Appunto del comandante dei CC de L’Aquila al procuratore della Repubblica – 31.05.1974

Trasmetto l’unito appunto, significando che la per­sona che ha riferito le notizie in esso contenute, ha desiderato esporle al sottoscritto, presente il Maggiore Cosimo Muci, comandante del Nucleo di P.G. de L’Aquila.
Lo stesso ha preteso che, durante la esposizione al­lo scrivente, non fossero presenti altre persone oltre il citato ufficiale. Il giorno 30 corrente, alle ore 11,00 circa, in località Monte Rascino (Rieti), D’Intino Alessandro, nato a Milano il 29.4.1953, tratto in arresto da militari dell’Arma per concorso in tentato omicidio plurimo, detenzione e porto abusivo di armi da guerra ed associazione per delinquere, prima di esse­re tradotto al carcere, riferiva:

1.Esposti Giancarlo
-già responsabile delle S.A.M., in atto era capo di Ordine Nero;
-aveva rapporti strettissimi con Franco Freda e Bruno Stefano, con i quali, due anni orsono, era stato detenuto in uno stesso carcere;
-era amico intimo di Gianni Nardi, attualmente nell’America Latina, da dove saltuariamente raggiunge Vicenza, per far visita alla madre, vedova, sentimentalmente legata ad un ufficiale superiore in servizio a quella Base NATO;
-operava sulla base di preventive intese con Carlo Fumagalli e Kim Borromeo, a loro volta in contatto con il Gen. Nardella ed il Maggiore Spiazzi;
-era sicuro conoscitore di armi, materie esplodenti e mez­zi di trasmissione ed in grado di realizzare, con estrema facilità, qualsiasi, tipo di ordigno esplosivo, nonché im­pianti-radio per ricetrasmettere; capacità acquisite durante il servizio militare nel 183° Nembo;
-per più tempo e fino a qualche anno fa, aveva lavorato per i servizi segreti portoghesi, prendendo anche parte attiva ad un attentato contro un generale portoghese, deceduto nella circostanza.

d'intino

2.Con Esposti Giancarlo, Danieletti Alessandro e Vivirito Salvatore, era partito da Lambrate (Milano) il giorno 10 mag­gio corrente, dopo rilevata la “Land Rover”, già carica di armi, esplosivi, radio ricetrasmittente ed equipaggiamento vario, da una officina meccanica di Carlo Fumagalli; in det­ta officina vi era ricoverata anche un’altra “Land Rover”, carica di equipaggiamento per campeggi, ma priva di armi e materiali esplodenti. Tale automezzo, che doveva essere ri­tirato dopo qualche giorno da altri giovani collegati con il Fumagalli, fungeva anche da copertura di quello da loro rilevato, carico di armi.
La radio era stata acquistata circa due mesi orsono a Milano, per captare trasmissioni delle radio dei Carabinieri e della Polizia. Durante i trasferimenti da una località all’altra, la “Land Rover” veniva preceduta di due o tre chilometri dal motomezzo, guidato da Vivirito Salvatore, che aveva il compito di segnalare, con apparecchio “Talk-Walk”, la presenza eventuale di posti controllo di Carabinieri e P.S., che potevano essere elusi con aggiramenti o soste in luoghi defilati.
Vivirito fa tutt’uno con Marco Ballan, dirigente nazio­nale “Avanguardia Nazionale”, di cui è capo Stefano Delle Chiaie, attualmente all’estero ma talvolta in Italia per im­partire istruzioni alla organizzazione.

3.Gran parte delle armi dei gruppi neofascisti vengono acquistate a Genova in via Prè, abituale ritrovo di contrabban­dieri, protettori, prostitute, pregiudicati in genere, ecc.

4.Egli è uno dei dirigenti di Avanguardia Nazionale; anche Danieletti Alessandro svolge funzioni di dirigente in det­to movimento, che si articola in:
– simpatizzanti;
– aderenti;
– militanti;
– guardie runiche;
– dirigenti

Simpatizzanti, aderenti e militanti svolgono compiti marginali poiché non ancora di provata fede. Le guardie per converso, sono elementi di tutto affidamento, alle quali l’organizzazione conferisce incari­chi particolari; i dirigenti possono anche essere guardie ru­niche e viceversa. L’Avanguardia Nazionale ha per simbolo la “Runa”, segno alfabetico di popolazione germanica, nonché emblema di una divisione corazzata tedesca.

5. Da alcuni mesi tutti i movimenti extraparlamentari di destra stanno adottando particolari misure cautelative per vanifi­care le infiltrazioni di provocatori, al servizio delle pub­bliche autorità e della sinistra.
In concreto, vengono costituiti piccoli nuclei:

-nei quali confluiscono elementi, provenienti da movimen­ti o gruppi diversi della estrema destra extraparlamenta­re, ma cimentati da solidi vincoli di amicizia;
-che operano autonomamente e le cui attività sono note soltanto a pochi dirigenti; il Fumagalli ne assicura i finanziamenti.

6. Il giorno delle elezioni per il referendum aveva raggiunto con l’Esposti, il Danieletti ed il Vivirito, Roiano (Teramo), proveniente da Lambrate; tutti avevano preso alloggio nella abitazione di una pantalonaia. L’abitazione era stata affittata da Giancarlo Esposti, per 100.000 lire. Durante la permanenza in Roiano, protratteci per una quindicina di giorni ed a scopo di addestramento. più volte erano stati raggiunti da un certo Giorgio di Ascoli Piceno, conoscente dell’Esposti, ed avevano consumato pasti presso una trattoria del luogo;

7. Gianni Colombo, da Lecco, è il responsabile di Avanguardia Nazionale per l’Abruzzo; lo stesso ha contatti con Guido e Luciano. entrambi da Lanciano. Luciano, in Lanciano, lavora in uno studio legale.

8.Dal 27 al 30 giugno, a Barcellona, in Spagna, avrà luogo la “Internazionale Nera”, alla quale parteciperanno tutte le organizzazioni internazionali neo-fasciste. La Internazionale Nera è sovvenzionata dal Partito Nazionale Socialista Spagnolo.

9. Nell’ambito dei gruppi della destra extraparlamentare era maturato il convincimento che, dopo il 12 maggio, avrebbe avuto luogo un colpo di stato, protagoniste le Forze Armate, per la instaurazione di un regime presidenziale. E’ per tale motivo che, con Esposti, Danieletti e Vivirito si era trasferito sulla montagna reatina, località ottima par addestrarsi, raggiungere agevolmente Roma ed operare nel quadro ed a sostegno dei golpisti.
In relazione a ciò, anche altri nuclei di neo-fascisti dovevano trasferirsi, dall’Italia settentrionale, in località montane non distanti da Roma, per addestrarsi e rimanere in attesa.

10. La strage di Brescia secondo una sua personale valutazione è stata opera degli extraparlamentari di sinistra. Avanguardia Nazionale ed Ordine Nero erano convinti che, dopo il rapimento del giudice Sossi, vi sarebbe stato a Brescia una iniziativa di eccezionale gravità da parte dei ci­tati estremisti, che fosse  oggettivamente addebitabile agli extraparlamentari di destra e che distraesse la opinione pubblica dal caso Sossi e dalle attività delle Brigate Rosse.

Ai fini di una più aderente valutazione del fatto, si reputa giovevole sommettere che il D’Intino, nel manifesta­re i pensieri e riferire i fatti di cui sopra, alternava mo­menti di euforia e di ansia ad improvvise pause ed a preoc­cupate espressioni del volto. Nell’insieme, il D’Intino dava l’impressione di essere alquanto turbato e di avvertire la necessità di confidarsi con qualcuno nell’intento di “alleggerirsi” comunque e, nel contempo, di sviare l’attenzione degli inquirenti da responsabilità personali ben più pesanti e gravi di quelle contratte e che spontaneamente ammetteva.

L’Aquila, 31 maggio 1974

Appunto del comandante dei CC de L’Aquila, Leo Della Porta, al procuratore della Repubblica di Rieti – 31.05.1974

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