“Occorsio: c’era una volta la loggia del delitto” – OP 15.6.1977

Fino a poche settimane fa la grande stampa riferiva che gli inquirenti andavano orientando le indagini per il delitto Occorsio verso ambienti insospettabili, verso circoli riservati, verso la massoneria insomma. I primi della classe sulla linea del compromesso (Paese Sera, Espresso, La Repubblica) giunsero persino a scrivere, con trionfalismo ma dietro i soliti se e le solite virgolette, che il delitto Occorsio nacque dalle segrete della P2. La cosa fece scandalo, per qualche giorno non si parlò d’altro, volarono smentite e querele poi, come sempre in Italia, tutto tornò sotto silenzio. Finché nei giorni scorsi proprio Paese Sera e La Repubblica (L’Espresso è atteso in edicola) se ne sono usciti con nuove rivelazioni che rovesciano le carte in tavola sull’argomento: grazie ad un misterioso superteste venezuelano, oggi la magistratura di Firenze è in grado di affermare  che il delitto Occorsio è stato nient’altro che la vendetta dei soliti nazifascisti implicati in piazza Fontana, Golpe Borghese e succedanei. Così la massoneria non c’entra.
I fratelli, tutti i fratelli in Toscana e altrove, hanno le mani pulite: sono tutti sicuramente laici e democratici. Noi non abbiamo cospirato per la creazione di un regime totalitario; ma il fatto che oggi sia caduto anche il più strumentale dei sospetti, che non sia possibile la manipolazione di certa stampa, non può che rallegrarci profondamente. Anche se ci rallegra molto poco constatare come proprio mentre si risollevano le quotazioni democratiche della Loggia, risultano definitivamente distrutte la credibilità e l’efficienza dei servizi segreti. Quasi che in Italia due società segrete fossero incompatibili.

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