Udienza 25.01.1983 – confronto Gallastroni, m.llo Baldini, dott. Luongo

Maresciallo Sergio Baldini, già qualificato in atti: “Sono in pensione dal 22 gennaio scorso”.

A.D.P.R. “Malentacchi e il Franci furono fermati sul Fiat 1100; furono condotti in Questura di Arezzo. Mi pare che l’operazione scattasse il 22/1/1975 poi istituimmo il servizio in Castiglion Fiorentino nei pressi della chiesa sconsacrata. Il primo turno lo effettuai io, cioè la notte fra il 22 ed il 23 gennaio; il secondo turno lo effettuò il maresciallo Lucani, deceduto; il terzo turno lo effettuò il maresciallo Peruzzi ed avvenne nel pomeriggio del 23, penso di sì. Il 23 vennero bloccati il Franci e il Malentacchi, vennero perquisiti e vennero condotti in Questura nel tardo pomeriggio. Il Franci venne interrogato per primo, mi pare che intervenne anche l’avvocato Ghinelli e mi pare che fece un cicchetto ad uno dell’antiterrorismo; il Malentacchi in attesa venne condotto nel mio ufficio e guardato a vista.

A.D.P.R. “Senz’altro fermammo il Franci e il Malentacchi il 23 pomeriggio, io ricordo così”.

A.D.P.R. “Dopo l’arresto, anzi il fermo il Marsili emise ordine di cattura e vennero condotti nella stessa giornata nel carcere di Arezzo; non passarono la notte del 23 nei locali della Questura, furono portati alle carceri di Arezzo. (…) Noi sapevamo i nomi già in precedenza e aspettavamo il Franci e il Malentacchi. Trovammo l’esplosivo e lasciammo questo nel luogo d’accordo con il Dott. Marsili”.

A.D.P.R. “I nomi del Franci e del Malentacchi ce li aveva dati il Del Dottore. (…) Su disposizione del dott. Luongo io fui mandato nel negozio della Patrassi e dopo poco che fui lì pervenne una telefonata dalla figlia della signora Patrassi, fu una telefonata non ricordo se del dott. Carlucci, da cui appresi che il telefono era sotto controllo. Io ho saputo che il telefono era sotto controllo dopo che fui mandato là con l’incarico di aspettare un certo Mario, era la mattinata, ma non ricordo l’ora. Io andai nel negozio con il Dott. Esposito che mi chiamò con lui, ma non sapevo della intercettazione telefonica di cui venni a conoscenza dopo che mi ero presentato alla Patrassi. Io la Luddi non la conoscevo si sentiva dire da quelli della squadra che (Franci) aveva un’amante”.

A.D. del P.C. R. “Il Del Dottore non mi confidò nulla. Il dott. Luongo mi chiamò il 22 e quella sera andammo ed incontrammo il Del Dottore che ci portò nel fosso dove rinvenimmo l’esplosivo ed il mitra. Non credo che l’iniziativa dell’intercettazione partisse dal mio dirigente, ma io so che furono quelli dell’antiterrorismo a chiedere che il telefono della Patrassi venisse messo sotto controllo; io ciò lo seppi dopo, a fatto avvenuto. (…) andammo nel luogo vicino al fossato accompagnati dal Del Dottore, informammo Roma, ed arrivarono quelli dell’antiterrorismo che presero i contatti con il Del Dottore. (…)”.

A.D. del P.C. R. “Il Del Dottore fece i nomi del Franci e del Malentacchi come coloro che dovevano andare a ritirare l’esplosivo, non fece il nome del Tuti; non dette indicazioni atte ad individuare il numero della Patrassi, credo che tale numero sia stato trovato in una rubrica da quelli dell’antiterrorismo sotto la guida del dott. Carlucci”.

Dott. Sebastiano Luongo già qualificato in atti “Io avvalendomi anche degli uomini dell’antiterrorismo ho sequestrato l’esplosivo nel fossato, ma non sapevamo che dovevano arrivare il Franci e il Malentacchi”.

A.D.P.R “Il Del Dottore ci indicò la chiesetta, così come ci indicò il luogo vicino al fossato, ma non ci fece i nomi né del Franci, né del Malentacchi, che peraltro non era neppure conosciuto. Il Del Dottore a quel che ricordo non ci fece dei nomi, mi pare dicesse qualcosa sul gruppo, sul Franci che apparteneva a quel gruppo”.

A.D.P.R. “Il Del Dottore ci disse di un gruppo che compiva anzi di cui faceva parte anche il Franci, anzi non sono nemmeno sicuro che ci fece il nome del Franci perché lo avremmo catturato subito. Supponemmo che qualcuno sarebbe venuto a ritrovare l’esplosivo e ci appostammo, seguì poi l’arresto del Franci e del Malentacchi. (…) “Prendo visione della copia della missiva datata Arezzo 23/1/1975 con la quale è stata richiesta al comandante del carcere di Arezzo di ricevere Franci Luciano. Tale missiva non è stata firmata da me, però posso affermare per quella che è la prassi tra i rapporti vigenti tra il carcere e la questura, che la stessa, accompagnò il Franci nel momento dell’entrata in carcere, in caso contrario non avrebbero consentito l’ingresso del detenuto in carcere”.
Il teste dichiara: “Se il giorno 22 è stato il giorno del ritrovamento del mitra e dell’esplosivo nel luogo vicino al fossato, l’arresto del Franci e del Malentacchi avvenne certamente il giorno 23 gennaio 1975, perché ricordo che avvenne il giorno dopo il rinvenimento del mitra e dell’esplosivo. Ricordo anche che il Franci ed il Malentacchi furono portati in carcere dopo l’interrogatorio in Questura, in due momenti successivi: il Franci alle 20 ed il Malentacchi più tardi”.

A questo punto il Presidente chiama il teste Gallastroni Giovanni per il disposto confronto (…). Il Presidente dà lettura della deposizione resa dal teste Luongo all’udienza del 16/12/1982 sul punto delle dichiarazioni riferite a lui dal teste Gallastroni riguardo ai finanziamenti dati al Cauchi.
Il dott. Luongo dichiara: “Io non ho mai avuto nessun contatto con il dott. Persico, fui chiamato dal dr. Di Francisci e la circostanza riportata dal Gallastroni fu detta informalmente dallo stesso al maresciallo Baldini in occasione di un interrogatorio. Il Gallastroni disse che il Cauchi si recava dal Gelli e aveva dei finanziamenti dallo stesso Gelli; ma ripeto che ciò fu detto dal Gallastroni al maresciallo Baldini, il quale poi mi riferì la circostanza”.

A.D.P.R. “Io ricevetti dal maresciallo Baldini la notizia, ma non chiesi nulla al Gallastroni sul punto, mi limitai a comunicarle sia al mio superiore diretto, sia al Questore, sia al dottor Persico con una relazione che riguardava altre circostanze. Io ho precisato in questi termini quanto verbalizzato sul punto all’udienza del 16/12/1982.

Il teste Gallastroni dichiara: “io in quella circostanza ho solo detto della cena, ma non fu fatta quella affermazione. Io ho solo detto che il Cauchi era andato a cena con Gelli o con il figlio di Gelli.

A.D.P. il teste Luongo risponde: “il rapporto che feci al Dott. Persico è dell’estate ’80, dopo la strage di Bologna alla stazione, verso i primi di settembre, la circostanza la appresi circa un mese prima di riferirne i fatti”.

A questo punto il Presidente fa allontanare il dott. Luongo e fa chiamare il M.llo Baldini.
A.D.P. il teste Baldini risponde: “Conosco il Gallastroni. Il Gallastroni accennò al gruppo, dicendomi che Cauchi era stato a cena dal Gelli e che Cauchi disponeva di molto denaro facendomi capire che il Gelli dava del denaro al Cauchi e ciò riferii al Dott. Luongo. Il Gallastroni mi disse che Cauchi frequentava Licio Gelli e che il Cauchi disponeva di molto denaro, lasciandomi capire chiaramente che detto denaro proveniva dal Gelli”.

A.D.P. il teste Baldini risponde: “Il Gallastroni mi disse queste due circostanze: il Cauchi disponeva di molto denaro. Io mi sono domandato perché il Gallastroni ha fatto questo abbinamento ed ho intuito che il Gallastroni mi volesse far capire che il denaro il Cauchi lo riceveva dal Gelli”.

A.D.P. il teste Baldini risponde: “A me non risulta che il padre di Cauchi fosse persona facoltosa, mi risulta che fosse impiegato del comune e la madre insegnante”.

A.D.P. il teste Gallastroni risponde: “Io ho sempre detto il discorso della cena, non ricordo le parole precise dette a Baldini. Dissi a Baldini: Ho sentito dire che Cauchi è stato a casa di Gelli una sera per cena. Io durante i miei interrogatori ho sempre confermato la disponibilità di denaro da parte del Cauchi. Io escludo di avere voluto fare intendere al M.llo Baldini che Cauchi riceveva i soldi dal Gelli”.

A questo punto il Presidente fa allontanare il teste Gallastroni.
A.D.P. il teste Baldini risponde: “Confermo che sapevo da ciò che mi disse Luongo che aspettavano Franci e Malentacchi”.

Il Presidente fa chiamare il Dott. Luongo.
A.D.P. il teste Luongo risponde: “Per ciò che ricordo il Del Dottore non mi fece il nome del Franci e del Malentacchi, sono passati tanti anni, ma io ricordo così”.

Il teste Baldini dichiara: “Il Del Dottore fece i nomi del Franci e del Malentacchi che non conoscevamo nell’ufficio”.

Il teste Luongo dichiara: “Io non ricordo, ma non lo escludo e non ho nessun motivo per smentire il maresciallo Baldini: io ricordo che il Del Dottore non fece i nomi”.

A questo punto il Presidente fa allontanare il maresciallo Baldini.
A.D.P. il teste Luongo risponde: “Ho chiesto l’intercettazione telefonica sul telefono della Patrassi a seguito della comunicazione di un mio dipendente che mi disse che il Franci se la faceva con la Luddi, per cui disponemmo l’intercettazione per controllare la Luddi in quanto amica del Franci. La mia richiesta di intercettazione telefonica è successiva alla data dell’arresto del Franci e del Malentacchi”.

Il PM contesta al teste che la data della richiesta dell’intercettazione è antecedente la data dell’arresto del Franci e del Malentacchi.
A.D.P. il teste Luongo risponde: “Il Del Dottore era l’unica fonte di informazione, io non so di altre fonti di informazione; io non ricordo che il Del Dottore abbia fatto i nomi del Franci e del Malentacchi, ma non posso smentire il maresciallo Baldini che si ricorda i nomi del Franci e del Malentacchi, in quanto non ho nessun motivo per farlo”.

L’avv. Ghinelli insiste perché si senta il teste Gelli Licio.

A.D.P. il teste Luongo risponde: “Oltre al Del Dottore non c’è altra fonte fiduciaria”.
A questo punto il Presidente licenzia il teste Luongo.

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