Luciano Rossi – dichiarazioni 26.05.1981

Sono stato in servizio presso il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma nel periodo compreso fra il 1970 ed il 1976 o inizio 1977. Ad eccezione dei primi mesi sono stato per tutto il tempo presso il Centro 5 ossia presso l’ufficio periferico di Roma. Preciso che il reparto è articolato in una centrale che coordina i vari centri sparsi per l’Italia, pressoché uno per regione. Il Centro di Roma si chiama appunto Centro 5 ed è l’ufficio ove io ho operato. Nella primavera del ’74, non sono in grado di ricordare con precisione quando, l’allora comandante del secondo reparto, col. Salvatore Florio, purtroppo poi deceduto diede incarico al Centro 5 di raccogliere notizie sulla persona di Gelli Licio. Preciso che all’epoca l’ufficio era comandato dall’attuale tenente col. Enzo Vignola ed io ero l’altro ufficiale del Centro. Si parlò dell’incarico da svolgersi e si decise che mi occupassi io della attività in questione, essendo io aretino. Per la verità da moltissimi anni non vivo più ad Arezzo, ma ovviamente conservo le vecchie conoscenze, dovute anche al fatto che i miei risiedono in Arezzo. Parve, in conseguenza che fosse più proficuo l’affidamento del compito a me, visto che il Gelli domiciliava in Arezzo. Ricordo che mi mossi ed operai con la precisa idea che l’indagine fosse di particolare riservatezza. E’ evidente che il tipo di attività di servizio svolta dal II Reparto concerne proprio l’acquisizione di informative delicate e riservate.
Nel caso di specie, peraltro, si trattava di una indagine, per quanto mi fu dato di capire, di particolare delicatezza e riservatezza. Il risultato della stessa fu da me riportato in un appunto in due fogli più un allegato, che riconosco in quello che S.V mi mostra e che reca al primo dei tre fogli il timbro “Doc 2 fasc. P/9/31” e che reca altresì sempre sul margine destro superiore la dizione “C5”. Quest’ultima dizione significa appunto che proviene dal Centro 5, dove all’epoca ho operato. Prendo atto che la mia relazione, che mi è stata mostrata, è in duplice copia. A ciò, di conseguenza, ritengo che le due copie che redassi furono entrambe mandate o portate a mano al comandante del II Reparto e che presso il Centro 5 non rimase copia. Peraltro non sono in grado di ricordare se fui io personalmente a consegnare la relazione in questione al Comandante Florio o se gli fu trasmessa da altri. In proposito probabilmente il col. Vignola potrebbe essere più preciso. Svolsi l’incarico affidatomi in poco tempo, rivolgendomi a mie conoscenze locali in Arezzo. In effetti riuscii rapidamente ad avere una quantità di notizie che mi parvero sufficienti e che vennero da me uniformate nella relazione in questione. Nella stessa mi preoccupai di evidenziare come la gente da me contattata in Arezzo non fosse affatto stupita della rapida ascesa economica del Gelli. Vi era molta curiosità attorno all’attività del personaggio, che complessivamente mi risultava come un individuo di pochi scrupoli e di una certa spregiudicatezza.
ADR Nulla seppi in ordine ad un eventuale appartenenza della persona in questione alla massoneria. D’altronde all’epoca non avevo elemento alcuno per richiedere notizia in tal senso.
ADR Effettivamente la relazione da me redatta, che la S.V. mi mostra, non reca nessuna data e nessuna firma. Devo dire che solitamente gli atti del II Reparto e degli uffici dipendente vengono datati o quantomeno siglati. Trovo strano che nel caso di specie tali elementi manchino e devo dire che prima di esaminare i miei atti neppure ricordavo il particolare. (…) La circostanza, peraltro, è spiegabile con il fatto che il comandante Florio chiese un appunto informale: ciò spiega anche il tenore della relazione da me redatto.
ADR Il timbro apposto sul margine superiore destro del I foglio dovrebbe essere della Centrale, ossia del Comando del II Reparto, apposto allorché fu acquisito agli atti di tale ufficio.
ADR Normalmente la corrispondenza e ed i vari atti che affluiscono alla Centrale passano all’ufficio del protocollo e poi pervengono al comandante: ciò ad eccezione di casi particolari, nei quali il comandante stesso richieda la consegna diretta a lui. Credo che nel caso di specie, nei limiti della ricostruzione che posso fare (…) la consegna sia stata effettuata direttamente al comandante.
ADR Nulla so dei motivi per i quali il Comando del II Reparto chiese l’acquisizione  di notizie riservate sulla persona del Gelli. Non ho più saputo nulla in ordine a tali notizie ed in ordine al tenore delle attività in tale senso dopo l’espletamento del mio incarico. Per quanto ricordi, più o meno in quel periodo seppi che della questione si sarebbe occupato il Centro di Firenze. Non credo di aver ulteriori particolari da fornire in ordine alla questione. Peraltro, ove me ne sovvenisse qualcuno, mi preoccuperò di farne immediata comunicazione. In tal ottica resto a disposizione della S.V.

L.C.S.

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