli anni immediatamente precedenti l’ avvio della strategia delle stragi. Ma c’ è dall’ altro: da uno dei fascicoli che il Sismi ha inviato alla magistratura milanese è emerso che dal 1966 al 1968 un altro francese Robert Leroy, che dell’ ex agente dell’ Oas era il braccio destro, si era infiltrato a Torino in gruppi filocinesi. E’ una circostanza molto significativa: a un anno dalla strage di piazza Fontana, e dopo aver messo a disposizione dei fascisti italiani i suoi esperti di esplosivi, Guerin Serac inviava in Italia il suo uomo di maggior fiducia con l’ incarico di compiere la stessa missione che contemporaneamente veniva svolta a Roma, negli ambienti anarchici, da Mario Merlino. Tra Aginter press e fascisti italiani s’ instaurò un rapporto stabile, di scambi, favori, complicità. Il 3 gennaio di quest’ anno un pentito, Carmine Dominici, ha parlato con Salvini di un altro corso sull’ uso degli esplosivi svolto all’ inizio degli anni 70 dal solito Jean, questa volta a Reggio Calabria (poi ci fu la strage di Gioia Tauro) per gli esponenti locali di Avanguardia nazionale.
Nel ‘ 73 Jean ricompare a Roma per un nuovo seminario riservato agli avanguardisti. L’ anno successivo, con la caduta del regime fascista portoghese, Guerin Serac fuggì da Lisbona. Dovette farlo tanto precipitosamente da essere costretto ad abbandonare il suo archivio nel quale, il 22 maggio del 1974, fece irruzione un reparto di fucilieri della Marina. Si scoprì la rete di corrispondenti di cui l’ agenzia di stampa poteva avvalersi in Italia: gente del calibro di Pino Rauti, Guido Giannettini, Giano Accame (il quale ha sempre negato, sostenendo che la scheda a suo nome trovata a Lisbona era opera di un mitomane). Nel settembre dello stesso anno, Robert Leroy, avvicinato in Francia da un giornalista dell’ Europeo, si lasciò andare a confidenze compromettenti: disse di aver conosciuto Delle Chiaie e Mario Merlino (“Sono quasi miei amici”) i quali gli avevano rivelato di aver compiuto un “buon lavoro di infiltrazione” in ambienti della sinistra. Inconsapevolmente Leroy confermava il misterioso appunto del Sid e rischiava così di creare grossi guai ai camerati. Stefano Delle Chiaie protestò vivacemente col capo dell’ Aginter press. C’ erano le condizioni per una interruzione, almeno “tattica”, di ogni rapporto.
Ma il destino doveva tenere legati l’ ex agente dell’ Oas e i camerati italiani. Si ritrovarono in Spagna: lui, Guerin Serac, esule, gli italiani latitanti. E che latitanti: Vincenzo Vinciguerra, Gian Carlo Rognoni, Marco Pozzan, Stefano Delle Chiaie. Tutta gente (escluso Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano) coinvolta (e assolta) nella strage del 12 dicembre. In questo ambiente Guerin Serac era il capo riconosciuto, tanto da potersi permettere di rimproverare aspramente Delle Chiaie per un banale ritardo a un appuntamento. Siamo al 1975, poi più nulla. Dopo il salazarismo finì anche il franchismo. Guerin Serac, coi suoi misteri, si trasferì in America latina. E’ là che si cerca di rintracciarlo.

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