Giovanni Melioli – dichiarazioni 08.01.1986

Non è presente il rappresentante della parte civile anche se regolarmente avvisato.

-ricordo i contenuti del precedente interrogatorio al quale mi riporto perche’ non ho nulla da aggiungere alle dichiarazioni rese in quella sede.

A contestazione di avere l’ imputato rivelato a terzi che l’ attentato all’abitazione dell’onorevole Anselmi Tina era ascrivibile a formazioni di estrema destra ed invitato a rivelare quanto a sua conoscenza su questo episodio, Melioli dichiara:

-non ricordo ora di avere parlato con chicchessia dell’ attentato di Castelfranco Veneto. In ogni modo non ho informazioni ne’ elementi di conoscenza diretta in ordine a tale attentato. Tuttalpiù non escludo che nel corso di conversazioni del tutto generiche ed accademiche io possa avere commentato l’episodio mettendo in dubbio la ascrivibilità dello stesso all’area dell’ autonomia ed esprimendo il giudizio che andasse invece ascritto alla destra. Cio’ dico perche’, sulla base della comune esperienza giornalistica, cioe’ dell’ esperienza che poteva derivarmi dalla lettura dei giornali, mi ero formato il convincimento che potessero ascriversi a sinistra attentati fatti con candelotti di esplosivo, infatti avevo letto e visto le fotografie di rinvenimenti presso estremisti di sinistra di tale tipo di esplosivo, che si presume provenisse da furti presso cave. Ritenevo invece ascrivibile alla destra attentati fatti con tipo di esplosivo diverso.

A contestazione del fatto che la natura dell’ esplosivo impiegato nell’ attentato ad Anselmi Tina e’ effettivamente diversa da esplosivo in candelotti e richiesto di dichiarare come egli come egli potesse sapere tale diversità, l’ imputato dichiara:

– dopo aver ribadito che no ricordo di aver mai parlato di tale attentato, affermo che, dando per scontato che io ne abbia parlato nei termini riferiti, le uniche notizie che potevo avere in merito provenivano dalla lettura dei giornali o da mie supposizioni.

– non sono a conoscenza di nomi di persone che nel Veneto, dal 1978 in poi, si siano resi responsabili di attentati di qualunque tipo.

A questo punto, ore 11,20 l’ avvocato Lenzi Ugo si congeda.

– e’ evidente che, data la mia collocazione politica, e i miei rapporti con aree identificabili in TP, ON e AN, che a livello di chiacchiere di bar si formulavano ipotesi di attentato. Preciso peraltro che i miei rapporti erano con personaggi che in passato avevano militato in ON e AN e che nell’ attualità erano difficilmente collocabili.

– penso di non aver mai avuto cognizione diretta dei fogli d’ ordine di Ordine Nuovo.

– posso aver partecipato ad una discussione sul contenuto di tale documento, di cui non condividevo la linea e la strategia, dissenso che io ho espresso in maniera esplicita avari livelli. Io ritenevo che la linea manifestata dai fogli d’ordine, di cui non conosco gli autori, fosse perdente poiche’ non condividevo la necessita’ di infiltrazioni sulla’ area della autonomia e sostanzialmente la formulazione del vecchio gruppo di ON gia’ in precedenza tentato attraverso varie iniziative come Anno Zero, Costruiamo l’Azione.
Sostenevo invece la necessita’ di attivita’ parallele ad ambienti politici diversi dal nostro e che permettessero un rilascio ed uno spazio politico nuovo. Per questo sostenevo la necessita’ dei referendum. Per questo pur non avendo molti soldi, mi sono impegnato nell’ iniziativa editoriale nuova affermazione. La diversita’ della mia posizione politica si manifestava nei confronti di Raho, di Fachini, di Calore, persone che peraltro non ricordo di avere conosciuto. Non è un caso che non partecipato ad iniziative come la organizzazione della fuga di Freda che pure è un mio carissimo amico. Affermo dunque che io sono rimasto estraneo ad ogni attività illegale perche’ su posizioni divergenti. I miei rapporti con l’ ambiente sono rimasti legati alle iniziative di AR e della libreria Ezzelino. Per quanto concerne il foglietto di appunti da me consegnato al difensore nel precedente interrogatorio, si tratta di appunti da me scritti in previsione dell’ interrogatorio che dovevo subire e nel quale facevo una sorta di promemoria dei fatti che prevedevo sarebbero stati oggetto di contestazione.
Gli appunti de quo contengono una serie di mie personali valutazioni e supposizioni scritti in maniera approssimativa e sommaria in ordine ad alcuni attentati avvenuti a Rovigo sui quali a suo tempo presentati una memoria difensiva che invito il mio avvocato a produrre all’ ufficio, nonche’ una descrizione dei rapporti intersoggettivi a mia conoscenza tra le diverse persone nominate nel mandato di catture. Ho poi cercato di riassumere il mio percorso politico da quando avevo 17 anni fino al 1980. L’ appunto “1976 contatti con AR (sempre) intervento – OLP” sta a significare che nel 1976 io ero attivo nell’ ambito della distribuzione delle riviste che mi arrivavano e quindi delle edizioni AR sempre e occasionalmente delle riviste “intervento” e OLP, la quale ultima mia arrivava da la spezia se mal non ricordo.
OLP sta per organizzazione Lotta di Popolo. Se ricordo bene la rivista faceva capo a Serafino Di Luia, che ho conosciuto presso la libreria romana che lui gestiva. L’ appunto “Fioravanti” seguito da una freccia con le parole “missini – Fuan …” ed i nomi successivi sempre seguiti da una freccia, cerca di ricostruire quelli che erano i contatti a mia conoscenza tra Fioravanti, Cavallini, Raho, Fachini egli ambienti della destra a Rovigo. Tali contatti in qualche caso mi risultano, in altri casi rappresentano mie opinioni o frutto di deduzioni personali. Quando indico tra i contatti di Fachini anche Rinani, non posso affermare di averli mai visti insieme. Ritenevo e mi risulta che entrambi frequentavano il Msi e l’ambiente padovano, nonche’ la piazza del Pedrocchi dove si davano solitamente convegno le persone di destra. Io non posso escludere di aver visto anche Rinani che era responsabile del Fronte della gioventu’ a Padova.

– mi e’ stato riferito, non ricordo da chi, che effettivamente alcune persone vennero a Rovigo per mettere “pace” fra Giomo da una parte e Frigato e Napoli da un’ altra, (penso Frigato e Napoli) , a causa dell’episodio della rapina in banca avvenuto in provincia di Ferrara. Il dissidio (mi risulta) non so da cosa fosse stato causato. Quel che so’ e’ che vi erano delle accuse nei confronti di Giomo, ma io non detti peso alla cosa perche’ ero in dissidio con Giomo sin dai tempi in cui, insieme con altri giovani, avevo lasciato l’Msi di Rovigo. Infatti piu’ volte avevo invitato Giomo a non compiere azioni che potessero essere attribuite dagli inquirenti a mee agli atri che avevamo, dopo aver lasciato l’ Msi, fondato un circolo autonomo denominato “nuova affermazione” .

-non so se vi fosse Fioravanti Valerio tra le persone venute a difendere Giomo Franco.

Letto confermato sottoscritto.­

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