Mauro Tomei – dichiarazioni 21.01.1985

Intendo rispondere.
Si dà atto a questo punto che il GI inizialmente riceve dal Tomei una indicazione incompleta sulla procedibilità a carico di esso Tomei per fatti precedenti una sua estradizione dalla Francia, che il Tomei si riserva di chiarire con i suoi legali se debba rispondere alle domande e soprattutto se possa essere processato in presenza di questo problema dell’ estradizione. L’ avvocato Ghinelli Oreste invita il Tomei ad andare avanti con tutta tranquillita’.

A questo punto il GI chiede al Tomei se abbia visto insieme ad altri anche l’ Affatigato nei dieci giorni precedente l’arresto e se l’ Affatigato abbia accennato se pure minimamente a parte del contenuto del suo interrogatorio da parte del GI.
Tomei risponde: no, perche’ non vedo Affatigato da due o tre mesi circa e sicuramente non lo vedo da prima di Natale.

Adr: e’ vero che prima degli arresti abbiamo fatto delle ricerche anche in biblioteca e siamo andati a leggere vecchi giornali. Queste cose le ho fatte con Pera, l’ ho fatto soprattutto perche’ nella comunicazione giudiziaria che ho avuto a suo tempo c’ era una data precisa del 1981 e non avevo notizie di cosa fosse accaduto all’ epoca.

A questo punto il GI chiarisce all’ imputato che gli verranno rivolte delle domande su fatti per cui Tomei può essere stato interrogato e processato anche cento volte ma questa volta le domande riguardano un quadro generale diverso, soprattutto il GI fa presente all’ imputato che il principale oggetto di questo processo riguarda quattro attentati a binari ferroviari che sono accaduti rispettivamente l’aprile ‘74, l’aprile ‘75, il settembre ‘78, l’agosto ‘83.

Si da’ atto che mentre il GI inizia a chiarire questo discorso con l’imputato e gli fornisce un foglio su cui prendere appunti, l’avvocato Ghinelli chiede di intervenire, avuta la facolta’ l’ avv. Ghinelli anticipa di avere intenzione di produrre una documentazione che dimostri che sia indispensabile indirizzare le indagini non solo contro la destra. Il GI nell’ accettare qualunque produzione che naturalmente sia rivolta al suo ufficio non ritiene di dover pubblicizzare le indagini gia’ in corso di esecuzione.
L’ avvocato Ghinelli fa esplicito riferimento all’ esistenza di un Pratesi di Pistoia che non c’ entra nulla con Pratesi di Arezzo e spiega che questo Pratesi di Pistoia e’ stato processato per detenzione di esplosivo ed arrestato il 19.04.74 e che questo Pratesi di Pistoia appartiene alla cosiddetta sinistra.

Il GI fa presente che gli atti del Pratesi di Pistoia sono gia’ allegati al processo e che non accetta che si dica che il GI non ha fatto e soprattutto il GI pretende che in questo processo non ci siano riferimenti se non topografici ad ideologie o a partiti di nessun tipo e di nessun genere e comunque il GI invita l’ avv. Ghinelli ad esperire dovunque e comunque i rimedi giuridici che riterra’ necessari.

Adr: prendo atto che il GI mi contesta che da piu’ fonti emerge che nel gennaio ‘75 consumato il duplice omicidio di Empoli Tuti si rifugio’ a Lucca e passo’ dall’ abitazione del nonno di Pera e da li’ col Pera e con l’ Affatigato fu portato in casa di Giovannoli, ma il GI mi fa presente che sia prima che della fuga di Tuti e dopo questa fuga fra Tuti e il gruppo di Lucca vi fu un rapporto di dare e avere per decine di chili di esplosivo di cui si sono perse le tracce, il tutto da ricollegarsi all’attentato dell’aprile 75 per il quale Tuti è stato rinviato a giudizio precisandosi che si tratta dell’ attentato a Incisa.

Prendo altresi’ atto che il GI mi fa presente che vengo accusato di essermi intromesso nella protezione di Tuti e quindi di essermi inserito nella destinazione dell’ esplosivo. Non e’ vero nulla in quel periodo io non facevo parte di nessun gruppo, non so nulla della protezione di Tuti; dalla famiglia di Affatigato e magari dalla sorellina che andava a scuola con mia figlia mi fu chiesto di aiutare l’ Affatigato, io lo feci per spirito di umanita’ perche’ si trattava di un ragazzino ed ero sicuro che non aveva fatto nulla al di la’ di qualcosa di nessun conto e di nessun valore.
E’ vero che mi attivai con Pugliese Peppino a Roma per procurare documenti all’ Affatigato essenzialmente pero’ io con Pugliese parlai per avere un consiglio anche perche’ nessuno poteva pensare che l’Affatigato stava con il Tuti. Pugliese l’ avevo visto poco tempo prima e sicuramente prima del 25.12.75, certamente prima del dicembre ‘74 fui avvicinato con insistenza dal dr Ioele della questura di Lucca che mi chiese che cosa pensavo io degli attentati e siccome io non sapevo neanche che dire mi chiese di andare a Roma per vedere cosa ne pensava i vecchi ambienti ordinovisti. A Roma il Graziani non c’ era piu’ da tempo ed i familiari mi indirizzarono da Pugliese che mi disse che Ordine Nuovo aveva una sua battaglia ideologica da sostenere e non c’ entrava assolutamente con nulla e invece potevano essere gente di estrema sinistra.

Adr: e’ vero che verso la fine del 1975 a Bastia in Corsica io ho visto tanto Graziani quanto Affatigato, anzi Affatigato era arrivato in Corsica perche’ avuto il mio recapito dei parenti, mi telefono’da Marsiglia che arrivava ad Ajaccio. Graziani caccio’ via Affatigato perche’ disse che io non c’ entravo con la storia di Tuti e che Marco c’ entrava e se ci vedevano ci sapevano insieme, potevano mettere in mezzo anche me che non c’ entravo niente.

A questo punto il GI dà atto che mentre dettava queste parole e’ intervenuto l’ avv. Ghinelli dicendo che il Tomei stava dicendo che nel pensiero di Graziani Affatigato poteva entrare con Tuti.
Il GI invita l’ avv Ghinelli ad attendere che la verbalizzazione si esaurisca prima di interloquire.
Il GI dà atto che l’ avv Ghinelli si rivolge al Tomei e gli dice di non preoccuparsi perche’ prima di firmare potra’ sempre far scrivere che non ha mai detto che Affatigato c’entra e invece ha detto tu puoi entrare.
A questo punto il GI ritenuto che in questa maniera l’avv. Ghinelli avanza dubbi sulla integrita’ della verbalizzazione e soprattutto sulla genuinità di quanto il GI detta, ordina che l’ avv. Ghinelli venga allontanato dal luogo ove si svolge l’ interrogatorio.
Prima di allontanarsi l’ avv. Ghinelli avuto nell’ assenso del GI personalmente detta a verbale quanto segue:
L’avv Ghinelli intanto fa presente che la cancelliera deve attingere direttamente dalle dichiarazioni dell’ interrogatorio e ove queste siano di difficile interpretazione puo’ attendere la verbalizzazione come dettata dal GI. Fa altresi’ presente che la rilettura dei verbali e’ un diritto inomettibile dell’interrogando per cui ove sussista frase non ritenuta sua puo’ chiederne ovviamente la modifica. Ritiene in fondo che in un processo di questa portata e con le imputazioni che ci stanno dietro, l’allontanamento del difensore sia quanto mai grave, e chiede di essere riammesso subito ad assistere all’ interrogatorio del Tomei quale avvocato di fiducia.
L’ avv Ghinelli ove l’ interpretazione del dr Minna sia a rispondente ad una verita’ seppur apparente, chiede scusa dell’equivoco.
A questo punto il GI preso atto che si tratta di malintesi sull’andamento della verbalizzazione dispone riammettersi la presenza dell’ avvocato Ghinelli a scanso di equivoci pero’ il GI invita i difensori a preparare tutte le domande che intendono opportune ma non interrompere la verbalizzazione.

tuti_mario

Proseguendo nella verbalizzazione si da atto che il Tomei dichiara:

Ribadisco che con le affermazioni del dr Ioele io non c’ entro nulla, ricordo che il Graziani era arrabbiato e rimprovero’ l’ Affatigato perche’ c’ erano dei pazzi che andavano in giro anzi era arrabbiato per conto suo e disse che c’ erano persino dei pazzi che andavano in giro e avevano creato a Lucca il gruppo Graziani clemente mentre lui era ancora vivo e si trattava di roba da manicomio. Graziani disse che il fatto Tuti aveva rovinato anni di lavoro ideologico e una battaglia solo ideologica che doveva continuare attraverso il giornale.

C’ era anche il problema dell’ appello del processo di Ordine Nuovo a Roma dove in teoria potevano essere assolti, Graziani si lamentò infine perche’ c’ erano persone che davano presente in Italia in un periodo di tempo in cui lui gia’ da parecchio si trovava in Grecia. Gia’ prima che Affatigato venisse in Corsica io ero stato avvicinato da due persone di ordine nuovo che non conoscevo le quali mi avevano chiesto che cosa sapevo della vicenda Tuti e dell’ ipotetico gruppo di Tuti; loro mi chiesero queste cose con tono d’ accusa perche’ tu sei toscano e queste cose le devi sapere. Io risposi invece che non sapevo nulla e non avevo mai visto Tuti. Due mesi dopo le stesse persone mi telefonarono scusandosi.
E’ vero che come ho gia’ detto al dibattimento del processo Italicus che presso anzi il GI mi ha capito male perche’ io queste cose l’ ho dette al dr Vigna e cioe’ che presso un avvocato in Francia c’ e’ un foglio che e’ la fotocopia che io riuscii a sottrarre a due di Ordine Nuovo mentre eravamo a pranzo rimettendo l’ originale fra le loro carte, si tratta di un foglio a firma Affatigato che io con la storia di Tuti io non c’ entro nulla, l’ indirizzo di questo avvocato io lo avevo nella casa di Bastia dove durante la detenzione in Francia mi sono spariti pure i mobili. Non e’ vero che nel maggio ‘77 io tornai in liberta’ dopo che Affatigato era stato scarcerato, non e’ vero che nel maggio ‘77 ci fu una lite o una discussione comunque in momenti diversi e fra poche persone alla volta fra me Mennucci, Catola, Lamberti, Pera e Affatigato sull’esplosivo e sulle armi del Tuti scomparse come mi ha contestato il GI nel gennaio ‘75.
Di queste cose non ho mai sentito parlare. Con Pera ho avuto delle discussioni dopo il 1978 quando rientrai nel Msi dove io e lui ci siamo trovati come cane e gatto. Prima del 1978 e prima di rientrare nel Msi io non conoscevo anzi mi sono espresso male e devo dire che prima del 1978 io frequentavo, anzi nel 1972 Pera mi accolse in malo modo davanti il liceo scientifico perche’ io avevo materiale di Ordine Nuovo.

Adr: prendo atto che il GI mi contesta che Affatigato ha affermato che nel 1974 il gruppo di Lucca si organizzo’ secondo lo schema delle triadi come Fronte di Liberazione Nazionale algerino, queste sono solo fantasie. Si da atto che verso la parte finale della verbalizzazione sopraggiunge l’ avv Martinelli Lucio di Lucca.

A domanda dell’ avv Martinelli l’ imputato dichiara:
Quando sono stato processato per favoreggiamento di Tuti, io ho capito anzi letto nel memoriale di Tuti che Tuti affermava che a Lucca nel gruppo di ordine nuovo si era creato un gruppo separato, io di quest’ altro gruppo non ho mai saputo nulla perche’ ordine nuovo era sciolto dal novembre ‘73, questo particolare del memoriale di Tuti mi incuriosi’ ma pensai ad una fantasia.

Si dà atto che a questo punto nell’ aver avuto l’ assenso dal GI l’ avv. Ghinelli precisa che l’ arresto del Pratesi di Pistoia e’ avvenuto nell’ anno 1975 e non nell’ anno 1974, inoltre fa presente che gli attentati cui si riferisce l’ interrogatorio o sono degli ultimissimi giorni del dicembre ‘74 o del gennaio ‘75 e che l’ affare Tuti scoppia il 27.01.75, per cui le domande di Graziani clemente riferite al Tuti non possono che essere successive all’episodio di Empoli posto che prima il Tuti era assolutamente sconosciuto; fa infine osservare che l’ attentato di Vaiano puo’ avere come matrice quella gia’ indicata nella persona di Pratesi Roberto di Tizzana Pistoia.

Si dà atto che alla rilettura del verbale l’ imputato riferendosi alle ultime righe di pagina 4 precisa che Graziani disse che c’ erano persone che presentavano uno col suo nome nel periodo in cui lui era in Grecia e anche per Saccucci facevano la stessa cosa.

L.c.s. ­

Annunci