“Una ramazzaglia di arrivisti e mitomani” – OP 15.01.1975

Come si sa, la Massoneria è una cosa che fa morir dal ridere. Ma è anche una bottega per coloro che la sanno sfruttare. Soprattutto da parte dei 31, 32 e dei 33 (i 34 e i 35 non esistono!). I primi fanno tombola tutti i giorni. Tra l’altro si credono già uomini del destino incaricati dal Padreterno di tracciare le mete per la salvezza del Paese. Basta conoscerne qualcuno per farsi un’idea precisa della Massoneria. I “fratelli” si elogiano reciprocamente, si danno del venerabile, dell’illustrissimo, del potentissimo, come se fosse vero! Si baciano tre volte, ma sono sicuro che si staccherebbero reciprocamente gli orecchi, tanta è l’invidia che c’è tra di loro. Medici e professionisti in cerca di baiocchi, burocrati in cerca di protezioni, industriali squattrinati e ufficiali in via di pensionamento, intriganti, imbroglioni, falsi moralisti, tutta una ramazzaglia di arrivisti e mitomani.
Libertà, fratellanza e uguaglianza sono i tre termini della più geniale truffa che sia stata mai organizzata per sfruttare la democrazia. Riti, cerimoniali, simboli, formulari, statuti, logge segrete e coperte; una cortina fumogena per coprire piccoli e grandi imbrogli; trampolini per avvicinare politici e banchieri, generali e direttori di banche, magistrati e burocrati. Trampolini, dicevamo, per migliorare la propria posizione e per sistemare i propri affari. Ognuno per sé e Dio per tutti, solo per fare i c…i propri. La Massoneria ha finanche i tribunali, naturalmente segreti. In genere si riuniscono per fottere chi fotte più grana. L’ultima volta che il tribunale dei massoni s’è riunito, è stato pochi giorni or sono. Era rappresentato dai delegati di tutte le logge (coperte e scoperte) dell’Italia centro-orientale. Tra il presidente, i giudici e la giuria – tutti incappucciati – s’erano infiltrati agenti segreti dei nostri servizi di sicurezza che – manco a dirsi – su velina dell’Ufficio D, sono stati immediatamente individuati e tradotti di fronte al giudice Tamburino, casualmente presente sulla piazza. Comunque, per altra via, ci è pervenuto egualmente l’esito di quella sentenza segreta:
l’agenzia OP e il settimanale Panorama sono stati, per espressa volontà del Gran Maestro (maestro di che cosa?), condannati ad espiare le colpe passate – leggi articoli su Linus Salvini -, a non essere più letti da nessun fratello. Vanno messi all’indice. Ai trasgressori picconate sulle gengive.

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