Marco Affatigato – dichiarazioni udienza 17.03.2009 – prima parte

PUBBLICO MINISTERO DOMANDA – Se ci può preliminarmente illustrare il suo percorso giudiziario, la presenza in Italia, all’estero, negli anni settanta ovviamente, e poi la sua attività politica in quegli anni. Ma inquadriamo un attimo le scansioni temporali di questa sua esperienza.

RISPOSTA – La mia attività politica è iniziata nel 1973, ed è terminato negli anni ‘80.

DOMANDA – Iniziata in che anno?

RISPOSTA – ’73.

DOMANDA – Non un po’ prima?

RISPOSTA – No. Io sono del ’56 e quindi… quindi ‘72 e mezzo.

DOMANDA – Se ci può dire sinteticamente le vicende processuali in cui è stato coinvolto, e i periodi di detenzione…

RISPOSTA – Nel 1975 sono stato condannato per ricostituzione del partito fascista, negli anni successivi per associazione sovversiva, e… basta, poi le condanne sono state sempre legate a questi rami.

DOMANDA – Quella che è invece la presenza in Italia, la presenza all’estero, i periodi di detenzione? Se può fare una scaletta che può essere utile.

RISPOSTA – Andando a memoria. Io sono stato arrestato nel settembre ‘75, o del ‘76, non ricordo bene adesso, ho trascorso sei mesi in carcere come detenzione preventiva a Firenze.

DOMANDA – Allora, prima del primo arresto, che è del 24 settembre ‘76 c’è un periodo di latitanza?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Da quando?

RISPOSTA – Dal 05 gennaio ‘75 fino alla data dell’arresto.

DOMANDA – Questo è il primo arresto…

RISPOSTA – Sì

DOMANDA – E il periodo di detenzione quanto dura?

RISPOSTA – Circa sei mesi.

DOMANDA – Fino al marzo circa ‘77?

RISPOSTA – ‘77, sì, poi vengo vado a fare il militare, quindi nel ‘79 mi sembra fui riarrestato… o il ’78.

DOMANDA – Il militare dal ‘77 al ‘78?

RISPOSTA – Appena uscito dal carcere feci il militare a Bologna.

DOMANDA – Risulta da agosto ‘77 ad agosto ’78.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi abbiamo un nuovo un periodo all’estero…

RISPOSTA – No, poi abbiamo di nuovo un periodo di detenzione breve su ordine di carcerazione del dottor Minna di Firenze, e poi fui rimesso in libertà e da lì mi resi latitante all’estero.

DOMANDA – In Francia?

RISPOSTA – Sì, ma quello anche precedentemente, dal ‘75 fino all’arresto, pochi mesi prima dell’arresto, l’arresto fu eseguito in Italia nel settembre ‘76, ma precedentemente ero in Francia.

DOMANDA – Ha fatto anche un periodo in Inghilterra di latitanza?

RISPOSTA – Sì, il periodo iniziale sei mesi in Inghilterra.

DOMANDA – Poi si è trasferito in Francia?

RISPOSTA – Poi prima in Belgio e poi in Francia.

DOMANDA – Quindi il secondo, dopo l’ultima permanenza in Francia, è dal ‘78 sempre?

RISPOSTA – Dal ‘78 fino all’80 che fui estradato con la convenzione di JALTA. Poi il Consiglio Di Stato francese annullò l’estradizione, richiedendo la mia consegna all’autorità francese. Optai per restare in Italia su liberazione condizionale e rimasi, fintanto che nell’86- ’87 nuovamente mi resi latitante in Francia in conseguenza ad un presunto ordine di cattura sempre del dottor Minna di Firenze.

DOMANDA – Vediamo quella che é stato la sua carriera politica, la sua militanza politica a fare data dal ‘73…

RISPOSTA – Ordine Nuovo.

DOMANDA – In Ordine Nuovo. Ci racconti un po’ il primo periodo, sappiamo che a novembre ci fu lo scioglimento del movimento politico…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci dica il periodo antecedente e il periodo successivo.

RISPOSTA – Io ho sempre militato in Ordine Nuovo fino all’interruzione. Iniziai nel ‘72 – ’73 come studente nel movimento politico…

DOMANDA – A Lucca?

RISPOSTA – Sì, a Lucca. Iniziai nel movimento politico Ordine Nuovo, nella gestione politica di Clemente Graziani…

DOMANDA – Il referente nazionale? La figura di maggiore spicco a livello nazionale era Graziani?

RISPOSTA – Era il dirigente nazionale, sì.

DOMANDA – In sede locale chi c’era?

RISPOSTA – In sede locale era Tomei Mauro.

DOMANDA – Questo nel primo periodo della sua militanza?

RISPOSTA – Sì, perché dopo poi il movimento politico fu sciolto, e di conseguenza si trasformò in Anno Zero, che automaticamente…

DOMANDA – È importante per noi, quindi vediamo in maniera dettagliata questo punto, i passaggi, nei limiti del possibile, in considerazione del tempo trascorso.

RISPOSTA – Dagli inizi scolatici quindi militai in Ordine Nuovo, all’epoca fino allo scioglimento con decreto del Ministro Taviani, e a quel momento vennero organizzate delle riunioni per considerare la continuazione e la trasformazione del movimento politico Ordine Nuovo in altro movimento che potesse proseguire la campagna ideologica di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Vediamo in cosa consisteva l’attività fino grossomodo alla data del scioglimento.

RISPOSTA – La attività del movimento politico Ordine Nuovo in quel periodo, e per quanto di mia conoscenza, si svolgeva nelle scuole e presso le università, solo nella fase finale fu attivata anche una attività politica presso i presidi lavorativi.

DOMANDA – Lei all’epoca era studente?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi che attività lavorativa ha svolto?

RISPOSTA – Scusi?

DOMANDA – Che lavoro ha svolto dopo le scuole?

RISPOSTA – Mentre ero studente facevo l’odontotecnico, poi mi arrivò un mandato di cattura e non feci più niente.

DOMANDA – Vediamo quindi la trasformazione, quando avvenne e come avvenne.

RISPOSTA – La trasformazione avvenne inizialmente quando ci fu subito lo scioglimento, dopo il processo a Roma di Ordine Nuovo, che era gestito dal magistrato Occorsio; a quel momento il dirigente nazionale di Ordine Nuovo, che in quelle caso era Clemente Graziani, prima ancora dello scioglimento convocò i responsabili delle varie città a Roma in una riunione, dal quale si delimitava la necessità di continuare l’azione politica anche dopo lo scioglimento.

DOMANDA – Lo scioglimento preventivato, previsto, prima ancora che…

RISPOSTA – Politicamente già attuato.

DOMANDA – Già si sapeva che quella sarebbe stato l’epilogo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – La riunione a Roma?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dove avvenne? Lei presenziò a questa riunione?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dove venne tenuta?

RISPOSTA – In via degli Scipioni, se ricordo bene.

DOMANDA – Cosa era via degli Scipioni?

RISPOSTA – Era la sede di Ordine Nuovo.

DOMANDA – La sede nazionale?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ricorda quante persone eravate, chi era presente?

RISPOSTA – Francamente dopo tanto tempo mi rimetto ai verbale, perché non me lo ricordo. Quanti eravamo presenti… certamente più di un certo numero, più di dieci, più di venti, più di trenta, ed era presente tutta l’area centrale e il nord Italia.

DOMANDA – Centro e nord?

RISPOSTA – Sì. Perché le riunioni furono due: centro/nord, e poi il sud.

DOMANDA – Più o meno in che data, in che mese la collochiamo questa riunione?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Lei parlò del giugno ‘73?

RISPOSTA – È possibile.

DOMANDA – I contenuti di questa riunione?

RISPOSTA – I contenuti di questa riunione era la creazione di un giornale, di un periodico che si chiamava Anno Zero, e che avrebbe poi dato luogo al Movimento Politico Anno Zero. Era stato indicato che questa azione avrebbe permesso di evitare una ulteriore eventualità di scioglimento del movimento, quindi classificandosi come periodico giornalista – tra virgolette – sullo stile di Lotta Continua.

DOMANDA – E poi?

RISPOSTA – Fu data l’azione alla creazione di Anno Zero in quel momento.

DOMANDA – Questa riunione romana quanto durò?

RISPOSTA – Due giorni. Due o tre giorni.

DOMANDA – Vennero fatte delle relazioni?

RISPOSTA – Certo. Ci furono degli incontri, chi si doveva occupare  del settore economico, chi del settore prettamente lavorativo, chi del settore studentesco, e poi chi costituiva la redazione del giornale. Il giornale veniva stampato a Roma e veniva poi distribuito, via i corrieri postali delle ferrovie, in tutta Italia, nelle edicole e fuori dalle edicole davanti alla scuole.

DOMANDA – Con riguardo ai soggetti presenti nel corso dei vari verbali lei ebbe occasione di riferire di questa riunione romana varie volte, e in particolare c’è un verbale, del 23 gennaio ‘85, dove fa un maggior numero di nomi, glieli leggo, indicò presenti: Tomei, Ottombrini, Graziani, Pugliese, Di Fella, Cospito, Lamberti, Mennucci, Batani, Franchi, Cauchi, i fratelli Castori.

RISPOSTA – Sì. Fanno parte tutti del gruppo di Ordine Nuovo del Centro/nord. Facevano parte.

DOMANDA – Facevano parte. Ricorda dell’area veneta e lombarda qualcuno in particolare?

RISPOSTA – Oscar Nessenzia.

DOMANDA – Era presente a Roma Nessenzia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Nessenzia da che ambiente proveniva?

RISPOSTA – Innanzitutto la presenza di Nessenzia era figurativa in quanto lui era militare a Pisa, e quindi era in rapporto con il gruppo di Ordine Nuovo di Pisa, ma che io poi ho frequentato, Nessenzia era di Padova. Che facesse parte del gruppo di Ordine Nuovo di Padova non lo so questo.

DOMANDA – Ricorda solo lui del Veneto?

RISPOSTA – Scusi?

DOMANDA – Lui c’era sicuramente, e ricorda qualcun altro dell’area geografica dalla quale proveniva Nessenzia?

RISPOSTA – C’erano altre persone ma i nomi ora non li ricordo. Mi rimando il verbale fatto.

DOMANDA – Il 29 luglio 2003 disse che forse era presente Aldo Trinco.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Che gestiva la libreria Ezzelino di Padova.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lo ricorda?

RISPOSTA – Se vedo la foto certamente sì.

DOMANDA – Prego?

RISPOSTA – Se vedessi la foto può darsi.

DOMANDA – È una persona claudicante.

RISPOSTA – Sì. Diciamo che poi la libreria DIAR, edizioni di AR, era l’unica libreria in Italia – a parte quella di via Degli Scipioni, dove c’era la libreria Europa – era l’unica libreria di destra dove potevano acquistare libri.

DOMANDA – Vediamo cosa altro venne concordato, cosa altro venne deciso in occasione di questa prima riunione romana.

RISPOSTA – Sì, si parlò anche successivamente della possibilità di costituire… non di costituire, ma di continuare l’attività del movimento politico Ordine Nuovo in clandestinità.

DOMANDA – Questo aspetto è molto importante, le chiedo di essere il più possibile preciso, nel tempo. Adesso siamo a Roma nel ‘73, prima dello scioglimento.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questa è la prima volta…?

RISPOSTA – Sì, è la prima volta.

DOMANDA – …in cui si parlò di questa possibilità.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In che termini se ne parlò, e quali sono le fonti della sua conoscenza? Intanto di questo tema se ne parlò davanti a tutti i convenuti?

RISPOSTA – No, il gruppo ristretto dei dirigenti.

DOMANDA – Ci fu una riunione durata due giorni, a cui prese parte lei insieme a qualche decina di persone?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questo gruppo ristretto invece… lei presenziò a questa seconda parte?

RISPOSTA – Presenziai di rimbalzo, nel senso che c’era il Tomei che presenziava, e dopo dove non era presente lui ero presente io.

DOMANDA – Tomei presenziò come responsabile della zona di Lucca?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E lei in parte fu presente?

RISPOSTA – In parte fui presente ma non nella totalità della riunione.

DOMANDA – Fu presente anche a questa riunione ristretta?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “Ristretta” cosa significa? Riservata a chi?

RISPOSTA – Ai dirigenti delle città.

DOMANDA – In che termini venne ipotizzata questa formazione dei gruppi clandestini?

RISPOSTA – Nell’organizzazione Troika, quindi nell’organizzazione paramilitare del gruppo che avrebbe poi dovuto agire nei confronti dello Stato, a resistenza contro lo Stato e contro lo scioglimento.

DOMANDA – Se può essere il più possibile dettagliato su questo aspetto, su quelli che erano gli strumenti, e quelle che erano le azioni programmate, e le finalità.

RISPOSTA – Certo…

DOMANDA – E anche la idea politica da realizzare attraverso…

RISPOSTA – L’idea politica era quella di continuare quella del movimento politico Ordine Nuovo, con quali mezzi era quello durante una clandestinità e come si agisce in clandestinità, quindi con purtroppo mezzi offensivi, in questo caso armi, ed esplosivi laddove era necessario.

DOMANDA – In questo caso chi fu il relatore di questa ipotesi, se era una ipotesi o se era già una realtà?

RISPOSTA – No, era una ipotesi in quel momento.

DOMANDA – A quel momento era una ipotesi.

RISPOSTA – Sì, che divenne realtà subito dopo lo scioglimento.

DOMANDA – Da chi venne propugnata questa ipotesi?

RISPOSTA – Propugnata era dal gruppo dirigenziale, quindi dall’organo centrale, che poi avrebbe avuto come foglio informativo Anno Zero.

DOMANDA – Qual è l’interscambio tra le due realtà, Anno Zero e gruppi clandestini?

RISPOSTA – Lo stesso interscambio che ci può essere – scusato il paragone – tra Brigate Rosse e Lotta Continua, o Potere Operaio.

DOMANDA – Ce lo deve sempre spiegare.

RISPOSTA – Le Brigate Rosse erano quelle che agivano in clandestinità, Potere Operaio, Giornale, e Lotta Continua erano quelli che reperivano i soggetti per farli trasferire in clandestinità.

DOMANDA – Quando parla di gruppo dirigenziale allude a Graziani, a Clemente Graziani, e alla dirigenza nazionale?

RISPOSTA – Sì, Graziani e Pugliese erano presenti.

DOMANDA – Per quanto è a sua conoscenza in quel momento, nell’estate del ‘73, c’erano contatti, c’erano rapporti con gli ex ordinovisti che erano entrati nel partito nel ’69 – ’70?

RISPOSTA – Assolutamente no.

DOMANDA – Che lei sappia, no.

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Era una cosa vostra, del movimento politico Ordine Nuovo.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A questa riunione erano presenti rappresentanti che non fossero specificamente del movimento politico?

RISPOSTA – Non lo so dire, ma ritengo che alcuni non fossero del movimento.

DOMANDA – Però non…

RISPOSTA – Non so indicare naturalmente; per esempio le edizioni di AR non erano del movimento politico ma erano legate a Franco Freda e a Lotta di Popolo, quindi altro movimento.

DOMANDA – Erano quindi presenti anche altre realtà a questa prima riunione?

RISPOSTA – Sì, ma non in quella organizzativa, non in quella del passaggio alla clandestinità, solo nella prima parte.

DOMANDA – Questa altre realtà le ha accennate, quindi il gruppo delle elezioni AR, quindi….

RISPOSTA – Lotta di Popolo.

DOMANDA – Edizioni AR inteso come gruppo di Freda?

RISPOSTA – Sì, in riferimento ma Freda.

DOMANDA – E Lotta di Popolo che faceva capo a come personaggio?

RISPOSTA – Freda Franco.

DOMANDA – Sempre a Freda.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi vediamo di entrare un attimo nel dettaglio delle differenze anche ideologiche tra i vari gruppi.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dicevamo di questa riunione ristretta, riversata esclusivamente ai rappresentanti delle varie realtà locali del movimento politico.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A livello organizzativo quale era ipotesa da realizzare? Cioè, come avrebbero dovuto strutturarsi questi gruppi clandestini?

RISPOSTA – In troike.

DOMANDA – Ci spieghi il concetto.

RISPOSTA – In gruppi di tre persone da cui il responsabile di ogni gruppo conosceva solo il responsabile dell’altro gruppo.

DOMANDA – Quindi tre persone: uno è il capo di questo microgruppo, e conosce i suoi sottoposti…

RISPOSTA – Sì, ma non conosce i sottoposti degli altri, questo per evitare gli arresti.

DOMANDA – Per evitare la conoscenza?

RISPOSTA – E quindi in caso di arresto…

DOMANDA – Cioè, quella che si chiama “compartimentazione”.

RISPOSTA – In caso di arresto anche evitare un arresto a catena.

DOMANDA – Non ho capito, in caso di arresto…?

RISPOSTA – In caso di arresto di un soggetto evitare gli arresti, cioè si sarebbe limitato solo ad un gruppo di

tre.

DOMANDA – Cioè se anche quell’uno avesse parlato non avrebbe potuto coinvolgere più di un certo numero di persone.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – E questa struttura definita “a troike”…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Il nome trae origine da cosa, la troika?

RISPOSTA – È un metodo rivoluzionario utilizzato da Lenin durante la rivoluzione russa.

DOMANDA – Che cosa avvenne dopo questa prima riunione? Lei sentì parlare di queste cose in quella occasione la prima volta in assoluto?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi che sviluppo ebbe questo discorso, per quella che è la sua esperienza?

RISPOSTA – Poi ci fu immediatamente, rapidamente lo scioglimento, che prese un po’ contropiede tutti, fu attivato…

DOMANDA – Lo scioglimento è di novembre?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Prima di novembre ci furono altre riunioni?

RISPOSTA – No…

DOMANDA – A livello locali.

RISPOSTA – Non mi ricordo la riunione di Cattolica in che periodo ci fu.

DOMANDA – Lei parlò a lungo, in molti verbali, della riunione di Lucca, del settembre ’73, la collocò nel settembre ’73.

RISPOSTA – Sì, ma quello riguardava la Toscana.

DOMANDA – Sì, infatti dicevo a livello locale.

RISPOSTA – Sì, a livello locale, sì, Lucca.

DOMANDA – A livello nazionale dopo Roma C’è Cattolica?

RISPOSTA – Quella di settembre fu l’ultima manifestazione fatta a livello toscano del Movimento Politico Ordine Nuovo, poi intervenne lo scioglimento…

DOMANDA – Approfondiamo un attimo questo momento temporale di Lucca, cosa avviene, chi è presente, e come si colloca rispetto a questo progetto?

RISPOSTA – Sono presenti il gruppo di Pisa e il gruppo di Arezzo, e in quell’occasione…

DOMANDA – Intesi come gruppi di Pisa e di Arezzo del movimento politico ancora?

RISPOSTA – Ordine Nuovo, io parlo sempre di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Non clandestino?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Siamo nella ufficialità del momento.

RISPOSTA – Con tanto di autorizzazioni per fare la manifestazione.

DOMANDA – E cosa viene detto, e cosa viene deciso in quella riunione?

RISPOSTA – Viene contestato il processo di Roma… ma all’interno della riunione o alla manifestazione pubblica?

DOMANDA – Tutte e due, adesso era sulla riunione di Lucca, all’interno della riunione, poi vedremo la manifestazione.

RISPOSTA – All’interno della riunione si riprendono i dati di quello che era emerso a Roma, quindi il passaggio alla costituzione e divulgazione di Anno Zero.

DOMANDA – A Roma era stata raggiunta già una decisione?

RISPOSTA – Di Anno Zero, sì.

DOMANDA – Si trattava di realizzarla?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Di Anno Zero. Ma in quella riunione ristretta si era raggiunta anche in quella riunione una decisione di realizzare queste troike?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questi gruppi clandestini.

RISPOSTA – Certamente.

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