Giulio Andreotti – dichiarazioni 03.07.1974 al G.I. Tamburino

Per quanto riguarda il segreto militare ritengo che di fronte alla necessità di far luce su eventuali illeciti penali, non vi sia alcuna preclusione derivante dal segreto militare. Ove dovessero insorgere difficoltà al riguardo, farò quanto in mio potere per appurarle. Fino al marzo di quest’anno, e cioè con il mio ritorno al ministero, non avevo alcuna notizia diretta né sulla Rosa dei Venti, né su nessuno degli imputati. Avevo soltanto letto qualche notizia giornalistica. Successivamente mi è stata fatta dal capo del Sid una valutazione sullo Spiazzi, presentandolo come un episodio isolato e riguardante persona che già prima dell’intervento del magistrato era stata proposta per il trasferimento per ragioni di opportunità politica. Ancora in seguito, e direi una ventina di giorni fa lo stesso capo del Sid mi ha informato che lo stesso gen. Ricci era in qualche modo interessato nel provvedimento penale in questione. Mi aggiunse che il predetto era stato destinato fuori Roma ad un comando di non grande importanza, proprio perché i superiori avevano registrato certi suoi atteggiamenti verbali che definirei “protestatari”. Al di là di ciò, nulla era stato rilevato sul predetto generale.
Il 27 scorso informato che il gen. Ricci era stato indiziato di reato, ho disposto che gli venisse immediatamente revocato il comando. Degli altri personaggi militari coinvolti nel procedimento penale, non posso dire nulla, in quanto non li conosco né ho avuto informazioni su di loro. Dei personaggi non militari conosco solamente Piaggio Andrea Maria, perché quando ero ministro delle Finanze e dell’Industria, in qualche riunione partecipava come uno dei principali industriali zuccherieri. E’ un conoscenza risalente nel tempo a quasi vent’anni or sono. Sette – otto anni fa fui invitato a inaugurare lo stabilimento Mira Lanza in provincia di Latina (aprile?) e dopo di allora non ho più avuto occasione di vedere l’ing. Piaggio o di avere sue notizie o contatto di qualunque genere. Non conosco alcun familiare di Piaggio salvo la moglie del medesimo, presente alla detta inaugurazione. Circa l’esistenza di utilizzazioni della catena informativa dell’esercito per attività o informazioni non riguardanti specifici interessi militari e in particolare per attività o informazioni politiche, non mi risulta che ci sia stata attività del genere.
Ritengo peraltro doverosa la conoscenza, da parte delle FFAA di controindicazioni individuali per non affidar loro comparti che potrebbero risultare pericolosi. Ad esempio la guardia di un deposito non dovrebbe essere affidata a persona che abbia frequentato organismi tipo Legione straniera o attività paramilitari. Dell’esistenza di un gruppo organizzato di ufficiali o altri militari o ambito con finalità eversive, posso dire che il capo del Sid mi ha reiteratamente e inequivocabilmente escluso l’esistenza di un’organizzazione occulta di qualsiasi tipo e dimensione.
Lo stesso parere mi è stato espresso dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Non ho motivo alcuno di ritenere l’esistenza di collusioni o benevolere da parte del Sid o di altri organi delle FFAA nei confronti degli imputati. Di ciò sono stato rassicurato anche più volte dal Capo di Stato Maggiore della Difesa. Non ho motivo neppure di ritenere esistenti i presupposti per un intervento militare anticostituzionale o illegittimo, in quanto il sistema di comandi è strutturato in modo assolutamente bilanciato e garantista, per cui neppure uno dei capi da solo potrebbe portare avanti una iniziativa personale.
Mi tengo a disposizione dell’A.G. per il caso in cui emergesse qualsiasi dato interessante.

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