Gli alibi mancanti degli imputati nella notte fra il 3 e il 4 agosto – Sentenza Appello

Nel corso dell’istruttoria si stabiliva che il Franci, presente come si è visto alla stazione di Firenze S.Maria Novella nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1974, aveva scambiato il suo turno dal 1° al 3 agosto compreso con un altro carrellista, certo Pezzi Novarro, il quale, abitando a Reggio Emilia,, era solito chiedere ai colleghi degli scambi quando il suo pendolarismo gli risultava particolarmente scomodo.

Si accertava anche che il Franci il martedì 6 agosto (il 5 era un giorno di sciopero) non si era presentato al lavoro, avvertendo verso le 21, con una telefonata, di aver avuto un incidente. Successivamente aveva fatto sapere di essersi rotto un piede, preannunciando l’invio di un certificato medico.

Perverranno successivamente due certificati del dott. Giovanni Ducci, di Arezzo, in data 6 e 13 agosto (7 e 10 giorni di cura e riposo per contusione al ginocchio sinistro), a seguito dei quali il Franci verrà collocato in aspettativa per malattia dal 6 al 22 agosto 1974, usufruendo quindi dal 23 agosto di 8 giorni di congedo ordinario. Il periodo dal 10 al 19 agosto circa il Franci lo trascorrerà con la Luddi ed una coppia di amici -Bartolini Silvano ed Innocenti Ivana – a Tortoreto Alto, prendendo in affitto alcune stanze dell’appartamento del parroco don Corrado De Antoniis.

Dagli accertamenti espletati presso l’Ufficio personale del Comune di Empoli, emergeva che il Tuti era stato assente dal 3 all’8 agosto 1974, per malattia. Non era stato però presentato, come di norma, il certificato medico, che il Comune di Empoli richiedeva per assenze superiori ai 3 giorni.

Come si è accennato trattando della motivazione del mandato di cattura, anche il Malentacchi non era in grado di fornire un alibi per il pomeriggio e per la serata di sabato 3 agosto, nonché per le prime ore della successiva domenica. La sua asser­zione invero di aver lavorato per tutto l’agosto ’74 presso la ditta ULTRANITOR di Arezzo nello spostamento di macchinari ed attrezzature della ditta Lebole da uno stabilimento all’altro, trovava con­ferma negli accertamenti eseguiti. Non si acquisiva però la prova che fosse stato occupato in tale lavo­ro il sabato 3 agosto, laddove comunque il lavoro stesso non avrebbe riguardato le ore pomeridiane, ed a fortiori quelle della sera e della notte.

Alla Luddi Margherita venivano contestati, con mandato di comparizione notificato il 20.11.1979, i delitti di fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi ed incendiari, di trasporto di un siffatto ordigno in luogo pubblico e dì associazione sovversiva. L’imputato, nel respingere tutte le accuse, ribadiva di essere stata a casa del Tuti, accompagnando il Franci, una sola volta, nel novembre ’74: le  telefonate dell’empolese per prendere contatti col Franci erano iniziate in epoca successiva a detta visita. Insisteva nel dire di aver conosciuto il Malentacchi solo il 19 gennaio 1975.

Quanto alla sera del 3 agosto 1974 aveva già dichiarato, nell’interrogatorio al G.I. del 27.1.76, di essersi trattenuto ad Ortignano Raggiolo per la intera giornata, fino al pomeriggio della successiva domenica, quando aveva raggiunto Arezzo per incontrarsi col Franci e con gli amici Innocenti Ivana e Bartolini Silvano.

Al riguardo verranno sentite Luddi Gabriella e Luddi Rossella, cugine dell’imputata, nonché lo zio Luddi Alfredo, ma nessuno sarà in grado di ricordare cosa avesse fatto l’imputata il pomeriggio e la sera del 3 agosto.

 

Sentenza di appello Italicus 1986 pag 78-80

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