Amedeo Vecchiotti – dichiarazioni 01.10.1985

Verso il maggio 1973 perche’ processato per bancarotta, mi costituii a fermo nel cui carcere trovai Nardi Gianni. Nardi era molto diffidente ma poiche’ eravamo della stessa citta’ ed una mia sorella era amica di sua madre, finimmo insieme nella cella nr 17 . Facemmo un piano di fuga per superare la doppia cinta muraria, io mi ero fatto amici i cani da guardia, a cui davo da mangiare.
Ma all’ improvviso Nardi fu scarcerato e allora il 30.09.73 io eseguii il piano di fuga progettato con Nardi. A me si uni’ per l’ evasione Lascialfari Rinaldo un livornese detenuto comune. Quel giorno dopo la fuga andai a Roma da un cileno che si chiama Michael e che abita alla Magliana in via dell’Impruneta nr 14 oppure nr 31. Il recapito di Michael me l’ aveva dato Nardi, seppi da Michael che Nardi era in spagna e per telefono lo stesso Nardi mi invito’ a raggiungerlo ad Andorra. Lo raggiunsi ad Andorra assieme al Lascialfari e li insieme al Nardi trovai Proietti Antonio, anche se mi pare che questo sia un nome falso. Dopo alcuni giorni Nardi disse che doveva rientrare in Italia e partimmo in macchina io, lui e Lascialfari e facemmo tutta una tirata fino a Ginevra da dove andammo a Vaduz e poi a Innsbruk e poi a Linz e poi a Gratz e poi a Lubiana. Al valico di villa Opicina Nardi rientro’ a piedi approfittando della confusione, mentre io e Lascialfari rientrammo in macchina in Italia pero’ ci separammo e Nardi si fermo’ a Vicenza ove penso sia andato dal generale Maggi Giuseppe che era un amico di famiglia. Ci trovammo con Nardi a Roma dopo tre o quattro giorni. Qui vidi che Nardi ebbe dalla madre tanto denaro da riempire una sacca da tennis. Sistemati i conti con la famiglia e mi pare fosse questa la ragione per cui era tornato in Italia, Nardi abbandono’ il gruppo di Esposti Giancarlo, con traghetto andammo in Sardegna e poi a Palau, da punta maddalena un pescatore trasporto’ il solo Nardi in Corsica mentre io e Lascialfari ritornati in Italia, in macchina raggiungemmo Marsiglia dove riprendemmo Nardi e lo riportammo ad Andorra ove lo lasciammo.

– mentre eravamo in carcere insieme, Nardi diceva che lui non c’ entrava nulla con l’ omicidio di calabresi. Nardi sapeva molte cose sui neri ma in sostanza li denigrava tutti, perche’ non li riteneva alla sua altezza. Aveva una forte ammirazione per Franco Freda, con cui era stato detenuto a san vittore. A Milano Nardi frequentava Esposti e Antonio Proietti che e’ uno robustello alto che deve scontare una forte pena. Ad Ascoli Nardi era molto legato a Marini che era fidanzato di sua sorella, e quando Nardi ando’ via il suo posto ad Ascoli fu preso da Viccei che era uno “nero nero” e che poi e’ finito in una serie di storie di rapine nella zona. In questo momento mi sfugge il nome di Milano che dopo la scomparsa di Nardi ne prese il posto sempre a Milano. Ad Ascoli Nardi si appoggiava anche a delinquenti comuni come un certo Niccolai e ragazzotti di mezza tacca, con cui facevano degli scherzi nel senso di simulare la presenza di bombe che allarmavano tutti ma poi si rilevavano come dei giocattoli. Io ho sempre avuto dubbi sulla morte di Nardi e se e’ vivo , penso che sia in Cile . Due anni fa a San Benedetto del Tronto Kostopulos Andrea che conosceva molto bene Nardi e che ha la residenza a Mikonos in Grecia, credette di riconoscere Nardi.

– fu Nardi che mi disse se avevo bisogno di andare dal Michael che ho detto prima il quale aveva i passaporti falsi e dette la Mercedes con cui io a Marsiglia ripresi il Nardi come ho gia’ detto.

– ho conosciuto Esposti quando rividi Nardi a Roma dopo che lui si era fermato a Vicenza. Questo e’ accaduto alla fine del 1973. Con Esposti c’ erano altre due o tre persone; ma io ricordo solo Bruno Stefàno. A Roma con la sorella di Nardi veniva Marini che poi e’ stato due anni anche lui ad Andorra dopo la morte di Esposti.

– non avevano progetti particolari. Jordan l’ ho sentito nominare ma non so altro. Non vorrei sbagliarmi ma ho sentito parlare di botti verso l’ Altare della patria.

– Gelli Licio non l’ ho mai visto sentito o conosciuto, ma l’ ho intravisto una volta in una fabbrica. Prendo atto che il gi mi legge alcuni frammenti della lettera del novembre ‘74 che io indirizzai a Ghiron. Quelle notizie su Gelli le ho sentite perche’ frequentavo un tale che si chiama Castellani Renato che era impiegato alle poste ma stava sempre in ambienti governativi oppure al comune di Roma quando era sindaco Darida. Io non ricordo chi ma mi interessavo a Gelli perche’ mi dissero di farlo. Di una foto mia in mano a Gelli io so che mi fotografarono non so chi sia il colonnello Franchi di cui si parla nella lettera; a meno che non fosse il colonnello Marzollo. (…)

– Nardi era pienamente d’ accordo con Esposti ed io ricordo che Nardi era piu’ pacato e ragionatore, mentre Esposti era piu’ irruento e entusiasta.

– nel 1976 quando fui detenuto a Rieti parlai con Spinelli che e’ un funzionario del ministero dell’ Interno. A Spinelli feci il nome di Mauro Tomei, perche’ questo nome l’ avevo sentito fare da Esposti. Loro ammiravano il gruppo toscano perche’ era il migliore. Non so d’ incontri tra il gruppo Esposti e il gruppo toscano. Fecero anche il nome di Tuti come di uno di professata fede di destra.

– a Roma nello studio dell’ avvocato Taddei, il quale non c’ entra assolutamente nulla, io facevo seguire le mie vicende dall’ avvocato Nicosia Ernesto. (…) Nicosia mi presento’ Ghiron il quale a sua volta mi fece conoscere il maggiore Amici dei servizi segreti, a sua volta il tempo successivo vidi una persona che mi fu presentata come un colonnello di 52 anni scapolo, ben portante che aveva una motocicletta e che secondo me era il colonnello Marzollo. Questo accadde agli inizi del 1974 ed io collaborai con i servizi per rintracciare Nardi.  (…)

– Lascialfari dall’evasione e’ rimasto con me fino al gennaio febbraio 1974, quando portammo Nardi Gianni in Spagna.

– Prendo atto che il gi mi fa presente che dagli atti risulta che nel 1976 al funzionario del ministero dell’ interno io dissi che il mandante dell’ Italicus era stato Gelli e che il lavoro l’ avevano fatto i due di Lucca sotto la guida di Tomei Mauro. Sono frasi generiche che io riprendevo dall’aver frequentato nel 1974 l’ ambiente di Esposti. Ho frequentato l’ ambiente fino alla fine del maggio 1974. Prendo atto che l’ attentato dell’ Italicus e’ avvenuto il 04.08.74.

– Nardi ando’ a Frosinone a casa di mia sorella perche’ cercavano me che ero l’ unico di cui si fidasse in quel momento. Io non so nulla di una piantina stradale consegnata ad Esposti  recante l’ indicazione di posti di blocco.

A questo punto il GI fa presente al testimone che esso appare piuttosto incline a scivolare di fronte alle domande dirette e specifiche che gli vengono poste.

– non solo sono passati dieci anni dai fatti ma gli ultimi sette di questi anni li ho passati nascondendomi da una parte e dall’ altra ed ho bisogno di tempo per riordinare le idee. Fatemi ricordare i fatti cosi’ mi sono stati raccontati perche’ non li ho vissuti. Io poi devo ricordare tante cose (…). Tra la fine del 1977 e l’ inizio del 1978 , a Rebibbia era detenuto con me un Marco che era di Pistoia o di Prato, e raggiungeva il suo capo Graziani Clemente a Londra. (…).  Gelli io l’ ho conosciuto personalmente perche’ avevo bisogno di un passaporto che mi facesse stare tranquillo. Nel settembre 1984 secondo me Gelli e’ stato nella tenuta La Forra, a cavallo delle province di Siena ed Arezzo, comune di Montevarchi. Mi sembra che nei discorsi di Esposti si dicesse che il figlio di Gelli mi sembra Raffaele finanziasse la destra e in particolarmente a Lucca. Ma questi sono soltanto ricordi frammentari che io ho di parole ascoltate oltre 10 anni fa. (…) Per fare questi discorsi in termini chiari e precisi di fatti persone cose come li vuole il GI devo essere sicuro di quello che dico, chiederò io stesso di essere interrogato una seconda volta.

A questo punto entrambi i GI premesso che e’ doveroso assicurare ai testimoni l’ incolumita’ anche in regime carcerario, fanno presente al teste che perche’ cio’ sia possibile e’ necessario che esso vecchiotti renda dichiarazioni chiare ed inequivocabili. Di cio’ viene dato atto perche’ il Vecchiotti ha dimostrato timori per la sua incolumita’ in relazioni al prosieguo della deposizione.

Letto confermato sottoscritto.­

 

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