“Muore un personaggio dell’inchiesta sull’Italicus: eroina”

Un neofascista di 31 anni, Italo Bono, implicato nell’inchiesta sulla strage del treno Italicus, è stato trovato morto ieri nella sua abitazione: era nel bagno di un monolocale, con una siringa nel braccio. La morte può e stata provocata da una overdose di eroina o da «taglio» sbagliato: una morte comunque inquietante che desta molti sospetti, in un momento in cui le rivelazioni di alcuni «pentiti» hanno messo in agitazione il mondo dei neofascisti.

Italo Bono era l’autore (era stato individuato ed aveva confessato) di un volantino con il quale «Ordine Nero» rivendicava la strage dell’Italicus. Nella sua casa, durante una perquisizione era stato trovato l’originale, sia pure stracciato. Aveva anche telefonato ad un quotidiano di Bologna, per dire che il volantino era autentico, e che conteneva anche errori di grammatica perché chi di solito stilava i documenti non era reperibile: fu accertato che si trattava di Fabrizio Zani, in quel periodo effettivamente latitante.

La sera del 3 agosto 1974 (la bomba sul treno scoppiò la notte stessa) secondo una testimonianza, Italo Bono disse che un suo amico (come lui cameriere in un ristorante) era assente perché impegnato in una faccenda «della quale avrebbero parlato il giorno dopo i giornali».

Fu però ritenuto «mentalmente fragile», e si disse che era, in sostanza, un mitomane. Fu rinviato a giudizio per apologia di strage, ma non è mai stato giudicato. Al processo Italicus la sua posizione è stata infatti stralciata, perché c’era stato un errore di notifica.

L’Unità, 9 febbraio 1984

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