Giorgio Muggiani – dichiarazioni 14.03.1986

Ero segretario generale del comitato tricolore. Questa organizzazione si occupava di politica scolastica e raccoglieva ragazzi di destra che studiavano nelle medie superiori. L’ inizio di questa mia attivita’ risale al 1969.
Il Comitato Tricolore era nato nell’ambito del Msi sotto la egida di Servello, quasi in contrapposizione alla Giovane Italia alla quale invece si interessava il senatore Nencioni. Sono stato inoltre uno dei fondatori della Maggioranza Silenziosa. Il Comitato Tricolore nel 1970 si rese autonomo dal Msi e fu riassorbito quindi nel FDG nel 1972.
Rimase tuttavia una struttura autonoma, il “Centro Studi Comitato Tricolore” che ebbe vita sino al 1979 – 1980. Nell’ ambito delle mie attivita’ sono entrato in contatto con gli ambienti della destra extraparlamentare milanese. Ricordo in particolare che c’ era una situazione di conflittualità molto accentuata fra me e “La Fenice” di Rognoni Gancarlo. I motivi di tale conflittualità stavano nel fatto che io attraverso il comitato tricolore svolgeva una politica strettamente legalitaria e rifiutavo di dare spazio a coloro che sapevo coinvolti in fatti di violenza gratuita ed in attentati. Il gruppo de “La Fenice” era costituito da un nucleo fondatore composto da Rognoni, dalla moglie, dal de amici marco, da Azzi, Marzorati, De Min e da Pagliai detto “puttino” . Attorno a questo nucleo centrale gravitavano poi Zani, Battiston Ferri, Gobis Diana. Anche Esposti Gancarlo frequentava Rognoni, cosi’ come pure brusoni luciana ai tempi del comitato tricolore.

– in ordine a Rognoni posso riferire che costui era in contatto con Signorelli il quale veniva a Milano prima di ogni attentato. Cio’ mi e’ stato detto da una ragazza gravitante nell’ ambiente della quale ora non ricordo il nome. Il Rognoni, inoltre, aveva senz’ altro rapporti col senatore Nencioni il quale curava i suoi interessi finanziari. Il Rognoni era proprietario di alcuni appartamenti e di un bungalow a celle ligure e tale patrimonio era amministrato dal Nencioni il quale, inoltre, era in relazione anche con Gobis Diana. Un’ altra persona, una ragazza dell’ ambiente della quale peraltro non ricordo il nome, mi disse di avere saputo che Rognoni prima dell’ attentato al treno di Azzi Nico, avrebbe avuto un contatto con qualche esponente delle forze dell’ordine di Torino.

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– non ho conosciuto invece Ballan marco, anche se ovviamente il suo nome mi e’ noto. So comunque di an all’ epoca facevano parte Di Giovanni, Cipelletti Claudio, Vivirito, il quale in precedenza era stato espulso dal comitato tricolore per traffico d’armi. Non ricordo in questo momento il nome di altra gente di AN. Faccio presente, comunque, che vi era un notevole interscambio tra diversi gruppi. Cosi’, ad esempio Zani era stato nella Giovane Italia, nel Fronte, in AN, ne “La Fenice” ed in Ordine Nero. Anche Di Giovanni ha avuto analoga vicenda politica ed inoltre di recente si e’ avvicinato ad Alleanza Cattolica.

– Cagnoni era al Msi e milita tuttora in tale partito. Anche il Cagnoni gravitava nell’ ambiente de “La Fenice” ma era un personaggio del tutto secondario.

– non ho conosciuto persone di altre citta’ che abbiano frequentato questi ambienti milanesi. In particolare escludo di avere conosciuto persone di Ascoli Piceno, bolognesi o toscani. Mi e’ capitato di incontrare Affatigato Marco ad ancona verso il 1975 – 1976 allorche’ mi recai a far visita a dei miei conoscenti di quella citta’. All’ epoca l’ Affatigato si occupava di una pubblicazione sui detenuti di destra.

– circa la latitanza del Rognoni so che costui e’ stato a Lugano ospite di Mainardi. Rognoni conosceva senz’ altro Angeli Angelo molto bene, ma non so se abbia avuto rapporti con lui nel periodo di latitanza trascorso in Svizzera. Il Rognoni soggiornò anche a Ginevra all’ hotel “De Nations” almeno cosi’ mi e’ stato detto a suo tempo e successivamente si trasferi’ in Spagna.

– non ho mai conosciuto Bumbaca, anche se ne ho sentito parlare. So che costui era un picchiatore amico di Radice.

– ho conosciuto Danieletti molto superficialmente. Danieletti frequentava il bar di via Borgogna ed e’ percio’ verosimile che conoscesse lo Zani, anche se non ho mai visto i due assieme.

– anche il Ferri ha appartenuto a diversi gruppi ed ha avuto una collocazione rispetto al Rognoni analoga a quella di Zani e Di Giovanni.

– conoscevo molto bene Esposti Giancarlo, tanto e’ vero che questi mi aveva offerto delle partite di armi che peraltro io rifiutai. Sul punto mi riporto alle dichiarazioni da me rese recentemente al GI di Brescia dr Zorzi. Circa la storia che Esposti fosse in contatto coi servizi segreti portoghesi, posso solo dire che mi offri’ una partita di armi di provenienza credo angolana.

– Esposti era in ottimi rapporti con Rognoni e li ho visti spesso assieme. Esposti era inoltre in stretti rapporti con il Msi e in particolare con l’ onorevole Servello. Esposti mi disse di avere dato all’ onorevole Servello una lettera relativa a “golosone” cioe’ Angeli Angelo da aprire solo in caso in cui gli fosse successo qualcosa. Naturalmente non so se cio’ sia vero. Questo e’ quello che mi e’ stato detto da Esposti.

– l’ ultima volta che ho visto Esposti risale al tempo immediatamente antecedente ad uno dei suoi arresti, precisamente quello conseguente alla accusa di avere posto alcuni chili di dinamite in una cassetta della stazione centrale. Ricordo che lo Esposti era molto teso ed aveva paura di qualche cosa.

– con riferimento a discorsi relativi a colpi di stato ricordo di avere partecipato a delle riunioni dell’ associazione “Italia Unita” . Rettifico si tratto’ soltanto di una riunione cui presenziavano sedicenti ex ammiragli ed ufficiali in congedo vi erano inoltre tre persone del Mar, una delle quali era Orlando Gaetano, le quali prospettarono la necessita’ di fare attentati ai tralicci. Si trattava di una riunione grottesca che risale agli anni 1969 – 1970. Invitato a riflettere ulteriormente sull’ epoca della riunione insisto a dire che avvenne in quegli anni.

– prendo visione di un album di foto della Digos di Bologna attualmente recante numero 87 foto numerate progressivamente. La nr 4 raffigura Affatigato, le nr 7 e 8 Zani, la nr 15 un tale milanese di nome Luciano che si occupava di una rivista di destra e che certamente conosceva Esposti. Mi e’ noto anche perche’ ricordo che ha lasciato qualche intervista. Le nr 17 e nr 19 raffigurano persone che mi pare di avere gia’ viste ma che non so identificare; la nr 24 e la 23 raffigurano il Buonocore; la 25 o meglio la persona effigiata nella nr 25 l’ ho senz’ altro gia’ vista ma non ricordo chi sia. Prendo atto che si tratta di Ferri ma in questa foto non lo avrei riconosciuto. La nr 33 raffigura Orlando Gaetano, la 47 Vivirito; la 49 Battiston; la 50 Azzi; la 51 angeli; la 52 degli occhi; la 53 qualcuno che ho gia’ visto ma che non so chi sia; La 56 la Boidi; la 59 qualcuno che non ricordo; la 64 e la 65 Rognoni; la 70 Esposti; la 71 D’Intino. Altre foto le ho gia’ viste sui giornali, quali esempio quelle di Tuti e del Gelli.

Letto confermato e sottoscritto.­

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