Sergio Latini – dichiarazioni 19.10.1981 – seconda parte

– Izzo mi disse che quando evase Freda da Catanzaro andarono a prenderlo a Catanzaro con un’auto 4 ragazzi di Roma, tra cui il figlio di Allatta, e che lo accompagnarono sino al confine di Ventimiglia. Preciso che Izzo mi disse solo del figlio di Allatta, mentre la storia mi fu raccontata da Freda, a Novara. Freda mi disse che era stato prima nascosto nella stessa citta’ di Catanzaro presso il figlioccio di un boss del posto, che nella abitazione di costui (che aveva moglie ed un figlio piccolo) era segregato in una stanza e non trattato con riguardo.
Si era fatto fare allora una lettera di presentazione per un italiano, calabrese e compare del boss, che aveva una piantagione nel Costa Rica. Nella lettera si diceva che egli era nipote del boss calabrese. I ragazzini romani andarono a prenderlo in macchina tramite l’ interessamento di Fachini massimo cui egli si era rivolto anche per avere documenti falsi e la parte della sua eredita’, che il Fachini avrebbe dovuto chiedere alla madre di Freda. Che Fachini pero’ gli aveva fatto avere i 50.000.000 della eredita’ con ritardo di un mese, quando ancora si trovava in Italia Fachini gli procuro’ i documenti falsi, i soldi della eredita’ e la macchina. Gli fecero attraversare la frontiera a piedi nei pressi di Ventimiglia. Non mi ha raccontato altro circa il passaggio della frontiera. Disse che dalla Francia ando’ in Svizzera in treno e dalla Svizzera in aereo ando’ in Argentina. Di qui in Costa Rica, dove stette finche’ venne preso quando l’ ospite seppe che si trattava di Freda Franco. Mi disse che era evaso per restare in Italia, ma aveva dovuto cambiare idea perche’ Mutti e Fachini ai quali si era rivolto, non avevano voluto aiutarlo.
Mi riferi’ anche che un nazional-rivoluzionario fiorentino, di cui non ricordo il nome, aveva offerto a Mutti Claudio 1.000.000 per aiutare Freda, e Mutti lo aveva rifiutato.

concutelli-

– Izzo del figlio di Allatta mi disse unicamente quanto ho riferito, del padre mi disse solo che faceva con lui discorsi rivoluzionari. Anche nella mia corrispondenza con lui erano generici in termini di lotta armata e rivoluzionaria da portare avanti.

– Freda arrivo’ a trani nel marzo – aprile 1980 o febbraio e stemmo insieme sino alla fine di giugno, con brevi spostamenti di Freda a Catanzaro. Concutelli era gia’ nella nostra cella dalla fine del 1979. Il documento di Nuoro, quello di cui ho avuto conoscenza durante le pause del processo a Bologna, non si seppe mai nulla in quanto tutti a trani eravamo sottoposti a censura, come d’ altra parte quelli di Nuoro.
Finche’ si trattava di spedire lettere con qualche foglio si riusciva a sfuggire alla censura, anche perche’ all’ esame della corrispondenza vi era una guardia che era un missino ed in buoni contatti con noi, mentre quando si trattava di plichi voluminosi andavano nella mani del direttore e quindi non era possibile spedirli. Non c’ era proprio alcun problema per le lettere, tanto che Concutelli spedi’ la lettera a Mangiameli per la sua evasione e Zani ci scrisse tranquillamente che si sarebbe dato alla clandestinità insieme alla Cogolli e che quindi il tramite sarebbe diventato Naldi Mario Guido.

– con i detenuti di Nuoro restammo in corrispondenza normale, ma non si fece cenno a quel documento che essi avevano elaborato nel 1979.

– Concutelli parlava della sua evasione come momento in cui vi sarebbe stata l’ aggregazione del movimento di ordine nuovo con il movimento spontaneista ed affermava che sarebbe stato lui a prendere il comando incoraggiato in questo da Freda come ho già chiarito. Concutelli aveva saputo tramite Izzo che i fratelli Fioravanti avrebbe messo a disposizione gli uomini per realizzare l’ operazione e fece sapere a sua volta tramite Izzo che gli uomini si sarebbero dovuti mettere a disposizione di Mangiameli e si sarebbero dovuti aggregare i fratelli Sparapane. Di Balestrieri e di certo Volo non ho mai sentito parlare. Anche se non si fece espressamente il nome di Cavallini era presumibile che anche Cavallini avrebbe partecipato.

– la sera soprattutto discutevamo fra di noi 4 ed avevamo focalizzato il programma rivoluzionario principalmente sulla evasione di Concutelli. Freda era certo che Concutelli avrebbe potuto dare un indirizzo preciso a tutto il movimento reinserendo i principi della gerarchia e dell’ autorità, che lo spontaneismo aveva messo da parte. Bisognava abbandonare le azioni isolate e scegliere obiettivi precisi che furono indicati in maniera prioritaria nella uccisione di giudici, poliziotti e traditori. Tra questi furono fatti i nomi da Affatigato, Mennucci, Bianchi Paolo. Nomi di giudici non ne furono fatti tranne quello del giudice Vigna, la cui esecuzione pero’ a quanto diceva Concutelli spettava a lui stesso. Ne’ furono fatti nomi di poliziotti. Izzo era incaricato di portare a Roma questi discorsi, in particolare a Calore Sergio. I contatti con Signorelli furono brevi perche’ rimase in carcere pochissimo tempo. Calore fece sapere che le direttive di Concutelli sarebbero state eseguite. Anche se i discorsi erano avvenuti tra tutti a Roma veniva considerato Concutelli il punto di riferimento anche se la posizione di Concutelli col fatto di avere Freda in cella, proprio per questo si era molto rafforzato come autorita’ verso l’esterno. Izzo riferiva come pacifici i contatti tra Calore e Signorelli, anche se Signorelli ad un certo momento fu scarcerato. Izzo diceva che a Rebibbia non vi era nessuna difficoltà che godevano di ampi privilegi e liberta’ che potevano tranquillamente comunicare con l’ esterno.
Izzo non ci ha mai parlato di Massimi Marco. Izzo in relazione agli attentati di Roma ci disse che non erano stati fatti da elementi di Terza Posizione ma da elementi delle Comunita’ Organiche di Popolo che facevano capo a Calore e Signorelli. Non fece mai una distinzione di ruoli tra questo binomio. Izzo preciso’ anche l’ Mrp era una sigla che veniva utilizzata per opportunita’ per rivendicare gli attentati. Le Cop comprendevano tanto elementi che sviluppavano l’ aspetto solo ideologico, quanto una parte operativa che faceva gli attentati. Ma non fece i nome di costoro. Concutelli anche se non condivideva la linea stragista, non criticava il suo amico Calore per gli attentati.

– le circostanze da me riferite a pagina 2 del verbale del 22.05.81 seconda parte, le ho apprese dal Piso presso il carcere di Spoleto. Piso mi disse esplicitamente che sia Fachini che Signorelli avevano minacciato lui come gli altri di terza posizione che se non fossero entrati nelle Cop gli avrebbero tagliato le gambe. Piso disse che avevano resistito alle minacce, tranne i cosiddetti “cani sciolti” e i gruppi operativi che agivano al di fuori della facciata legale di terza posizione, ed affermava che la strage di Bologna realizzava un duplice obiettivo, quello dell’ azione esemplare (finalizzata a far accedere nella clandestinità gli indecisi) e quello di determinare una repressione contro la parte legale di Terza Posizione, e quella parte illegale che Cop comprendeva gruppi operative che erano rimasti fedeli a TP.
Con riferimento a quanto scritto a F3 verbale del 22.05.81, preciso che il Terracciano era ritenuto importante anche perche’ in contatto con Tarchi, che veniva considerato la mente e che sarebbe stato utilissimo per l’ aspetto culturale all’ iniziativa dell’ ordine dei ranghi. Non so se Tarchi fu esplicitamente interpellato e se fece avere o meno la propria adesione. Se ha aderito alle Adel – ma io non lo so – vuol dire che ha aderito all’ Ordine dei Ranghi.

– la circostanza a F4 verbale del 22.05.81 (inizi) , mi fu riferita a Spoleto dallo stesso Lombardi. Nelle pause del processo di Bologna il Naldi mi disse che Zani e la Cogolli avevano commesso pure questa rapina.

– Concutelli sollecitato il suo avvocato a far fissare presto il suo processo Taranto in modo da anticipare i tempi della evasione, che pensava dovesse essere realizzata nel corso del 1980. All’ interno del carcere di Taranto avrebbe dovuto appoggiarlo, ma senza evadere, il Martinese.

– confermo per il resto quanto ho gia’ dichiarato nei precedenti verbali. Confermo gli episodi riferitimi da Concutelli relativamente all’ assassinio del segretario della Dc cilena, della rapina al ministero del lavoro. Questa rapina, poiche’ Concutelli allora era ancora in buoni rapporti con Massagrande e Graziani, dovevano servire a finanziare una officina per la costruzione di armi che era gia’ stata aperta in Spagna. Disse che una parte dei soldi riuscirono ad arrivare in Spagna, mentre altri 100.000.000 vennero sequestrati in un appartamento a Genova prima di essere trasferiti in Spagna.
Di collegamenti recenti di Graziani e Massagrande con i movimenti rivoluzionari in Italia, non ho saputo nulla. Le armi da costruire in Spagna dovevano servire per il movimento rivoluzionario Italiano. Le armi che avrebbero dovuto consegnare Delle Chiaie avevano un’ altra provenienza. Concutelli non riusci’ a vendicarsi di Delle Chiaie per non aver rispettato i patti, perche’ in quel tempo gli arrestarono tutto il gruppo (Ferro, Sparapane, Di Bella, etc) diceva che se arresteranno Delle Chiaie lo ammazzera’ .

– di Saccucci non ho mai saputo nulla, neanche di Tilgher, Coltellacci, il gruppo del periodico Linea.

-Tuti nelle pause del processo era molto arrabbiato perche’ in quei giorni era apparsa la notizia che Franci era stato colui che aveva tirato in ballo i rapporti tra il suo movimento e la massoneria. Ha fatto capire che non gli andava che fosse stato reso noto quel collegamento, ammettendoli implicitamente. Disse che appena gli capitava l’ occasione avrebbe ucciso Franci.

Letto confermato e sottoscritto.­

 

Annunci