Andrea Brogi – verbale di udienza 22.01.1988 – prima parte

L’ avvocato Zanotti: io sono incompatibile e non posso accettare la difesa di ufficio perche’ fui parte civile nei confronti di Brogi nel processo di Ordine Nero.

Il Presidente: lei e’ Brogi Andrea. Ha delle pendenze penali?

Brogi: si’. Sono imputato per associazione sovversiva detenzione e trasporto di armi, presso la Corte di Appello di Firenze.

Il Presidente: fra i suoi coimputati chi c’e’? C’è Gelli?

Brogi: sì. Sono stato condannato 8 anni.

Il Presidente: quindi bisogna sentirlo ai sensi del 450 bis.

Il Presidente: ha un difensore di fiducia?

Brogi: ho il mio, quello che mi ha curato al processo a Firenze, ma oggi non pensavo che ce ne fosse necessità quindi non ho nessuno.

Il Presidente: se la nomina e’ ancora in corso, puo’ nominarlo difensore di fiducia e rinunziare alla sua assistenza, sempre che lei lo voglia ovviamente. Si da’ atto che viene nominato di ufficio l’ avv Giuffrida, quindi l’ avv Zanotti è libero.

Il Presidente avverte Brogi che essendo sentito come coimputato in procedimento connesso ha facolta’ di non rispondere all’ interrogatorio, oppure di non rispondere a singole domande. Il Presidente: mi dica se intende avvalersi della facolta’ di non rispondere.

Brogi: no, tutt’al piu’ mi posso astenere su certe domande.

Il Presidente: lei ha reso numerose dichiarazioni a vari giudici, sia di Firenze che di Bologna su una circostanza che poi sostanzialmente e’ unica. Le parti si oppongono alla lettura dei verbali di Brogi?

L’avv, Bezicheri: sì.

Il Presidente: lei ha parlato di un rapporto di collaborazione che ha avuto in passato con Augusto Cauchi e ha detto che in un certo periodo Cauchi si rivolse a Gelli per avere dei finanziamenti. Vuole esporre come andarono le cose?

Brogi: si’, praticamente il Cauchi si rivolse a questo personaggio che all’ epoca era conosciuto ad Arezzo come un …..

Il Presidente: questo avvenne quando?

Brogi: nei mesi in cui io abitato con augusto Cauchi alla Verniana, cioe’ nei primi 3-4 mesi del 1974.

Il Presidente: Cauchi si rivolse a Gelli per avere dei finanziamenti?

Brogi: si’. Il Presidente: lei ha detto che ne discusse con altri personaggi della destra, anche romana, e che alcuni di questi non erano d’ accordo.

Brogi: esatto.

Il Presidente: vuole spiegare? A chi si rivolse e perche’ c’era del disaccordo su questo punto?

Brogi: praticamente augusto faceva capo a livello sia operativo che di movimento politico con Roma, con un gruppo di personaggi fra cui si possono collocare Peppino Pugliese e Paolo Signorelli. Questi personaggi praticamente reggevano …..

Il Presidente interviene: Cauchi per quello che lei ne sa si identificava in Ordine Nuovo, in AN o in altre formazioni?

Brogi: qui bisogna prendere a se’ il discorso specifico della toscana e di Arezzo in particolare modo.

Il Presidente: per questo glielo chiedo.

Brogi: anch’ io in quell’ epoca, anche se ero gia’ stato dentro in ordine nuovo, frequentavo il MSI, e contemporaneamente stavamo nel partito perché pensavamo che li’ potessimo portare via personaggi nuovi al Movimento Politico di Ordine Nuovo, questo in particolare dopo lo scioglimento.

Il Presidente: cioe’ portarli dall’ MSI verso …

Brogi interviene: esatto, era un nostro serbatoio, diciamo cosi’. E poi anche per cercare di stare all’interno del partito per fare un’ala destra in contrapposizione a uno spostamento che il partito aveva avuto sulle posizioni di sinistra. Cauchi era capo degli attivisti del MSI, organizzava i comizi, praticamente era il numero uno a livello attivistico. Era un po’ il carisma di Arezzo per quello che riguardava i giovani. Era molto legato a Massimo Batani che invece all’epoca aveva aperto una sezioncina di Ordine Nuovo legata molto a Perugia, in Arezzo. Chiaramente questo era una cosa ambigua, in quanto tutti noi frequentavamo sia di la che il MSI, d’ altra parte era permesso, ci stavamo dentro, quindi non c’erano problemi, pero’ era una situazione piuttosto ibrida, un po’ strana, ma ad Arezzo era cosi’ nel 1974.

Il Presidente: con chi parlo’ il Cauchi di questo finanziamento da chiedere a Gelli.

Brogi: Cauchi disse che aveva trovato questa strada e chiese se poteva proseguirla, quindi lo chiese a peppino Pugliese che era un po’ il trait d’union con noi in quanto un paio di mesi prima io e Cauchi eravamo gia stati a Roma, in via Merulana in una birreria a incontrare Peppino Pugliese, quindi ne parlo’ con lui. Chiaramente Pugliese ne riferi’ anche a quello che io posso chiamare, diciamo, il gruppo guida e inizialmente fu dato un certo ok poi invece il discorso fu bloccato perche’ all’ interno di questo gruppo romano sorse un conflitto che era appunto legato a una certa cosa, cioe’ il signor Gelli aveva chiesto praticamente come intermediario un uomo con le “stellette”, come io ho sempre definito. Quindi chiaramente quando si seppe di questo tipo di uomo cuscinetto che doveva pilotare questo tipo di finanziamento, a Roma a quanto pare scoppio’ questo contrasto in quanto, io suppongo, c’ era della gente che non voleva piu’ avere a che fare con i militari, con i servizi oppure con l’ arma dei carabinieri; questo per vecchi rancori legati al 1970. In questa spaccatura c’ erano due correnti: una che diceva: “non abbiamo niente, dobbiamo organizzarci” e quindi questo finanziamento, questa realta’ serve, dall’ altra c’era un discorso politico, legato ad una strada che certi dirigenti romani avevano preso e che osteggiavano questi rapporti.

Il Presidente: quindi le ragioni per le quali c’era questa opposizione da parte di alcuni esponenti romani, erano il fatto che Gelli avesse chiesto l’intervento di un militare come garanzia propria, non il fatto che Gelli fosse conosciuto come esponente della massoneria?

Brogi: no, inizialmente i motivi furono detti chiaramente su questo, riguardava…. Di questo ora le parlo a livello di quello che ricordo.

Inizialmente sembrava che il contrasto fosse esclusivamente per un discorso della presenza dei servizi, invece poi e’ apparso chiaro e tondo che c’ era anche chi osteggiava un discorso reale. Certo che bisogna prendere in considerazione questo fatto che il Gelli dell’ epoca non era il Gelli di oggi, era conosciuto come grosso industriale, una persona legata al mondo della massoneria, ma una persona …..

Il Presidente: di p2 all’ epoca non se ne parlava.

Brogi: esatto. Quindi c’ era soltanto … E all’ interno della destra c’ era un dibattito.

Il Presidente: pero’ era conosciuto come persona

Vicina o legata alla massoneria Gelli?

Brogi: si, questo si, pero’ non era una cosa……

Il Presidente: io chiedo se a voi era noto.

Brogi: sì, a noi era noto. Ad Arezzo avevamo anche avuto qualche volta dei dialoghi interni fra di noi sulla massoneria, in senso positivo e negativo, ognuno chiaramente esprimeva un suo giudizio. Con cio’ a Roma indiscutibilmente una parte di questi dirigenti romani osteggiava questo tipo di discorso.

Il Presidente: Cauchi diceva di avere trovato questa fonte di finanziamento. L’aveva trovata in che modo?

Brogi: il Cauchi aveva sfruttato un vecchio filone. Cioe’ nel 1972, un gruppo di industriali aretini della Valtiberina, di quella zona lì, a livello di finanziamento per la campagna elettorale, quella in cui il MSI fece ….

Il Presidente interviene: campagna elettorale dell’ MSI.

Brogi: del 1972, quella in cui entrarono anche personaggi come Birindelli e altri, quella che fu considerata un po’ l’exploit a livello elettorale. Questo gruppo di industriali, a cui faceva capo il Gelli che all’ epoca aveva delle aderenze a livello della Confindustria aretina, aveva legalmente, tramite l’ avv. Oreste Ghinelli, che era a quell’ epoca federale della federazione MSI di Arezzo, aveva praticamente finanziato questa organizzazione. Siccome il Cauchi era praticamente una persona che organizzava, stava quasi perennemente in federazione al partito e aveva rapporti oltre che di partecipante al partito anche di amicizia con Oreste Ghinelli, quindi era stato presente a questo tipo di rapporto che all’ epoca era legalissimo, quindi sfrutto’ praticamente un filone ……

Il Presidente interrompe: e quali furono le ragioni che indussero Cauchi a chiedere questo secondo finanziamento? Cioe’ lei ha dichiarato che lui lo chiedeva perche’ aveva bisogno di procurarsi delle armi come era sorta questa esigenza?

Brogi: era sorta da una riunione avvenuta in villa Collemandina, vicino a Corfino nell’ alta Garfagnana, praticamente gestita come persona sopra tutti, diciamo garante di questo incontro, da Elio Massagrande. In quella riunione doveva esserci presente, almeno si doveva pensare presente, Clemente Graziani, cosa che poi invece non accadde. Pero’ c’ era questo Massagrande che faceva d garante per un incontro di personaggi legati al discorso della destra extraparlamentare, ma non delle stesse correnti, della stessa area, ma di diverse organizzazioni.

Il Presidente: si parlo’ di armi o anche di esplosivi?

Brogi: si parlo’ piu’ di esplosivi che di armi.

Il Presidente: era o non era legata a una progettazione politica di uso effettivo di queste cose? Cioe’ c’era già in mente qualche operazione da fare con gli esplosivi?

Brogi: no. Lì la riunione aveva soltanto due o tre scopi. Il primo scopo era di chiudere quella ruggine che c’e’ sempre stata praticamente tra l’extraparlamentarismo di destra, infatti si cercava di riunire, dopo lo scioglimento del movimento politico di ordine nuovo nel 1973, di riunire almeno personaggi che potessero continuare questo tipo di attivita’ chiaramente in una fase anche clandestina. Primo scopo quindi era di smetterla di continuare a fare i soliti incontri-scontri su problemi che erano soltanto di concetto, praticamente ideologici e non certamente di lotta e quindi chiaramente in questa riunione si cerco’ di catalizzare tutto intorno a un gruppo pensante e a una struttura operante militare. In questo era programmato, pero’ con il tempo, a secondo delle evoluzioni sia legate anche al discorso del referendum che si sarebbe dovuto tenere e legato a quello che sarebbero state le mosse politiche che in Italia sarebbero accadute successivamente al discorso del referendum e’ come muoversi…

Il Presidente interrompe: era un discorso che nasceva dalla vittoria…

Brogi interrompe: no, ancora la vittoria non c’ era stata.

Il Presidente: ma dalla previsione di una vittoria della sinistra nel referendum.

Brogi: esatto.

Il Presidente: questa e’ una cosa molto importante. E le trattative avvennero fra Cauchi e Gelli per quanto lei ha detto fino ad ora.

Brogi: si’.

Il Presidente: cosa disse Cauchi a Gelli sulla destinazione di questo denaro che Gelli avrebbe procurato?

Brogi: praticamente il problema era sapergliela mettere in una certa maniera, perche’ Augusto prima di tutto aveva il grosso problema che non uscisse fuori da parte del Gelli un qualche cosa verso l’ avv. Oreste Ghinelli, che sarebbe stato chiaramente contrario, quindi c’era il problema di garantirsi una certa copertura su questa operazione verso il MSI, che chiaramente non l’avrebbe vista bene un’ operazione in questi termini e dall’ altra parte vedere fino a che punto si poteva impostare il discorso al di fuori della legalita’, quindi chiaramente fu studiato, fu data qualche imbeccata da Roma su come si poteva impostare il discorso. Il discorso fu impostato che c’ erano dei gruppi al di fuori del MSI, che in previsione di una presa al potere delle sinistre avrebbe fatto un certo tipo di reazione, in quanto a quell’ epoca circolava all’interno dei nostri gruppi questa convinzione, cioe’ che la sconfitta nel referendum avrebbe portato molto facilmente a un cambiamento radicale politico in Italia e quindi con una certa emarginazione per quella che era la nostra vita nel lavoro, nella scuola e quindi il modo di fare i partigiani alla rovescia. Cioe’ in caso di una presa di potere da parte delle sinistre con una presa di piazza, una scesa di piazza del partito comunista e una nostra emarginazione, di avere delle scorte, delle armi, dell’ esplosivo per potere fare una contro rivoluzione oppure una difesa individuale. Il che sembro’ una pillola digerita o raccontata bene perche’ non so …

Il Presidente: Cauchi a Gelli non parlo’ esplicitamente …

Brogi interrompe: mai di attentati.

Il Presidente continua: … Mai di attentati e di armi? Lei ha reso questa dichiarazione al GI Grassi di Bologna il 23.04.87: “stando a quello che mi ha detto il Cauchi, questi non disse assolutamente al Gelli che il denaro sarebbe servito per acquistare armi ed esplosivi, ma gli fece quel discorso sull’ autodifesa e sulla tutela della proprieta’ che si era in precedenza preparato”. Conferma queste dichiarazioni?

Brogi: esatto.

Il Presidente: ha detto che era soprattutto per acquisto di esplosivi la…

Brogi interviene: cioe’ per noi.

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