Salvatore Francia – dichiarazioni 13.10.1993

Premetto che sono amareggiato di essere ancora citato come teste a così tanti anni di distanza dai fatti, senza alcun riguardo per i miei impegni di lavoro e per la mia organizzazione di vita. Comunque spontaneamente dichiaro che il procedimento a mio carico per gli attentati di Savona è stato archiviato e produco copia della richiesta di archiviazione formulata in detto procedimento dal P.M.. Lamento che con detto documento, pur proponendosi l’archiviazione vengano accettate per veritiere delle dichiarazioni a mio carico che mai sono state verificate. Sempre spontaneamente, ritenendo di fare cosa utile, le consegno la copia di una lettera a firma Ciolini, datata 21.04.87 e la copia di alcune pagine di una pubblicazione “La rivista italiana di strategia globale”, che ritengo interessante in merito alle iniziative di Edgardo Sogno. Preciso che la lettera a firma Ciolini si trovava assieme ad altra documentazione processuale che ho recentemente riordinato, ma non so da dove provenisse. Sono stato ripetutamente sentito da numerose autorita’ giudiziarie fra le quali quelle di Bari, Catanzaro e Roma e confermo le mie precedenti dichiarazioni. Confermo altresi’ quanto ho dichiarato a lei nel verbale del 17.02.87. Quello che voglio far comprendere che o.n. non mai stato coinvolto nella strategia della tensione. Ci sono stati casi, suppongo, di individui di destra che per un malinteso senso dello stato hanno ritenuto di collaborare con apparati di sicurezza per attivita’ anticomuniste. Ordine nuovo in quanto organizzazione, tuttavia, non ha mia avuto rapporti con ambienti istituzionali. Se cosi’ fosse stato non sarebbe stato messo fuori legge.

A.d.r. effettivamente ho sentito parlare di un ipotetico attentato contro Taviani, ma l’ho ritenuta una boutade. In ogni caso non so chi me ne abbia parlato.

A.d.r. circa i miei rapporti con Delle Chiaie al tempo in cui entrambi ci trovavamo in spagna, dichiaro che non sono mai stati buoni e non sono comunque mai stati di tipo politico. Ricordo che Delle Chiaie aveva iniziato a pubblicare un giornaletto ciclostilato chiamato Ordre Nuevo. Tale denominazione veniva inoltre usata in lettere minatorie spedite a giornalisti spagnoli. Feci un comunicato in cui dichiaravo che Ordre Nuevo non aveva nulla a che fare con ordine nuovo e la provocazione cesso’. A proposito di Delle Chiaie ricordo poi che venne a trovarmi a Barcellona e mi disse che era gia’ stata fatta l’unificazione fra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, ma non mi seppe dire con quale programma e con quali modalita’ e con quali persone, dal che dedussi che aveva soltanto tentato di forzarmi la mano. Delle Chiaie teneva all’unificazione con O.N. in quanto A.N. era soltanto un gruppo di picchiatori mentre O.N. aveva una notevole capacita’ di elaborazione culturale e politica. Non so quali sollecitazioni abbia ricevuto Delle Chiaie per promuovere detta unificazione.

Adr: verso la fine del gennaio del ‘77 ci furono gli arresti di numerosi esiliati italiani. Il Rognoni, in carcere in Spagna, disse che erano state arrestate le persone che non avevano voluto collaborare con Delle Chiaie e che lui stesso aveva redatto assieme al Delle Chiaie la lista delle persone da fare arrestare. Sempre in carcere, parlando col Pozzan, questi mi disse che Delle Chiaie “gli stava dietro” perché riteneva che lui Pozzan sapesse qualcosa di importante sulla strage di piazza Fontana. Il Pozzan comunque affermava di non sapere nulla di detto fatto criminoso il Pozzan mi disse anche che Delle Chiaie a seguito degli arresti degli italiani aveva ricevuto 80 milioni e dei passaporti in bianco. Pozzan affermava di aver appreso cio’ da un funzionario della polizia spagnola. Non so se i nostri arresti siano entrati nel contesto di un accordo fra l’Italia e la Spagna, pero’ va detto che a quel tempo, Martin Villa, ministro degli interni spagnolo, si incontro’ con Cossiga, allora ministro degli Interni italiano a Porto Cervo.

Adr: circa i cosiddetti manifesti cinesi, ricordo che correva voce che Mario Tedeschi, direttore del Borghese e in rapporti con Federico Umberto D’Amato, allora direttore degli Affari Riservati del ministero degli Interni avesse concordato con quest’ultimo l’operazione dei “manifesti cinesi” volta a screditare quei gruppi di sinistra che guardavano con simpatia l’esperienza della Cina. Si vociferava che nell’operazione fosse stato coinvolto anche il Delle Chiaie.

Adr: non so nulla degli eventuali rapporti di Delle Chiaie con uomini politici. In proposito posso solo formulare delle supposizioni che non intendo vengano verbalizzate.

Adr: circa il Cauchi, oltre a quanto ho gia’ detto sulla sua asserita ma mai avvenuta adesione al movimento politico ordine nuovo, ricordo che in Spagna, nel 1976, cioè circa un anno dopo il primo incontro, lo incontrai su un autobus, senza peraltro riconoscerlo tanto era ridotto male. Mi disse che era stato in carcere accusato di spaccio di banconote false e che era stato tirato fuori grazie a Delle Chiaie cui – dopo essere stato duramente pestato in carcere – aveva inviato un suo biglietto sollecitandolo ad intervenire in suo favore, perché altrimenti avrebbe parlato. Peraltro il Cauchi non mi disse di cosa avrebbe potuto accusare Delle Chiaie.

L.c.s.

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