Pietro Mancini – udienza 04.06.2009 – prima parte

DOMANDA – Dobbiamo tornare un’altra volta di quei fatti di tanti anni fa.

RISPOSTA – 35 anni fa.

DOMANDA – Di 35 anni fa esattamente. Io non so che cosa le ricordi, comunque prima ragioneremo in termini di quello che le ricorda attualmente, poi se sarà necessario faremo, le leggerò qualche passo per rinfrescare la memoria, stimolare i suoi ricordi. Senta, lei all’epoca era appuntato presso la caserma dei carabinieri di Fiamignano, se lo ricorda questo?
RISPOSTA – Appuntato no, carabiniere.

DOMANDA – Si vede che è stato promosso.

RISPOSTA – Sì, promosso successivamente.

DOMANDA – Poco dopo, quando è stato sentito. Era carabiniere, va bene, che cosa ricorda anche della parte diciamo che si riferisce, della parte che ha preceduto diciamo il conflitto a fuoco, le ricorda come ha percepito la notizia, cioè che cosa le è stato detto che si doveva fare, chi si doveva andare a cercare, di questo fatto poi che cosa ricorda?

RISPOSTA – Dunque, io ricordo che era un mattino che è avvenuto e il brigadiere, una guardia forestale presso la nostra caserma, riferendo…

DOMANDA – Ricorda i nomi delle persone?

RISPOSTA – No, mi dispiace. Parlò con un brigadiere, che il comandante di stazione mio, riferì al mio comandante sopra questa montagna a Cornino c’erano tre o quattro individui e si stavano allenando perché le forestali avevano udito, può probabilmente li hanno visti anche con il binocolo credo, non lo so…

DOMANDA – Può parlare più vicino al microfono, non sento tutte le parole.

RISPOSTA – Quindi il brigadiere della forestale, parlando con il brigadiere comandante mio di stazione riferì che in montagna c’erano tre o quattro giovani che sparavano contro qualche cosa, un bersaglio lasciando chiaramente intendere che si stavano allenando a sparare.

DOMANDA – Senta, le ricorda se questi colleghi avevano visto il fatto direttamente o se la cosa era stata riferita loro da qualcuno?

RISPOSTA – Loro dissero che li avevano visti i loro.

DOMANDA – Senta, questo è accaduto il giorno prima?

RISPOSTA – Penso di sì perché credo che sia stato il 29, il 30 è successo il fatto il 30 maggio, quindi direi di sì.

DOMANDA – Quindi, da quello che ricorda lei ha la sensazione, le sembra che le avessero detto di aver sentito che avevano visto personalmente insomma questa situazione allarmante diciamo.

RISPOSTA – Ricordo che forestali, il brigadiere disse al mio comandante guardate così, e noi non abbiamo, non siamo intervenuti noi direttamente perché chiaramente eravamo in pochi, per cui siamo venuti a dirlo a voi che avete più competenza in materia, pressappoco disse così.

DOMANDA – Ricorda se parlarono già della tenda, della presenza di una tenda, della macchina, della Land Rover?

RISPOSTA – Questo non lo ricordo, non lo posso affermare.

DOMANDA – Vada avanti.

RISPOSTA – Allora questo punto il mio brigadiere, comandante di stazione chiamò il capitano.

DOMANDA – Il suo capitano come si chiamava?

RISPOSTA – Italo Della Gala.

PRESIDENTE – Questo è il comandante?

RISPOSTA – Comandante della compagnia.

PUBBLICO MINISTERO – Il brigadiere?

RISPOSTA – Il brigadiere Muffini Carmine, il mio brigadiere chiamò il signor capitano, disse guardate così, informò di questo fatto. Il capitano riferì al brigadiere alla radice brigadiere prenda domani mattina il carabiniere Mancini che è il più anziano, conosce più viene la zona, anche se io c’ero stato poche volte però insomma sapevo pressappoco dov’era Pian di Cornino.

PUBBLICO MINISTERO – Senta, prima di andare il fatto è stato in qualche modo inquadrato, cioè, avete discusso gli potevano essere queste persone, se era, non so, qualche cosa legata alla caccia, se era qualche cosa legata al terrorismo, cioè ci fu una sorta di analisi, ci fu qualche contatto con altri comandi per avere informazioni, non so?

RISPOSTA – No, non ci fu nessun altro contatto.

DOMANDA – Quello che vorrei sapere, lei non comandavo ovviamente, ma lei con che spirito è andato lì, è andato lì senza sapere che cosa, con che persona avrebbe avuto a che fare oppure aveva già un’idea? questo volevo chiederle.

RISPOSTA – Dunque, noi abbiamo avuto la sensazione che si trattasse, perché al momento che sono stati visti che sparavano e che si stavano allenando e via dicendo abbiamo subito pensato che si trattasse di gente, insomma di individui poco raccomandabili, e non ci siamo posti altri problemi, allora chiaramente abbiamo preso le nostre misure, siamo intervenuti arrivati sul posto.

DOMANDA – Come siete andati?

RISPOSTA – Siamo andati con la nostra campagnola che avevamo.

DOMANDA – Quindi sulla vostra campagnola chi c’era, lei con Muffini?

RISPOSTA – Io con il brigadiere Muffini, sì.

DOMANDA – Basta?

RISPOSTA – Basta.

DOMANDA – Poi c’erano altre due, c’erano delle altre macchine?

RISPOSTA – No, no, noi siamo andati soli, io e il brigadiere Muffini con le nostre armi in dotazione.

DOMANDA – Mi decisi un po’ meglio questo proposito, visto che ne sta parlando, lei in particolare com’era armato, che aveva?

RISPOSTA – Io ricordo perfettamente che ho portato due mab, moschetto automatico.

DOMANDA – Che è quello di ordinanza.

RISPOSTA – È chiaro, in più ho portato anche il mio moschetto 91 38 perché era un’arma alla quale io sono stato molto affezionato perché ho anche alcune licenze premio.

DOMANDA – Questi due mab erano una di pertinenza suo e uno di Muffini oppure non so, queste armi erano indistinte?

RISPOSTA – Questo non glielo posso precisare perché le armi in dotazione, il moschetto 91 38 quello era stato assegnato a me personalmente.

DOMANDA – Quindi era il suo fucile quello.

RISPOSTA – Sì, certo, è un’arma in dotazione personale.

DOMANDA – Invece i mab?

RISPOSTA – I mab sono in dotazione alla stazione dei carabinieri.

DOMANDA – Quindi il moschetto 91 era suo, era l’arma in dotazione a lei, individuale, invece i due mab appartenevano alla caserma insomma.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Quindi poteva prenderli chiunque, però trattandosi pur di armi di ordinanza.

RISPOSTA – Chiunque no.

DOMANDA – Comunque non dall’esterno della caserma, si capisce. Va bene, come mai ha preso il fucile in più, un’arma in più.

RISPOSTA – Ho preso l’arma mi allunga in più perché mi sono posto il problema, proviamo, andiamo su, ci troviamo di fronte a gente che è armata, quindi mi potrebbe servire a distanza con quell’arma lì, ovviamente se ci sarà un conflitto a fuoco, che purtroppo c’è stato, è ovvio che con

quell’arma lì a lunga distanza posso anche difendermi insomma, cosa che io non potevo fare con l’arma che è il mab che è automatico, perché quello spara al massimo 30 o 40 m, tutto qua.

DOMANDA – Quindi cosa succede?

RISPOSTA – Quindi per strada, allora ho detto al mio brigadiere, comandante di stazione dico brigadiere, aspetti poco poco, anzi preciso, il brigadiere mi fa “Mancini come mai lei ha portato anche il mab?” dico “guardi brigadiere, lei lo sa, io gliel’ho detto anche poco fa, l’ho portato per questo motivo”, dice “va bene, non fa niente”. Per strada gli ho anche chiesto dico “ci fermiamo per favore un attimo vediamo un po’, proviamo le armi che funzionano”.

DOMANDA – Non era una verifica da fare prima di partire?

RISPOSTA – Quella l’abbiamo fatta, mi scusi dottore, l’abbiamo fatta quattro o cinque giorni prima, una settimana prima, non posso precisare il giorno.

DOMANDA – Cioè, c’era una cadenza di controllo delle armi?

RISPOSTA – Quasi ogni settimana il brigadiere segnava sul brogliaccio pulizia e manutenzione armi, questa è una cosa che avviene tendenzialmente, fu fatto per scrupolo di coscienza. Allora ho preso il primo mitra e ha sparato, purtroppo il secondo non ha sparato, non ha funzionato, dico “vede brigadiere che ho fatto bene a farle quest’operazione”, dice “sì Mancini”, allora lui mi fa “io mi prendo, tu ti prendi il mab, io mi prendo il tuo moschetto”, dico “d’accordo”, e siamo arrivati sul posto.

DOMANDA – Quindi il moschetto se lo prende…

RISPOSTA – Se lo è preso il brigadiere Muffini e il mab me lo sono tenuto io. Arrivati sul posto abbiamo individuato…

DOMANDA – Un momento, con gli altri, la forestale, il maresciallo Filippi eccetera quando vi siete incontrati?

RISPOSTA – Noi siamo andati con il nostro mezzo, loro o sono arrivati prima di noi, questo non me lo ricordo sinceramente, oppure subito dopo di noi.

DOMANDA – Comunque li avete trovati sul posto, vi siete riuniti sul posto?

RISPOSTA – Ci siamo riuniti sul posto, sì.

DOMANDA – Va bene.

RISPOSTA – A questo punto i due sottufficiali, vale a dire il brigadiere Muffini e anche, c’era anche il brigadiere della forestale, però devo fare un passo indietro, nel senso che prima di partire, prima di partire, questo gliel’ha chiesto il brigadiere mio al signor capitano, e mandava un po’ di rinforzi insomma, difatti il capitano acconsentì e mando una Giulia con a bordo maresciallo capo credo che era Filippi, maresciallo capo Filippi e altri tre carabinieri, quindi altri quattro uomini, lì ci riunimmo tutti lì sopra. Una volta riuniti lì, due sottufficiali è il maresciallo Filippi…

DOMANDA – Ma vi siete riuniti prima di accedere, di andare nel luogo dove c’era la tenda?

RISPOSTA – Sì, sì. Il maresciallo Filippi e il brigadiere Muffini eravamo lì, sono disposti, loro si sono messi sotto 1 m dalla tenda, perché la tenda e poi stata individuata…

DOMANDA – Quindi voi avete visto questa tenda, questa tenda ponderata più o meno?

RISPOSTA – Circa 2 m, 1 m e mezzo, 2 m, non di più.

DOMANDA – Va bene, la Land Rover a che distanza era?

RISPOSTA – Da me poteva essere distante 5 m.

DOMANDA – Quindi vicina insomma?

RISPOSTA – Sì, vicina, mentre invece dai due sottufficiali qualche metro in più.

DOMANDA – Senta, chi è che comandava le operazioni, cioè, una volta che vi siete riuniti tutti chi è che diceva come vi dovevate appostare?

RISPOSTA – I due sottufficiali si sono messi di fronte a questa tenda, allora a noi e ai carabinieri, gli altri ci hanno fatto mettere in modo un po’ sparpagliati, tanto è vero che io mi sono messo dietro un albero, insomma, abbiamo accerchiato per il 70%, abbiamo accerchiato solo il lato davanti alla tenda ecco.

DOMANDA – Insomma, lei esattamente rispetto alla tenda, rispetto alla parte anteriore della tenda, all’apertura principale diciamo, lei dov’era?

RISPOSTA – Io mi trovavo sulla parte sinistra.

DOMANDA – Sinistra davanti o dietro?

RISPOSTA – Davanti, laterale.

DOMANDA – Sinistra guardando la tenda?

RISPOSTA – Ricordo così.

DOMANDA – Cioè guardando la tenda?

RISPOSTA – Guardando la tenda io potevo essere pressappoco sul lato sinistro ecco, a circa 4 m, 5 m, una cosa del genere. Allora i due sottufficiali hanno intimato, o per meglio dire, il brigadiere Muffini oppure il maresciallo Filippi ha detto “siamo ai carabinieri, uscite fuori dalla tenda”, lo ha ripetuto tre o quattro volte però nessuno, in pratica nessun è uscito subito. A questo punto ha ripetuto mi pare la terza o quarta volta di uscire, è una persona ha fatto capolino dalla tenda e ha detto “sì, stiamo uscendo” e subito è uscito il primo, subito è uscito il primo, uscendo il primo i due sottufficiali lo hanno preso, lo hanno spostato dalla tenda davanti, portandoselo dietro cioè, lo hanno perquisito gli hanno fatto con le mani in alto, lo hanno lasciato lì, sempre rimanendo però…

DOMANDA – A che distanza dalla tenda è stato messo?

RISPOSTA – Sette o otto metri.

DOMANDA – Senta, c’è stato un problema di documenti?

RISPOSTA – Questo non lo ricordo questo particolare, ma credo di si, che abbiano chiesto i documenti per l’identificazione.

DOMANDA – Va bene, il primo esce, il primo chi sarebbe? Lei poi è in grado di attribuire un nome?

RISPOSTA – Questo non lo so, non me lo ricordo, anche perché non ero addetto al controllo dei documenti, quindi c’erano i due sottufficiali. Il secondo è uscito dopo un paio di minuti ed è uscito anche questo, quindi hanno fatto la stessa operazione, si è portato appresso i due sottufficiali, sarà stato identificato, se gli hanno chiesto i documenti o no, questo io stavo da un’altra parte quindi non mi ricordo se li ha consegnati o no, ma credo di sì, ci aspettavamo, perché questi individui erano quattro, ne mancava uno all’appello, il terzo.

DOMANDA – Che ne sapevate?

RISPOSTA – Perché evidentemente erano stati visti dalla forestale prima.

DOMANDA – Cioè, voi sapevate già quanti dovevano essere quindi prima delle operazioni?

RISPOSTA – Io ricordo vagamente questo particolare, ricordo con precisione il primo, ho parlato di quattro perché, perché il primo la sera, il quarto cioè, la sera prima aveva lasciato il posto e si è recato a Milano per firmare il libro della libertà vigilata.

DOMANDA – Questo l’ho saputo dopo ovviamente.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Lasci stare quello che si è saputo dopo, perché questo è di dominio pubblico, ma io le chiedo, quando siete andati lì, se se lo ricorda ovviamente, vi aspettavate di trovare tot persone oppure l’idea era vaga?

RISPOSTA – Io questo particolare non me la ricordo, però probabilmente, può essere successo da quando sono stati identificati primi due o il brigadiere col maresciallo di Città Ducale avrà chiesto quanti siete, quanti non siete insomma, e allora abbiamo aspettato il terzo. Il terzo ci ha spiegato più del dovuto rispetto ai primi due ad uscire, a questo punto…

DOMANDA – Lei lo vedeva bene quando è uscito, lei era sempre a pochi metri dalla tenda?

RISPOSTA -.Io ero nascosto dietro un albero.

DOMANDA – Dietro un albero, ma Lei prima ha detto che era, non so, quattro o cinque m, una cosa del genere, dalla tenda. Lei era rimasto lì?

RISPOSTA – Certo, io sono rimasto sempre lì.

DOMANDA – Quindi era pochi metri quindi vedeva abbastanza distintamente. Questo che fa?

RISPOSTA – Il terzo è uscito.

DOMANDA – Il terzo è quello che poi è morto?

RISPOSTA – Esattamente, il terzo è uscito, anziché portarsi verso la direzione dei due sottufficiali, perché credo che dall’interno lui ha potuto vedere i precedenti movimenti dei suoi colleghi, non si è diretto verso i due sottufficiali, addetti al controllo, ma bensì stava venendo verso la mia direzione, è uscito dalla tenda con le mani in tasca.

DOMANDA – In tasca?

RISPOSTA – Sì, con le mani in tasca, e appena è uscito ripeto, stava prendendo la direzione verso dove io ero dietro l’albero, anziché portarsi verso i due sottufficiali che stavano di fronte alla tenda. A questo punto io…

DOMANDA – Come mai, non gli stavano dietro come gli altri due?

RISPOSTA – Come?

DOMANDA – Lei prima ha raccontato che le prime due persone uscite sono state accompagnate, mani in alto, insomma perquisite.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Il terzo come mai non c’è stata questa attenzione da parte dei suoi colleghi?

RISPOSTA – I miei superiori, anche noi ci aspettavamo che uscisse impiegando lo stesso tempo che hanno impiegato gli altri due, quindi c’è stato all’incirca un minuto in più, non posso essere preciso, due minuti, 50 secondi, però con un leggero ritardo rispetto agli altri, quindi stava venendo verso di me con le mani in tasca e indossava anche un giubbotto pressocché del tipo militare. Quando io mi sono spostato dietro l’albero, mi sono portato allo scoperto, questo non ha fatto altro che, con la pistola che aveva dentro la tasca, ha sparato il primo colpo, ha sparato il primo colpo…

DOMANDA – In che direzione ha sparato questo colpo?

RISPOSTA – Nella mia direzione, tanto è vero che io ho sentito il colpo nell’addome, quindi istintivamente…

DOMANDA – Nello stomaco?

RISPOSTA – Non dello stomaco, nell’addome, quindi istintivamente, essendo anche già ferito, istintivamente ho mollato il mio mitra, l’ho mollato per terra e ripeto, istintivamente ho fatto, mi sono scagliato contro di lui per prenderlo, anzi, premetto che quando sono uscito diciamo che visto che lui stava venendo verso di me, ma in una frazione di secondo però, volevo chiaramente indirizzarlo verso dove stavano i due sottufficiali, però lui immediatamente ha sparato, perché mi ha visto, evidentemente lui non si aspettava la mia presenza, forse non mi aveva visto io stavo dietro l’albero. A questo punto ho subito il colpo, ho accusato il primo colpo, ho buttato, ripeto, il mitra per terra, buttato, lasciato per terra, istintivamente mi sono scagliato contro di lui, l’ho afferrato…

DOMANDA – Aspetti un momento, ma lei a quanti metri era da lui quando successe, quando le ha sparato?

RISPOSTA – Potevano essere, se dalla tenda erano 4 m, potevano essere 3 m, aveva fatto circa 1 m, non lo so, appena uscito dalla tenda.

DOMANDA – Senta una cosa, ma lei poi le lesioni ha subito? questo colpo all’addome quanto è stato veggente, che malattie ha avuto poi?

RISPOSTA – Se permette posso terminare il discorso?

DOMANDA – Per capire un momento la serietà.

PUBBLICO MINISTERO – Però noi gradiremmo che terminasse Signor Presidente, poi approfondiremo in ordine alla serietà, cioè, facciamo terminare la risposta il teste, poi facciamo tutto il resto.

PRESIDENTE – Ma io voglio capire che tipo di ferita, di che tipo di ferita si trattava insomma per comprendere il suo comportamento.

PUBBLICO MINISTERO – Non aveva perso conoscenza?

RISPOSTA – Ci devo arrivare Signor Presidente.

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