Edgardo Sogno parla dei suoi contatti militari

(…) Tra le alte cariche c’era in primo luogo il generale Liuzzi, già capo di Stato maggiore generale quando Pacciardi era ministro della Difesa. Pacciardi mi incoraggiò ad andarlo a trovare nella sua casa di Milano. Lo trovai disponibile a fare tutto quello che Pacciardi gli avrebbe suggerito. Un altro generale che collaborò con me ai preparativi è Alberto Li Gobbi, medaglia d’oro della Resistenza, al mio fianco nella Franchi (…). Tramite lui ottenemmo l’adesione ai piani del colonnello Gambarotta, che comandava il reparto paracadutisti di Livorno. (…) Tra gli ufficiali di Marina era già stata avviata un’organizzazione che venne affiancata alla nostra: quella degli ammiragli Roselli Lorenzini e Pighini, entrambi, miei amici personali (…). Un settore in cui avevo trovato degli amici pronti a collaborare era l’ambiente degli ufficiali di cavalleria. Il più alto ufficiale che avvicinai in questo settore è il mio amico Giorgio Barbasetti, allora a Roma allo Stato maggiore generale.
Il maggior tessitore del piano militare, però, era il generale Ricci, che era al comando della Regione militare Sud a Caserta, e aveva una sua rete di alti ufficiali consenzienti. Lo incontrai più volte a Roma e al casello autostradale di Caserta. Ma era Pacciardi a tenere il rapporto con lui, e non entrai mai nel dettaglio del piano preparato e organizzato da Ricci.
Dopo aver assunto opportune informazioni, feci anche qualche reclutamento isolato. Vidi il generale Santovito, che comandava la divisione Ariete in Veneto, e l’incontro fu totalmente positivo. Un altro incontro importante, su suggerimento del vice capo dell’Arma dei carabinieri, generale Picchiotti, lo ebbi a Milano con il comandante della divisione Pastrengo, generale Palumbo. Questi andò al di là del segno, chiedendomi di ottenere dalla Marina il lancio di missili contro il carcere di Alessandria dove, secondo lui, erano detenuti molti comunisti pericolosi.
(…) Palumbo assicurava il concorso di tutti i carabinieri dell’Italia settentrionale, ma, quando le cose volsero in senso a noi contrario, si buttò dall’altra parte e, invece di tacere, per proteggere se stesso se ne uscì rinnegandomi e insultandomi. Contattai qualche altro ufficiale su cui avevo informazioni positive, come Borsi di Parma, generale della Guardia di Finanza(…). La sua risposta fu sostanzialmente positiva. Contattai inoltre il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Giulio Cesare Graziani, medaglia d’oro, che aderì entusiasticamente. E interessante notare che nell’inchiesta di Violante non è affiorato neppure uno di questi contatti, tanto che si può dire che l’apparato militare abbia tenuto un comportamento irreprensibile.

Estratto Edgardo Sogno, “Testamento di un anticomunista”

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