Tuti, Franci e il FNR – sentenza G.I. Vella

Contemporaneamente il Tuti, iscrittosi al MSI ai primi del ’72, ne esce agl’inizi del ‘73 lacerando la tessera di fronte al segretario detta sezione del M.S.I. di Empoli che gliene chiedeva la restituzione (ff.81 e 82/48).
Ai primi dei ’74 nasce il Fronte Nazionale Rivoluzionario (f. 65/49). In tale epoca i rapporti Tuti-Franci, istituitisi da tempo (il Rossi, che venne presentato al Tuti dal Franci verso il febbraio ’73, autorizza a presu­mere che i due dovevano conoscersi bene a ancor prima: f. 66/48), si svolgevano in incontri frequenti e riservati, sistematicamente alla Stazione di Firenze (ff. 9 e 58/48) ove i due vennero visti insieme da due compagni di lavoro del Franci. Uno di essi, il Grossi Brenno (f. 58 cit.) ri­ferisce di avere visto i due (riconobbe il Tuti successivamente quando la stampa ne pubblicò la foto) “una mattina di un mese della prima primavera o della fine dell’inverno del 1974”.
La mattina del 22 gennaio ‘75 il Tuti è alla Foce di Ca­stiglione Fiorentino a presiedere la riunione preparatoria dell’attentato alla Camera di Commercio di Arezzo. I premessi rilievi consentono di ritenere che il Franci co­stituiva l’elemento di collegamento tra il Tuti e la cellu­la aretina, di cui figura di spicco era il Cauchi, resosi irreperibile nello stesso giorno in cui il Tuti commise l’ec­cidio di Empoli e come lui misteriosamente preavvertito del­la pendenza di un ordine di cattura nei suoi confronti; che perciò i componenti della cellula aretina del Fronte Nazionale Rivoluzionario dovevano essere più numerosi dei protagonisti della presente vicenda; che il Fronte Nazionale Rivoluzionario, può ritenersi organizzazione fi­liata da “Ordine Nuovo”, in parallelo con “Ordine Nero”, ma caratterizzantesi per modalità operative assolutamen­te diverse da quelle seguite dai primi due movimenti. In­fatti, diversamente da questi ultimi, mai il Fronte aveva ri­vendicato le imprese terroristiche sicuramente compiute da suoi esponenti.
E’ da ritenere che il volantino rinvenuto in tasca del Malentacchi la sera del 23 gennaio ‘75 sia stato l’espediente malizioso per una tempestiva manovra di sganciamento concepita ed orchestrata da chi temeva di poter essere alfine coinvolto e compromesso dalla temerarietà criminosa del Fran­ci e del Malentacchi (l’esplosivo, scoperto il 22 gennaio, che la sera del 23 gennaio costoro si recavano a ritirare e la stessa loro presenza in quella zona, vennero denunciate dalla Questura di Arezzo da un anonimo, mai identificato, ma forse non del tutto ignoto, informatore!)

Sentenza ordinanza G.I. Vella 1980 pag 298-300

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