Pietro Mancini – udienza 04.06.2009 – seconda parte

DOMANDA – Facciamolo continuare.

PRESIDENTE – Cioè, io le chiedo, questa ferita, è una domanda banale perché poi lei in quel modo si è comportato, ma dico, come mai questa ferita non l’ha indotta così, ritirarsi, proteggersi, lei non è caduto per terra per questa ferita?

RISPOSTA – Mi scusi dottore, se lei non mi lascia parlare, ci sto arrivando.

PUBBLICO MINISTERO DOMANDA – Completi il discorso, allora, Lei è stato colpito all’addome, quindi si è scagliato istintivamente nei confronti di questa persona.

RISPOSTA – Esattamente.

DOMANDA – Che cosa poi è successo?

RISPOSTA – Io ho appena detto che mi sono scagliato contro questo individuo, l’ho preso, sono riuscito ad afferrarlo, me lo sono messo anche sotto, gli ho anche preso il polso, sono riuscito a prendergli il polso che impugnava la pistola, però c’è stata una colluttazione, ci siamo ruzzolati due volte, uno sopra all’altro, e lui, mio malgrado, è riuscito a sparare un secondo colpo che mi ha ferito qui.

DOMANDA – Al gomito.

RISPOSTA – Sì, al gomito, quindi già ferito precedentemente, quando mi sono visto ferito anche il braccio ho perso, ho sentito subito che le forze del braccio non c’era più, a questo punto ancora lucido mi sono ricordato che c’era un mio collega di guardia ai mezzi, lasciato lì apposta, sono uscito dall’immediata periferia, perché la tenda era nell’immediata periferia del bosco, e mi sono diretto verso questo collega. Quindi sono caduto paio di volte, questo collega…

DOMANDA – Quindi scusi, non ho capito, quindi praticamente lei ha detto che ha avuto una colluttazione, quindi ha cercato di bloccargli il braccio, poi è stato colpito al braccio, si è sentito mancare le forze, ha mollato la presa?

RISPOSTA – Ho mollato la presa.

DOMANDA – E si è diretto?

RISPOSTA – E mi sono diretto verso l’uscita del bosco, perché eravamo proprio all’inizio del bosco, per raggiungere il collega che stava di guardia ai mezzi e soccorrermi per ciò che è avvenuto, tant’è vero che il collega è venuto verso di me, mi ha preso, mi ha accompagnato, aiutato messo in una campagnola.

DOMANDA – Scusi, la persona che aveva sparato aveva ancora la pistola in pugno?

RISPOSTA – Dopo che io sono andato via?

DOMANDA – Dopo di lei ha mollato la presa.

RISPOSTA – Questo particolare non lo so, non lo ricordo.

DOMANDA – Senta, lei aveva il mab, lei ha detto che l’ho mollato, lo ha mollato dove?

RISPOSTA – Ho lasciato cadere per terra.

DOMANDA – Lo ha fatto cadere per terra prima di slanciarsi contro?

RISPOSTA – È stata una cosa contemporanea.

DOMANDA – Come mai, non poteva essere più utile utilizzare l’arma per contrapporsi?

RISPOSTA – L’istinto non si comanda.

DOMANDA – Le è sembrato più saggio saltargli addosso?

RISPOSTA – No, non ho fatto questa considerazione, istintivamente io ho lasciato il mitra, la mente mi ha detto così, lascio il mitra e mi scaglia addosso a lui, questa è l’operazione che ho fatto.

DOMANDA – Senta, ma il mitra poi è stato recuperato da qualcuno, lei non ne ha saputo più niente?

RISPOSTA – No guardi, una volta che ho raggiunto il mio collega, che mi ha messo nella camionetta e mi ha accompagnato fortunatamente giù, non so nemmeno come abbia fatto a guidare, da una montagna di 2000 m, con dei burloni che fa paura solo vederlo, mi ha portato all’ospedale, ci siamo riusciti perché il nostro Dio esiste, altro che se esiste, siamo arrivati lì.

DOMANDA – Senta, lei ha sentito rumori di esplosione, l’esplosione che ha attinto al pneumatico della jeep, della Land Rover, della ruota di scorta? cioè, risulta agli atti…

RISPOSTA – Nello stato confusionale com’ero, ferito…

DOMANDA – No, prima.

RISPOSTA – No, questo particolare non me lo ricordo.

DOMANDA – Non ha attirato la sua attenzione insomma.

RISPOSTA – Non me lo ricordo.

DOMANDA – Senta, quello che poi è stato essere Esposti, la pistola la teneva con la destra o la sinistra?

RISPOSTA – Non lo posso precisare anche perché, le ho detto poc’anzi che lui, il ricordo che lui aveva entrambe le mani nella tasca, nel giubbotto.

PRESIDENTE – Però di questo particolare delle mani nelle tasche non ha mai parlato.

PUBBLICO MINISTERO – Cioè, aveva le mani nelle tasche del giubbotto militare?

RISPOSTA – Del tipo militare, se fosse effettivamente militare o no questo non lo posso dire.

DOMANDA – La pistola Lei da dove l’ha vista spuntare? lei ha detto che la teneva di dietro, forse avevo capito male.

RISPOSTA – No, no.

DOMANDA – Esposti aveva le mani nel giubbotto.

RISPOSTA – Nel giubbotto, ha sparato il primo colpo…

DOMANDA – Sì, ma lei ha detto, da dove l’ha tirato fuori la pistola?

RISPOSTA – Poi dopo, appena ha sparato il primo colpo probabilmente, certamente che l’aveva tirata fuori dalle sue tasche.

DOMANDA – Volevo sapere se lei aveva visto il momento in cui lui ha tirato fuori la pistola.

RISPOSTA – No, no, appena ferito non ho fatto…

DOMANDA – Prima di essere ferito.

PRESIDENTE – Scusi, non ho capito bene, la pistola l’ha tirata fuori io no, ho sparato dalle tasche?

RISPOSTA – Ha sparato dall’interno del giubbotto.

DOMANDA – Quindi senza tirare fuori la pistola?

RISPOSTA – Senza tirare fuori.

DOMANDA – Perché, quello che le dico, qui c’è una descrizione diversa, è passato un po’ di tempo, comunque è abbastanza diversa da quella che ha dato oggi.

PUBBLICO MINISTERO – Allora facciamogli descrivere magari meglio così magari abbiamo capito male. Allora, volevamo sapere come teneva le mani Esposti ce lo ha descritto, e la pistola quando ha sparato dov’era, se era all’interno ancora del giubbotto pure se l’ha tirata fuori.

DOMANDA – Io la pistola non ricordo di averla vista all’esterno, nelle sue mani.

PRESIDENTE – Come fa a dire che la sparato Esposti? Per deduzione?

RISPOSTA – Io l’ho saputo dopo che questo signore qui si chiamava Esposti.

DOMANDA – Lasciamo perdere il nome, io dico Esposti convenzionalmente poi si è saputo che era Esposti, non credo che se un particolare in contestazione, chiamiamolo Esposti anche se lei lo ha saputo dopo. Quello che le chiedevo è il fatto che sia stato lui a sparare Lei da che cosa lo deduce?

RISPOSTA – Lo deduco perché innanzitutto era l’ultimo uscire dalla tenda, e lui ha cercato, che cercava di non sottoporsi al controllo dei due sottufficiali perché ripeto, come ha detto prima, anziché andare verso i due sottufficiali, ha preferito venire sulla sinistra, verso di me, non so con quale intenzione.

PUBBLICO MINISTERO – Quindi lei dice che la pistola però non l’ha vista.

RISPOSTA – Non l’ho vista, quindi deduco.

PRESIDENTE – Non l’ha vista né prima né dopo o dopo l’ha vista?

RISPOSTA – Conseguente io…

PRESIDENTE – Durante la colluttazione l’ha vista?

RISPOSTA – Durante la colluttazione l’ho vista, certo che l’ho vista, ho cercato di togliergliela dalle mani, poi quando mi ha ferito al braccio logicamente io l’ho mollato e me ne sono andato, sono scappato via di lì.

DOMANDA – Senta, questo colpo che l’ha colpita all’addome è stato il primo colpo che lei ha sentito quel giorno?

RISPOSTA – Il primo l’ho sentito subito perché chiaramente subito avvertito un grosso peso…

DOMANDA – No, no, non mi sono spiegato bene, volevo dire, sono stati sparati numerosi colpi diciamo, durante il conflitto, io le chiedo, per quello che lei ricorda questo colpo che l’ha colpita all’addome è stato il primo colpo in assoluto è stato sparato quella mattina o non è in grado di dirlo?

RISPOSTA – No, non sono in grado di dirlo, non lo so, io ho visto e ho sentito, lo dovuto anche addirittura subire il colpo, quello l’ho sentito perfettamente.

DOMANDA – Nessuno contesta che lei abbia, che sia stato ferito. Le chiedevo se per quello che riguarda lei il primo colpo è stato sparato è questo qui che l’ha colpito all’addome, o se ha sentito prima altri colpi, non lo so.

RISPOSTA – Non lo ricordo questo.

DOMANDA – Allora, senta, qui c’è una ricostruzione un pochino diversa, ci sono diverse differenze, alcune riguardano la posizione, io gliele leggo lo stesso perché è stato più preciso nel descrivere diciamo i fatti, dunque “nella vicenda rammento che io, giunti in vicinanza della tenda, presi posto in corrispondenza dell’angolo posteriore sinistra della stessa dietro un albero”, qui ci siamo. “Alla mia sinistra era situata la Land Rover e nella parte anteriore della stessa io vedevo il carabiniere Iagnemma”, lei si ricorda Iagnemma?

RISPOSTA – Certo, certo.

DOMANDA – “ Dalla mia posizione vedevo il maresciallo Filippi sul lato destro della tenda, quasi vicino all’apertura e Muffini spostato oltre il maresciallo Filippi sulla destra dello stesso”, questa ricostruzione può andare bene?

RISPOSTA – Direi di sì, ma certo che io non ho misurato.

DOMANDA – È passato un po’ di tempo ma quando lei descrisse i fatti, li descrisse come le ricordava?

RISPOSTA – Certo, sì, sì.

DOMANDA – Dunque “io udii le frasi scambiate tra Filippi e gli occupanti della tenda”, qui ci siamo, “ ma in un primo momento io non potevo scorgere le persone fisiche e dei campeggiatori, ebbi modo di vedere il più giovane, dopo che essi erano usciti dalla tenda e si avviavano verso il brigadiere Muffini. Allora, notaio un terzo giovane che non seguì la direzione degli altri due, ma girò sulla sinistra portandosi in direzione della Land Rover, a me presentava al suo fianco sinistro. Ritengo che egli non si sia accorto della mia presenza, io, sebbene non avessi notato che detto giovane fosse armato mossi alcuni passi verso di lui e questi, notata anche la mia presenza, estrasse improvvisamente un’arma dal giubbotto militare che lui indossava esplodendo un colpo verso la mia direzione alla distanza di circa 3 m” quindi, così come descrisse allora le cose, lei non vive lui con le mani in tasca, ma vide lui che tirò fuori la pistola e le sparò, che è una cosa un po’ diversa.

RISPOSTA – Certamente, è diversa, io tutto questo che ho detto adesso non è che lo confermo e via dicendo, è chiaro che confermo quella versione lì perché quella è una dichiarazione resa mi pare dopo un anno e mezzo, due anni, sempre qui a Brescia se ben ricordo.

DOMANDA – Siccome c’è una persona che, anche se dobbiamo ancora sentirla, però il verbale e in atti, parla di queste mani in tasca, diciamo che il particolare, anche se descrive altre cose in maniera completamente diversa, in particolare ha la sua importanza, quindi cerchi di ricordare bene perché non è detto che quello che ricorda oggi sia magari più preciso di quello che disse allora, io non lo so, lei tendenzialmente dice quello che disse allora.

RISPOSTA – Chiaramente trascorso il tempo che è trascorso non posso affermare al 100% sì, aveva proprio le mani in tasca, può darsi anche che lui le abbia tirate fuori, io non lo ricordo questo particolare di cui stiamo parlando.

DOMANDA – Capisce che è un po’ strano perché il particolare delle mani in tasca e un particolare diciamo di un certo rilievo, è come fatto in più che si aggiunge alla memoria.

PUBBLICO MINISTERO – Perché lei poco fa stava dicendo che non si ricordava di aver visto la pistola, questo è il dato il che potrebbe giustificare il fatto che, lei aveva il fucile in mano no?

RISPOSTA – Sì, il mitra.

DOMANDA – Era a distanza di tre o 4 m, vedendo la pistola le pare istintivo utilizzare il mitra, invece, però insomma, lei dica quello che si ricorda, soprattutto quella che le sembra la versione più aderente ai fatti, l’atteggiamento istintivo può essere anche irrazionale quindi può essere un atteggiamento, però il problema è sapere se questa pistola si ricorda di averla vista oppure no.

RISPOSTA – Io le ripeto, quello che ho appena detto fino adesso, può essere anche diverso, che magari io non l’ho vista in questo momento non ricordo, ma resta il fatto che questo signore ce l’aveva questa pistola.

DOMANDA – Il problema è sapere le modalità con cui è avvenuto il fatto, quindi sarebbe importante che lei si ricordasse proprio, perché eravate tutti lì con i fucili spianati, perché questo mi pare chiaro insomma, eravate più di uno, quindi controllavate a semicerchio l’uscita dalla tenda di una persona che aveva anche ritardato l’uscita, quindi la cosa doveva già tenervi in forte allarme.

RISPOSTA – Probabilmente lui poteva anche aver la pistola in mano, io adesso ho detto così perché è quello che mi è rimasto impresso è questo giubbotto.

DOMANDA – Questa pistola effettivamente la vide, come ha descritto nel verbale lì, che è in data…

RISPOSTA – Se dice che io l’ho visto vuol dire che l’ho visto.

DOMANDA – Verbale del 19 novembre 74, quindi qualche mese dopo, quindi lei dice che se ha detto così nel verbale è più verosimile che sia stata quella versione.

RISPOSTA – Che sia quella la versione giusta, perché ora io naturalmente ricordo, distanza di 35 anni.

PRESIDENTE – Senta, le chiedo un’altra cosa, siccome abbiamo varie descrizioni io le chiedo se lei può escluderlo meno che si siano verificate le cose che adesso le indicherò. Dunque, uno dei suoi colleghi dice che si è lanciato contro Esposti mettendogli il mitra alla gola, lei questo lo può escludere?

RISPOSTA – Non l’ho visto, non lo so.

DOMANDA – Forse non ha capito bene, dunque, uno dei presenti nel descrivere il suo comportamento non dice ha abbandonato il mitra appena è rimasto ferito, dice che gli si è scagliato addosso e gli ha messo il mitra alla gola, lei a Esposti, questo lo può escludere?

RISPOSTA – Lo escludo, sì.

DOMANDA – Un’altra cosa, un atto suo collega dice che Esposti, prima che lei le saltasse addosso ha sparato all’impazzata, usa questa espressione, lei può escludere questo, sparare all’impazzata penso che voglia dire sparare un indeterminato numero di colpi.

RISPOSTA – Non posso affermarlo perché sarebbe, come fa, eravamo lì…

DOMANDA – Lasci stare il ragionamento, cioè, io le chiedo una cosa che dovrebbe ricordare in linea di massima, anche se è passato tanto tempo, cioè lei ha descritto un Esposti con le mani in tasca, poi dopo ha detto non posso escludere che abbia tirato fuori la pistola, però afferma che ha tirato, che avesse le mani in tasca o che abbia tirato fuori la pistola la prima cosa che ha fatto mi ha sparato, questo è quello che dice oggi e che disse allora. Siccome c’è qualcuno che dice che ha sparato all’impazzata prima che lei gli saltasse addosso, il che vuol dire sparare un imprecisato numero di colpi, non lo so, forse senza direzione, non lo so, ma sparare all’impazzata da un’idea di una successione di colpi. Io le chiedo, può escludere che Esposti, prima che lei gli sia saltato addosso, abbia sparato parecchi colpi?

RISPOSTA – Non lo posso affermare con precisione, credo di no.

DOMANDA – Tendenzialmente lo esclude.

RISPOSTA – Tendenzialmente direi di no.

DOMANDA – Dunque, andando avanti, le è stato chiesto del colpo che ha attinto la ruota di scorta della Land Rover, e lei ha detto che non ne sa niente. Nel suo verbale, proseguendo, lei abbandona il mitra, gli salta addosso, “riuscii ad afferrare il giovane, caduti per terra lo tenevo sotto di me”, quest’ultima non corrisponde, “rammento anche di essere riuscito ad afferrargli il polso destro” ecco, nel polso destro “ perché era armato nella mano destra”, lei ritiene che allora abbia detto le cose esattamente circa quale delle due mani teneva in pugno la pistola?

RISPOSTA – Non lo posso ricordare questo.

DOMANDA – Cioè, ora non lo ricorda, questo mi sembra più che legittimo, io le chiedo, lei è portato a ritenere che se ha individuato la mano che teneva la pistola e quindi qui Lei dice la mano destra insomma, lei ritiene di aver detto le cose giuste all’epoca circa la mano di Esposti che impugnava la pistola?

RISPOSTA – Se ho detto che è la mano destra probabilmente, devo desumere.

DOMANDA – Ecco, andando avanti, qui c’è un altro contrasto, lei dice, “nella colluttazione che ne seguì”, quella dopo, poi rimane una seconda volta “L’Esposti sparò altri due colpi” quindi non uno come ha descritto ora, “di cui il primo si conficcò nel mio braccio destro all’altezza del gomito”, questo lo ha detto, “ il secondo lo indirizzò alla Land Rover”.

RISPOSTA – L’ho detto io questo?

DOMANDA – Sì, non se lo ricorda?

RISPOSTA – Probabilmente ripeto, siamo sempre sulla solita linea, nel senso che le dichiarazioni fatte nel 74, a novembre, saranno, sono più obiettive perché sono più fresche, quindi di conseguenza direi che la versione giusta è quella lì, però può darsi anche verso la campagnola, che ha sparato per anomalo ricordo, non mi è rimasto impresso.

DOMANDA – Senta, lei non ha sparato?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – In effetti c’è questo, lei è stato sentito poi in Assise, erano passati altri anni, quindi non lo so, nel descrivere il fatto dice “ durante la colluttazione con me Esposti non ha sparato altri colpi”, cioè oltre quello che ha attinto ovviamente al gomito, cioè diciamo, nel primo verbale dice di questo ulteriore sparo in direzione della jeep, della Land Rover, invece in Assise non descrive questo ulteriore sparo. Lei non è in grado di dire oggi quale sia delle due la versione?

PUBBLICO MINISTERO – Non mi sembra che proprio dica, può leggere la parte dell’Assise?

PRESIDENTE – Allora, dunque, “ mi sono trovato di fronte alla terza persona che appena mi ha visto ha sparato contro di me riferendomi all’addome, lasciai andare il mitra e mi buttai addosso per disarmarlo, rotolando entrambi a terra. Riuscii anche a fermarlo prendendogli il pugno dove teneva l’arma ma nella colluttazione spara un secondo colpo ferendomi all’avambraccio destro.

Mancandomi a questo punto le forze io lasciai andare, io andai via, portandomi fuori dal bosco, dirigendomi verso la campagnola dove doveva esserci il mio collega che invece, uditi gli spari, stava venendo verso di me e mi aiutò. Mentre uscivo dal bosco ho udito altri colpi di spari, poi durante la colluttazione con me Esposti non ha sparato altri colpi”.

PUBBLICO MINISTERO – Sembrerebbe di capire che i colpi da lei sentiti siano stati quello all’addome e quello al gomito, mentre quello alla jeep non c’è.

RISPOSTA – Sì, sì.

PRESIDENTE – Insomma, non se ne parla nello specifico, pur confermando diciamo il verbale, perché conferma il verbale, però non c’è quest’affermazione.

PUBBLICO MINISTERO – Quindi lei questo colpo, questi due colpi sparati durante la colluttazione, lei si ricorda solo quello al braccio?

RISPOSTA – Io ricordo solo ed esclusivamente questo al gomito, che infatti poi ripeto…

DOMANDA – Effettivamente lei ha detto che dopo quello ha lasciato, ha mollato la presa.

RISPOSTA – Aggiungo così, tanto per, sarebbe stata un’azione da parte sua inutile, se non pericolosa insomma.

DOMANDA – Il colpo può essere anche scappato nella colluttazione.

RISPOSTA – Per paura, può darsi anche, non l’ho udito.

DOMANDA – Qui stiamo solo verificando quanti furono i colpi sparati.

RISPOSTA – Io ricordo solo questi due.

DOMANDA – Che lei ha detto che vi siete rotolati per terra, lei lo aveva quasi bloccato da una mano.

RISPOSTA – Sì.

PRESIDENTE – Il maresciallo Filippi e il brigadiere Muffini, che sono deceduti, affermano sostanzialmente il primo colpo sparato attinse la gomma della ruota di scorta.

RISPOSTA – Non lo ricordo sinceramente.

DOMANDA – Senta, lei ha notato, lei ha visto queste mani in tasca ma le mani in tasca, ha visto solo le mani in tasca o ha visto qualche altro particolare che potesse farle pensare che avesse una pistola in tasca?

RISPOSTA – Ripeto, io generalmente confermo quello che ho detto prima, però dopo, rimuginando tutta la storia, io l’ho visto uscire con le mani dentro questo giubbotto, se poi la tolse immediatamente, subito dopo la sparato il primo colpo che mi ha attinto l’addome, dopo le ha portate fuori questo non lo ricordo, numero posso affermare.

(…)

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