Elementi sul suicidio del tenente colonnello Luciano Rossi

Il giorno 5 giugno decedeva in Roma il ten.col. della G.d.F. Luciano Rossi. Dai preliminari d’indagine emergeva che, con ogni verisimiglianza, il Rossi si era suicidato per circostanze apparentemente connesse con quelle oggetto delle indagini sul Gelli e sulla “Loggia P.2”. Risultava, invero, che il Rossi:
a) nell’epoca in cui era addetto all’ufficio “I” della G.d.F. era stato incaricato di svolgere accertamenti sul conto del Gelli;
b) pochi giorni prima della morte era stato esaminato quale testimone dalla Procura della Repubblica di Milano in merito ad un appunto da lui redatto all’epoca la cui apparteneva all’ufficio “I” e trovato in possesso del Gelli;
c) subito dopo l’esame testimoniale: aveva racchiuso documenti riservati, che custodiva in casa, in una busta di plastica, gettandola in un carrello stradale della nettezza urbana, ma poco dopo aveva notato che il carrello era stato inusitatamente asportato.
Si era accorto di essere pedinato da sconosciuti;
d) aveva indirizzato al sostituto dott. Dell’Osso, che lo aveva escusso, una lettera, poi consegnata a questa Procura da un suo amico.

Estratto ordinanza 21.06.1981 procuratore Achille Gallucci

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