Caratteristiche ed elementi di consocenza dei Gruppi per l’Ordine Nero

(…) caratteristica precipua dell’associazione sovversiva era la strutturazione rigidamente clandestina dei gruppi, organizzati a livelli orizzontali e per compartimenti stagni. Per conseguenza i collegamenti avvenivano a livelli predeterminati ed i membri dei diversi gruppi non potevano conoscersi tra loro. (…) Si è potuto apprendere pertanto:

-che Ordine Nero era una formazione nata a Milano agli inizi del 1974, per iniziativa di Giancarlo Esposti, considerato il capo, che aveva praticamente assorbito le SAM (dichiarazioni d’Intino atti G.I. Rieti);

-che questa formazione (i cui appartenenti divengono già individuabili come coloro che avevano fatto parte delle SAM) poteva contare su un notevole livello organizzativo, sul possesso di mezzi, armi, veicoli (Land Rover) documenti falsi ecc. (vedi rivelazioni Brogi interr.);

-che dagli ambienti della estrema destra milanese la nuova organizzazione aveva reclutato adepti tra gli aderenti ad Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale, anche in altre regioni e segnatamente in Toscana, ove fungeva da agente di collegamento Bumbaca Francesco, già a suo tempo legato ai medesimi ambienti di Avanguardia Nazionale milanese ove erano sorte le SAM ed Ordine Nero, ed in stretti rapporti con persone sospettate di partecipare a questa formazione come Torti e Ballan (interr. Batani Massimo ed interr. Bumbaca).

-che l’associazione sovversiva aveva basi e contatti operativi anche in territorio estero, era articolata in sezioni, possedeva depositi di esplosivo e materiale in varie parti del territorio nazionale, poteva contare su circa 50 militanti (intervista Europeo).

Batani, Benardelli e Bumbaca

Trattasi di elementi che trovano puntuale riscontro negli accertamenti eseguiti poiché sono state acquisite prove oggettive in tal senso, consistenti:

-nel ritrovamento in varie parti del territorio nazionale di depositi di esplosivo direttamente riferibili alla organizazione perché detenuti da suoi appartenenti (rinvenimento di esplosivo a Creva—Varese, appartenente a Zani e Di Giovanni; sequestro di esplosivo ed altro materiale a Rocca S. Giovanni Lanciano, appartenente a Benardelli; armi ed esplosivo rinvenuti in Agro di Fiamignano, sulle montagne abruzzesi, a seguito del “commando” Esposti) con modalità similari di conservazione ed occultamento. Parte del materiale era poi del medesimo tipo, come risulta dalla perizia balistica Pieri eseguita per accertare il punto, e, pertanto, presumibilmente appartenente ad una medesima fornitura;

-nelle informazioni di P.G. e degli apparati statali di sicurezza, dalle quali si desume che alcune riunioni di Ordine Nero sono avvenute in territorio elvetico (riunione dei primi di Agosto a Bellinzona segnalata dal SID) mentre in altre nazioni trovarono rifugio e possibilità di collegamento molte delle persone implicate;

-nell’identità delle persone indiziate di appartenere ad Ordine Nero, tutte provenienti dagli ambienti più oltranzisti della estrema destra neofascista (Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale) ed alcune già segnalate come appartenenti alle SAM.
Da altre fonti possono desumersi altri dettagli capaci di compitare il quadro probatorio fino a delineare in modo sicuro l’identità della formazione eversiva. E’ stato accertato invero che l’organizzazione si era posto preventivamente il problema dell’attribuzione certa delle proprie attività, ed, al pari di altre formazioni di opposto segno politico, aveva escogitato un sistema di decifrazione basato sull’identità dei fogli contenenti i messaggi, tutti ricavati per copia xerografica da un medesimo originale di base realizzato con caratteri gotici trasferibili. Il rinvenimento in Rocca S. Giovanni di una scorta di volantini intestati “Gruppi per l’Ordine Nero” risultati identici a quelli rinvenuti sui luoghi degli attentati, nonché di una scorta di caratteri gotici trasferibili, ha permesso di ricostruire con certezza uno dei momenti operativi più importanti e segreti, individuando quella che era una vera e propria base, decentrata rispetto alle aree di intervento preferenziale ed idonea a fungere da centro di collegamento di difficile individuazione. (Risultati della perizia tecnografica Mento-Marino ed esiti degli accertamenti eseguiti in Lanciano).

Volantino di Ordine Nero rinvenuto a Rocca di S.Giovanni

Benché Benardelli abbia ostinatamente negato di essere il possessore del materiale rinvenuto a Rocca S. Giovanni, adombrando l’ipotesi di una provocazione (peraltro impossibile ove si consideri che soltanto i veri attentatori potevano essere in possesso dei volantini originali), esistono prove sicure per attribuirgli la titolarità del deposito con tutte le conseguenze del caso. E’ provato invero che parte del materiale ritrovato nella fornace di Rocca S. Giovanni era contenuto in scatole di materiale odontotecnico, della ditta Ciardi e Pace di Pescara fornitrice del Benardelli, che abitava a Rocca S. Giovanni ove era l’unico odontotecnico; che la canna cl. 9 matr. 3442 era stata in possesso del Benardelli anche precedentemente, come risulta dagli atti del procedimento pendente dinnanzi all’autorità giudiziaria di Brescia, di cui questo G.I. ha preso visione.

Considerato tutto questo ed il clima di incredibili protezioni in cui è maturata l’attività di Benardelli, risultato in rapporto di intimità con la famiglia del locale Procuratore della Repubblica, (il figlio di questi capitano del SID è accusato di averne favorito la fuga) l’insieme dei rapporti intrattenuti e le attività svolte si presentano come qualificanti la trama dell’associazione sovversiva.
Viene quindi in considerazione l’importante scoperta derivante dalla perizia grafica eseguita sui messaggi di Ordine Nero alcuni dei quali erano stati redatti utilizzando la macchina da scrivere Triumph della libreria Martello di Milano ove Zani lavorava come commesso (Atti perizia Mento-Marino) il che vale ad individuare con certezza un altro dei poli organizzativi di sicuro riferimento. Ulteriore materiale di prova discende: dal rinvenimento di un ordigno inesploso poiché dallo stesso è stato possibile desumere il metodo usato per confezionare la bomba ed il fatto che fu impiegato un composto di nitrato d’ammonio polverulento di tipo identico a quello rinvenuto nei depositi dell’organizzazione; dalla identificazione di alcuni degli autori materiali degli attentati nelle persone di Petroni Adriano e Batani Massimo, poiché divengono altamente significativi determinati rapporti intersoggettivi, altrimenti irrilevanti, e l’insieme delle attività e dei collegamenti politici tenuti.

Sentenza G.I. processo Ordine Nero

 

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