Appoggi e coperture dei neofascisti di Arezzo – estratto memoria delle parti civili depositata il 13.07.1983

Ordine Nero era finanziato ed armato dalla massoneria, avendo raccolto tra i suoi aderenti esponenti di A.N. ed accettato idee stragiste finalizzate ad un presunto e forse millantato colpo di stato (vds. testimonianze Affatigato, Spinoso, Tisei, Brogi, Batani).
L’Avv. Ghinelli finanziava il gruppo di Arezzo: Franci, Batani, Cauchi ed anche Tuti secondo Affatigato (vds. testimonianze Brogi, Sanna, De Bellis).
L’avv. Ghinelli chiedeva finanziamenti a Gelli (vds. testimonianza Birindelli).
Il gruppo faceva da scorta a Ghinelli, Birindelli durante i comizi della primavera 1974 (vds. testimonianze Terra­nova, Donati, Bumbaca).
Birindelli, tramite delle richieste di Ghinelli, prendeva soldi da Gelli (vds. testimonianza Rosseti Siro).
Cauchi andava a casa Gelli e prendeva soldi da lui (vds.testimonianze Luongo, Baldini, Gallastroni).
Franci diceva in carcere di conoscere Gelli e di aspet­tarsi il suo aiuto (vds. testimonianza Bumbaca). Esistevano ad Arezzo intrecci di potere che potevano avere provocato l’omicidio del giudice Occorsio, agosto (vds. interrogatorio Franci, Batani), tra P2, SID e magistratura.
Marsili, sostituto procuratore di Arezzo e genere di Gelli, ha indebitamente indagato e forse inquinato le prove relative alla strage dell’Italicus, prospettando a fi­ni di “copertura” l’utilità della frantumazione dei pro­cessi, ha negato la autorizzazione alla intercettazione dell’avv. Ghinelli nel gennaio 1975, ha omesso di verba­lizzare le “confidenze” ricevute da Del Dottore, ha invitato l’imputata Luddi a non rivelare niente di quanto aveva svelato a lui al Dott. Santillo, nel gennaio 75, premettendole e facendole ottenere in cambio la libertà provvisoria ed il proscioglimento dalle accuse più gravi (vds. memoriale D’Alessandro, deposizione Luongo alla Com­missione P2).

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Il nome di Marsili iscritto alla P2 nel 1974 non è stato incluso nella lista trasmessa al G.I. dell’Italicus nel 1977 firmata da Salvini e Gelli, mentre l’imputato Franci nel 1976 era a conoscenza della sua appartenenza alla loggia P2 (vds. liste, testimonianze Rosseti, interrogatorio Franci).
Tuti ha minacciato di morte Franci a motivo delle sue rivelazioni tra i rapporti O.N.-P.2 (vds. testimonianze Murelli, Latini). Sono state omesse perquisizioni a Franci: nel 73 e 75 denunciato dalla moglie perché fabbricava pericolose bombe in casa e poi coinvolto negli attentati di Terontola e Arezzo.
E’ stato taciuto ai giudici di Arezzo e Bologna da parte della squadra politica di quella città della precedente denuncia a carico del Franci e del suo ruolo nel 74 di autista del locale federale del MSI Avv. Ghinelli (vds. rapporto ed allegati Dott. Berardino – articolo stampa incendio auto MSI dotazione Franci nel settembre 1973), dato significativo ai fini della valutazione di colpevo­lezza.
Tuti è stato preavvertito della perquisizione a suo cari­co con quasi 24 ore di anticipo (vds. testimonianza Di Francesco Ennio, esposto Tuti Procura Firenze 25-5.75).
Cauchi è stato preavvertito nel gennaio 75 di un mandato di cattura a suo carico ed il SID ha fatto da tramite con Marsili che ha accettato, al di fuori di ogni logica e di ogni regola di incontrarsi con il latitante. Incon­tro che si dice non avvenuto (per quanto ne sa il SID) per rinuncia di Cauchi (vds. rapporto Casardi).

Estratto memoria parti civili che hanno chiesto la condanna degli imputati (Avv.ti Montorzi, Trombetti, Giampaolo, Filastò, Rossetti, Coliva, Guerini).

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