Irma Chiazzese Mattarella – dichiarazioni 8.7.1986

“Confermo, previa lettura avutane, le dichiarazioni da me rese al P.M. di Palermo ed al G.I. di Palermo… Debbo effettuare però le seguenti precisazioni in ordine alle modalità dell’assassinio di mio marito che a suo tempo non riferii compiutamente, essendo stata interrogata nella immediatezza dell’assassinio ed essendo, quindi, ancora sconvolta per quanto era accaduto.
Il giovane che poi uccise mio marito io lo vidi, ancor prima che sparasse, quando scesi da casa per prendere posto nell’autovettura, posta a circa 15 metri. Il luogo dove dovevo recarmi era lo scivolo posto davanti all’autorimessa dove mio marito custodiva l’autovettura. Detto scivolo dista dal portone di ingresso di casa mia circa una ventina di metri e, per arrivarvi, bisogna percorrere il marciapiedi di via Libertà antistante al Bar “Astoria”. Nell’uscire dal portone e giunta sul marciapiedi mi vidi tagliare la strada da un giovane di statura leggermente inferiore alla media o addirittura di statura media che indossava un k way azzurro con cappuccio in testa; infatti piovigginava.
Il giovane percorse davanti a me alcuni metri e potei notare che procedeva con passo elastico ed ondeggiando leggermente le spalle; in sostanza mi diede l’impressione di un’andatura ballonzolante…

mattarella

Come dissi a suo tempo, trattasi di un giovane di circa 22, 23 anni dal comportamento glaciale e dal viso piuttosto rotondo e dalla carnagione chiara. Mi colpì, di questo viso, in particolare, il contrasto fra i lineamenti del volto, gentili, e lo sguardo spietato. Gli occhi, in particolare, avevano una particolarità che non so come esprimere ma che mi sembra possa riassumersi nel fatto che, forse, erano piccoli e, o troppo ravvicinati o troppo distanti tra di loro. I capelli erano castano chiari quasi sul biondo, molto lisci e con ciuffo sul lato destro… come ho già detto altre volte sono rimasta particolarmente colpita dai dati somatici dell’assassino da me testé indicati. Tuttavia né adesso né credo prima sono sicura di essere in grado di riconoscerlo. L’evento è stato tanto traumatico che non posso dire se, ora come allora, anche se mi venisse mostrato il vero assassino, potrei riconoscerlo”.

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