Marco Affatigato – dichiarazioni 23.04.1992

Adr: attualmente non ho procedimenti penali pendenti in Italia, ne’ pene da espiare. Prendo atto che vengo sentito percio’ in qualita’ di testimone.

Adr: nell’ intervista rilasciata a Samarcanda effettivamente ho fatto riferimento ad un’ attivita’ di indagine e ricostruzione delle attivita’ stragiste in Italia che sto tuttora svolgendo. In Francia sono in contatto con persone che non intendo nominare, almeno per il momento, – si tratta di cittadini Italiani, francesi e tedeschi – che mi forniscono informazioni soprattutto in merito alla manipolazione e all’ utilizzazione dei movimenti di destra da parte dei servizi segreti. Non nomino queste persone perche’ sono certo che mi smentirebbero e percio’ invaliderebbero quanto sto dicendo. Spero di poterlo fare in futuro. Il quadro che emerge dalle informazioni che ho acquisito in questo modo e’ il seguente. Dal 1972 al 1976l’ Italia e’ stata utilizzata come punto di passaggio di esplosivi provenienti dall’ Olp e dalla falange libanese e destinati all’ Eta e all’ Ira. Il passaggio di questi esplosivi attraverso l’ Italia sarebbe stato gestito da vari elementi della destra, fra i quali alcuni di Ordine Nuovo. I soggetti piu’ attivi in questa operazione furono Lotta di Popolo per quanto riguarda il centro – sud ed il gruppo di Freda.

Adr: le iniziative di Spiazzi Amos nell’ ambito dei gruppi dannunziani non hanno nulla a che fare con queste persone. Nell’ arco di tempo che sto ora considerando vi furono dei resort fra italiani francesi, palestinesi e falangisti. Preciso che il rapporto coi falangisti inizio’ soltanto nel 1976.

SPIAZZIa

Adr: i gruppi di destra Italiani venivano compensati per questa attivita’ di smistamento, anzi di “incamminamento” di esplosivo con forniture di esplosivi ed armi.
In questo momento non posso essere piu’ preciso in ordine ad eventuali nessi fra tale traffico di esplosivi e singoli attentati avvenuti in quegli anni. In particolare circa l’ attentato al treno Italicus richiamo la sua attenzione su dichiarazioni da me rese anni addietro in merito al gruppo della Val di Nievole e a riunioni che gli esponenti di questo gruppo tentavano, soprattutto a Pescia. In proposito confermo le mie vecchie dichiarazioni. Il maggior esponente del gruppo della Val di Nievole era il Brandani. Alle riunioni partecipavano il anche Catola ed il Lamberti. Gli altri partecipanti li ho gia’ menzionati in precedenti verbali che confermo. Aggiungo, sempre con riferimento al tempo dell’ attentato al treno Italicus, anzi all’ anno precedente, che a Lucca, mi pare in incontri avuti con il Tomei, mi fu detto che stava per essere organizzato un colpo di stato. Rettifico, nel corso di riunioni, tese appunto ad organizzare la partecipazione di Ordine Nuovo ad un imminente colpo di stato, appresi che in questa iniziativa era coinvolto anche il democristiano Di Iorio Filippo ed esponenti socialdemocratici.

Adr: il nome di Mannucci Benincasa Federico l’ ho sentito fare soltanto un paio di anni or sono allorquando il mio nome fu messo in relazione ad una sua relazione sul caso di Ustica. Non so se ho mai incontrato questa persona. Potrei dirlo soltanto se ne vedessi la fotografia. Ho avuto degli incontri a Firenze, ad Empoli, ed a Pisa ai quali hanno partecipato anche il tuti ed altre persone. Di tali incontri ho parlato dettagliatamente nei miei precedenti verbali e ritengo probabile che a tali incontri abbiano partecipato anche elementi dei servizi o elementi ad essi collegati.

Adr: prendo visione della fotocopia della agenda sequestratami in occasione del mio arresto a Montecarlo nell’ aprile 1980. Fra i nomi in essa riportati noto quello di Tesseire Jean Marc. Questi e’ la persona che venne ad informarmi che stavo per essere arrestato per la strage del 02.08.80. Il Tesseire mi avverti’ il giorno prima dell’ arresto. Prendo atto che Delle Chiaie sostiene che fu lui che venne ad avvertirmi o che comunque mi spedi’ Tesseire a poche ore dalla strage. Escludo che Delle Chiaie sia venuto da me. Il Tesseire venne ad avvertirmi assieme a tal De Courcel il cui nome compare anch’ esso sull’ agenda che sto esaminando. I due erano insieme ad un altro che si qualifico’ come un appartenente alla polizia. Secondo me fu per iniziativa della polizia che venni avvertito. Preciso di non aver mai visto Delle Chiaie Stefano. Comunque venni informato che costui si trovava a Nizza al tempo del mio arresto, esattamente nell’ abitazione del Tesseire. Cio’ lo appresi dal Giorgi durante la comune detenzione nel carcere di Ferrara.

Adr: prendo atto che da elementi acquisiti nell’ istruttoria risulta che Durand Paul era un ispettore in prova. Cio’ non e’ vero. In realta’ aveva incarichi importanti concernenti la protezione fisica di personalita’. In Francia incarichi di tale genere vengono conferiti solo a chi e’ in rapporto con Dst. Il discorso circa lo scambio fra me e il Durand di cui parlo nella mia intervista a Samarcanda, ha riferimento in articoli di stampa comparsi sul quotidiano “La Marsigliese” un paio di anni or sono. La Marsigliese e’ un organo del partito comunista legato allo “Umanite'” e stampato a Marsiglia. Su tale quotidiano vennero pubblicati stralci virgolettati di documenti interni del servizio francese che facevano riferimento appunto a questo scambio. Successivamente alla pubblicazione di questi articoli il Durand venne espulso dalla polizia e quindi arrestato per riciclaggio. Si trova tuttora in carcere, o almeno fino a sei mesi fa era detenuto. Si dà atto che alle ore 18.30, mentre era in corso la verbalizzazione di questi ultimi periodi interviene il gi di Roma dr Priore Rosario, nonche’ il pm Salvi e Roselli, assistiti dalla signora Renzi, nonche’ dal funzionario della polizia di stato Eufemia G. e dall’ assistente della polizia di stato Cacioppo.

Adr: come ho detto il numero della Marsigliese che ha pubblicato le notizie di cui sopra risale a marzo – aprile di due anni fa. I documenti della Dst erano riportati tra virgolette ed erano indicati come fonti ufficiali. Nel documento riportato tra virgolette si parlava del ministro della giustizia francese Perefit e del primo ministro barre. Si parlava anche di una conversazione telefonica nella quale l’ interlocutore Italiano era il presidente del consiglio all’ epoca e cioe’ Cossiga, da me definito erroneamente nella intervista ministro degli interni. Io fui estradato il 6.9.80. In concomitanza; secondo il documento pubblicato dalla marsigliese, il Durand Paul sarebbe stato riconsegnato alla Francia. Dal testo del documento si puo’ presumere che in conseguenza di questo scambio, anzi uno degli elementi dello scambio era da parte Italiana l’ assicurazione che non vi sarebbero stati approfondimenti di indagine a carico di Durand Paul.

Adr: tornando all’ esame della fotocopia della mia agenda sequestratami in occasione del mio arresto a Montecarlo, premetto che non sono certo che mi sia stata formalmente sequestrata. E’ possibile, invece, che sia stata semplicemente acquisita e fotocopiata. Preciso inoltre che a monaco fui sottoposto a fermo per circa due giorni dalla locale polizia. Nella fotocopia in questione noto i seguenti nominativi: Debbie Jane Price; Hugh Burbridge. Questi, unitamente a quello di Stuart Redcliffe e Robert Conally sono stati utilizzati nelle informative Sismi a mio carico. Le persone che ho ora nominato erano semplicemente amici della mia compagna Luisa Kemp e con esse ho anch’ io intrattenuto rapporti di amicizia.

Adr: a Montecarlo venni fermato subito dopo l’ incontro con tale George ed un altro americano della CIA Italiana che in precedenza si era incontrato in Italia con Soffiati Marcello. Sulla fotocopia di cui sto prendendo visione puo’ essere che sia annotato – codificato con modalita’ che ora non ricordo – il numero di telefono di George. Dovrebbe essere il numero 3260850, sotto cui compare l’ annotazione 18.30. Esaminando la fotocopia dell’ agendina in questione non noto altri nomi di persone coinvolte in attivita’ politiche o appartamenti a servizi segreti.

Adr: l’ ufficio mi mostra copia del pv di sequestro relativo al mio arresto dell’ 6.8.80 e segnala alla mia attenzione il cartoncino  recante quattro nomi. Dopo aver esaminato questi nominativi (Grier D., d. M. Jeal, a. P. Griffith, M. R. Jensen) dico che non ricordo a chi si riferiscono. Questo cartoncino e’ cosa diversa dall’agendina piccola contenente nominativi di appartenenti ai servizi francesi della quale ho gia’ parlato in precedenti verbali.

Adr: non ricordo questo cartoncino menzionato nel verbale di sequestro, ma non escludo che in esso fossero riportati nominativi concernenti la mia attivita’ coi servizi francesi.

Adr: al momento dell’ arresto del 6.8.80 mi furono anche sequestrati alcuni fogli – cinque o sei – che erano stati trafugati dall’ archivio di una base di supporto del Mossad a Nizza. Tale base utilizzava come copertura la societa’ KKL. I fogli erano stati trafugati, a mia richiesta, da quel tale, cittadino francese, di cui ora non ricordo il nome, ma che ho gia’ menzionato in altri verbali come colui che doveva portarmi le pastiglie al cianuro che dovevano essere utilizzate per uccidere Delle Chiaie. Ora che l’ ufficio me lo rammenta confermo che questa persona si chiama Milan Daniel.

Adr: prendo visione di altre fotocopie di agende. L’ una inizia con la data del primo giugno e rilevo che e’ parte di un’ agenda che mi e sta sequestrata il 6.8.80. L’ altra inizia con la data del 29 gennaio secondo me si tratta di fotocopie tratte dalla stessa agenda di cui sopra. Alla data del 9 dicembre, sotto il numero d’ ordine 57, compare il nome George. Questi era il capo della sezione CIA competente per sud della Francia. Rettifico facendo presente che George non era ovviamente il capo della stazione CIA in Francia perche’ una persona di tale livello non avrebbe rapporti diretti con me. Egli era invece la persona con la quale ero in contatto diretto per riferire in merito a quanto acquisito nella mia operazione di infiltrazione nel gruppo iraniano. Ricordo che presentavo dei rapporti scritti a firma Belmondo. Ricevevo per la mia attivita’ , anzi ho ricevuto per la mia attivita’ un rimborso spese che ho sottoscritto per ricevuta col nome di Belmondo con firma di mio pugno.

Adr: il gruppo in cui mi ero infiltrato era organizzato da iraniani komeinisti, ma ne facevano parte anche dei nicaraguensi e dei francesi. Sia i francesi che i nicaraguensi non avevano ragioni ideologiche per militare in questo gruppo, ma venivano per questo pagati. George mi mostro’ un album fotografico raffigurante il personale dell’ ambasciata dell’ Iran a Parigi e nella foto di uno degli Attacher riconobbi il capo di questa organizzazione o meglio uno dei piu’ importanti esponenti di questa organizzazione. Fu George a dirmi che si trattava di un Attacher.

Adr: come ho gia’ detto in altri verbali ho conosciuto Soffiati in carcere a Firenze nel 1976 e da allora ho sempre intrattenuto rapporti con lui. Nel 1978 andai latitante in Francia, ma anche allora tenni contatti con il Soffiati, dapprima soltanto telefonici. Come ho gia’ detto e’ a lui che parlai della possibilita’ di infiltrarmi in un gruppo terroristico iraniano ed e’ tramite il Soffiati che entrai in contatto con la cia. Ripeto che tutti gli elementi utilizzati per alludere alla mia implicazione nel fatto di Ustica e nella strage di Bologna (penso al possesso del Boume & Mercier, ai nominativi utilizzati nelle informative sismi, al nome di copertura Agli Leonardo, all’ indicazione della mia residenza a Nizza), non possono che provenire da Soffiati Marcello.
Affermo questo poiche’ lui era venuto ripetutamente in Francia, a Nizza, dove l’ avevo ospitato anche assieme alla sua famiglia. Le visite del Soffiati risalgono ad un arco di tempo che va dal gennaio 1980 all’ estate dello stesso anno. A volte restava tre giorni, a volte anche di piu’. In tali circostanze ha avuto occasione di constatare che possedevo un Boume & Mercier, ha conosciuto il mio nome di copertura ed il mio indirizzo ed inoltre ha avuto la possibilita’ di guardare le mie agende. Faccio notare che il nome di Fredricson Marc non compare nell’ agenda fotocopiata in occasione del mio fermo dell’ aprile a Montecarlo e che tale nome e’ collocato invece nelle informative sismi che mi riguardano.Faccio presente poi come peraltro ho gia’ detto in vari verbali, che anche tale Ingravalle Francesco conosceva il mio nome di copertura, cioe’ Agli Leonardo, ma l’ Ingravalle non sapeva che tale nome si riferisse alla mia persona.

Adr: le visite di Soffiati risalgono certamente ad epoca anteriore al fatto di Ustica, non so, tuttavia, se ve ne siano state anche di successive. Certo e’ che ricevetti l’ incarico di redigere il documento “movimento forze armate per l’ indipendenza” in epoca antecedente al fatto di Ustica. Questo incarico lo accettai volentieri in quanto ero malvisto nell’ambiente della destra in quanto ero ritenuto responsabile dell’arresto di Tuti. Il fatto che mi venisse richiesto di redigere un documento di tale importanza, e mi venisse richiesto da persone dell’ autorevolezza di Spiazzi, era per me il segno che potevo riaccreditarmi nell’ ambiente di Ordine Nuovo e nel movimento della destra in generale.

Adr: circa il volantino rinvenuto a Venezia voglio far notare che Ingravalle non poteva identificare Agli Leonardo con la mia persona se non a seguito di un chiarimento in tal senso da parte del Soffiati e che, per converso, doveva esservi un rapporto stretto tra Soffiati e Ingravalle se il primo ha potuto apprendere dal secondo che ero in corrispondenza con lui.

Adr: nel corso del nostro rapporto ho trasmesso al Soffiati delle note informative e questi, a sua volta, le passava a Spiazzi. Fra queste note puo’ essere che ve ne fosse una recante i nominativi del personale del Mossad, da me acquisita con le modalita’ che ho gia’ detto prima. Ricordo che questa acquisizione risale al luglio ‘80. Ricordo poi che fra queste ve ne era una, anzi ve ne erano diverse, indicanti i nomi di esuli argentini, o di altro paese del Sud America, ricercati dagli stati di provenienza, nonche’ dalla Cia. Uno di questi risiedeva a Firenze e so che e’ stato arrestato. Cio’ mi e’ stato detto dal Soffiati.

Adr: come ho gia’ detto in un precedente verbale, prima del fatto di Ustica, nel mese di giugno ‘80, la polizia francese mi informo’ che Cavallini era riuscito ad avere il mio indirizzo di rue Symeane e che era intenzionato ad uccidermi. Cambiai quindi residenza il giorno stesso trasferendomi in rue Bomo. Ricordo che Soffiati non mi e’ mai venuto a trovare presso questo ultimo indirizzo per cui sono certo che i nostri rapporti, se non altro diretti, si interruppero nel giugno ‘80.

Adr: il Boume e Mercier l’ avevo acquistato in Italia nel 1977 e non aveva nessuna caratteristica particolare. La mia famiglia sapeva che lo possedevo.

Adr: il Soffiati mi ha detto che il mio contatto con la CIA relativamente alla questione del gruppo terroristico iraniano ebbe luogo tramite Spiazzi che si rivolse alla stazione CIA a Milano, che a sua volta riferi’ a quella a Parigi.

Adr: il Soffiati mi disse che il documento che mi aveva incaricato di redigere era stato commissionato da Spiazzi, cio’ sin dal primo momento.

Adr: confermo che secondo me Soffiati lavorava per il Sismi e per la Cia. Nel carcere di Firenze, durante la comune detenzione mi rivelo’ di aver frequentato un corso a Camp Darby.

Adr: Soffiati mi parlava di depositi di armi situati in veneto, di contatti con ambienti militari e con basi Nato e rileggendo oggi tutto questo tenendo conto di quanto e’ emerso su Gladio, sono convinto che Spiazzi e Soffiati facessero parte di tale struttura, o meglio dell’ articolazione nord orientale di tale struttura. Ricordo che io stesso partecipai ad una riunione a Padova della quale ho gia’ parlato in altro verbale, risalente al 1974 ed alla quale partecipo’ anche Nessenzia Oscar, un certo Tonin o Tonino ed altri che ho gia’ a suo tempo menzionato. Ho frequentato Padova solo fino al 1974, come ho gia’ detto in altri verbali (26.03.83 al GI di Bologna). Non ricordo una persona anziana che frequentasse il gruppo di Padova. Il nome di del re aldo non mi dice nulla.

Adr: ripeto che a casa mia a Nizza a parte il Soffiati non e’ venuto nessuno. Il Tomei sapeva che abitavo a Nizza e poteva venire a conoscenza del mio indirizzo, come altri della destra lucchese; Tuttavia non poteva sapere il contenuto delle mie agende, ne’ che potevo avere un Baume & Mercier. Infatti non vedevo il Tomei o meglio non lo frequentavo piu’ da parecchio tempo.

Adr: il nome di Salvarani mi e’ noto e mi pare di essere stato in corrispondenza con lui che mi inviava giornali di Terza Posizione. E’ vero che trovandomi nel carcere di Ferrara resi dichiarazioni confidenziali al maresciallo Migliano. Ricevo parziale lettura dell’ appunto del maresciallo Migliano del 27.05.81, per la parte relativa al Salvarani. Prendo atto che dissi a Migliano di essere conosciuto dal Durand Paul con il nome di Nico Leonardo e che questi era l’ unico a conoscermi con tale nome. Prendo atto inoltre di avere detto di essere a conoscenza di un rapporto tra il Durand e il Salvarani. Non ricordo attraverso quali fonti abbia appreso notizie circa questo contatto, certamente non puo’ essere che dallo stesso Durand Paul a seguito di intercorse telefonate. E’ vero che al Durand ero noto con il nome di Nico Leonardo oltre che col mio vero nome. Non ho utilizzato il nome Nico, invece, con Soffiati, il quale, lo ripeto, sapeva che il mio nome di copertura era Agli Leonardo. Prendo atto che nell’ appunto che mi viene letto attribuisco il volantino rinvenuto a Venezia al Salvarani. Cio’ e’ evidentemente frutto di un equivoco poiche’ il Salvarani non mi conosceva con il nome riportato sul volantino, ma soltanto con quello di Nico.

Adr: mi trovavo nella sala da bagno della mia cella, nel carcere di Ferrara, allorquando nella cella entro’ il Ferrini. Rettifico precisando che non entro’ ma semplicemente fece aprire la porta e resto’ sulla soglia. Lo udii gridare “dov’ e’?”. L’ agente di custodia fece in tempo a chiudere la porta prima che il Ferrini entrasse. Ferrini l’ avevo in precedenza conosciuto sempre nel carcere di Ferrara, ma non avevamo parlato di nessun argomento di particolare rilievo. Si facevano i soliti discorsi fra detenuti.

Adr: ricevo lettura di alcune dichiarazioni rese nel processo di Ferrara in merito al Ferrini. Queste dichiarazioni non corrispondono a verita’. Sono soltanto una versione di comodo da me resa per assicurarmi la sopravvivenza nell’ ambito carcerario.

Adr: circa i tentativi di coinvolgermi nel fatto di Ustica e nella strage di Bologna, formulo l’ ipotesi che questi siano da attribuire alla componente filo araba dei servizi, la quale aveva interesse a bruciarmi e ad impedirmi percio’ di sventare quegli attentati e quelle operazioni che il gruppo in cui ero infiltrato aveva intenzione di porre in essere sul territorio europeo. Non sono in grado di formulare in proposito altre ipotesi. Dopo Ustica non ci fu nessuna reazione, anche perche’ Ustica non ebbe una grande risonanza sulla stampa internazionale. Naturalmente il mio coinvolgimento nella strage di Bologna ed il mio arresto mi impedirono di proseguire nella mia attivita’.

L.c.s. ­

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