Le tessere in bianco – Armando Corona – “libro bianco” sulla P2 1983

Occorre introdurre un altro degli aspetti delicati dell’intera questione poiché verte su un tema del tutto estraneo alle regole, alle norme, agli usi ed alle tradizioni della Massoneria: il rilascio a Gelli da parte dei Grandi Maestri di pseudo attestati di Iniziazione da loro firmati in bianco e del tutto anomali rispetto alla tessera massonica, anche perché la firma era precedente e non susseguente all’Iniziazione.

Mai si è potuto stabilire con esattezza quanti di questi attestati furono rilasciati, dal Fratello Salvini prima e dal Fratello Battelli poi, a Licio GeIli. Sono in corso presso la Giustizia Massonica procedimenti atti ad accertare anche quale sia stata l’entità degli attestati, non solo per appurarne la portata, ma soprattutto per valutare tutti i possibili rimedi contro siffatta macroscopica deviazione da ogni regola e tradizione massonica. Vi è poi da sottolineare che alla fine degli anni ’70 – cioè virtualmente quando era in scadenza il terzo triennio della Gran Maestranza Salvini che non poteva, secondo le Costituzioni Massoniche, ricandidarsi per la quarta volta consecutiva— fu specificato in calce all’attestato che la validità di questi era di cinque anni: ciò per premunirsi contro un eventuale parere contrario del nuovo Gran Maestro circa il mantenimento di tale anomalia e rendere valide le attestazioni di Iniziazione per un congruo periodo successivo alla scadenza del mandato del Fratello Salvini.

Questa precauzione, è opportuno precisarlo, si rivelò in seguito esagerata poiché non solo il Fratello Salvini, quando decadde, trasmise ufficialmente al Gran Maestro Battelli lo elenco dei Massoni che erano alla sua “memoria” o “all’orecchio”, ma lo stesso Fratello Battelli firmò a Gelli gli attestati in bianco e la “validità” attribuita continuò ad essere di cinque anni.

 

Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 Doc. XXIII n. 2-quater/3/I

 

Annunci