Vittorio Emanuele Borsi di Parma – dichiarazioni 30.12.1997 (estratto sentenza Argo 16)

Un autorevole riscontro della gestione della struttura Ordine Nuovo da parte dei Servizi di Sicurezza Militare americani – spesso in competizione con quelli civili facenti invece riferimento all’Ambasciata americana – proviene da alcune dichiarazioni rese dal generale di Corpo d’Armata Vittorio Emanuele BORSI DI PARMA il giorno prima della fine dell’istruttoria (cfr. dep. 30.12.1997 f. 16920):

“quando ero Capo di Stato Maggiore della lllA Armata con sede a Padova, retta dal Generale BIZZARRI Ugo, che aveva alle dipendenze il VA e il IVA Corpo di Armata del Triveneto, noi sapevamo – siamo dal novembre 1961 al settembre 1965 – dal SIFAR della esistenza di una organizzazione paramilitare di estrema destra, probabilmente chiamata “Ordine Nuovo”, sorretta dai servizi di sicurezza della NATO e che aveva compiti di Guerriglia e di Informazione in caso di invasione: si trattava di civili e di militari che, all’emergenza, doveva comunicare alla nostra Armata i movimenti del nemico. Si trattava di una Organizzazione tipicamente americana munita di armamento e attrezzature radio. Sapevamo noi della lllA Armata dell’esistenza di questa organizzazione ma noi non avevamo rapporti con la stessa. In realtà gli Appunti ci pervenivano dallo SME, SIOS, che li riceveva dal SIFAR. Ritengo che l’addestramento fosse fatto alla struttura predetta dagli americani e credo che essa dipendesse dal Comando FTASE con sede a Verona”.

Il cerchio, nelle grandi linee, può dirsi chiuso e che il Generale non abbia fatto confusione con la struttura S/B si evince dal fatto che egli ha risposto subito dopo: “quando è esploso il caso GLADIO non ho pensato alla identità tra la struttura sopra descritta e la struttura della GLADIO”.
Si tratta di dichiarazioni dirompenti che orientano verso la configurazione della sussistenza di una pregressa e continuativa concomitanza di strutture paramilitari, anche di carattere operativo, attive sul nostro territorio: la Gladio, gestita dai nostri Servizi di Sicurezza militari e composta da elementi civili comunque orientati a destra ed inserita in una pianificazione di più ampio raggio, e la struttura di Ordine Nuovo caratterizzata, va ribadito, anche operativamente ma gestita direttamente dai Servizi militari di FTASE e ritualmente notificata alla IIIA Armata, allocata in zona sensibile e deputata, all’atto dell’Emergenza NATO, a sovrintendere l’attività dei tre Corpi d’Armata. Si tratterebbe dunque di due strutture sovrapponibili, anche territorialmente, coordinate a livello superiore e munite di identico obiettivo strategico, quello anticomunista, entrambe volte al controllo e al blocco dell’avanzata delle forze democratiche all’interno del Paese, la componente stragista di Ordine Nuovo, in particolare, eterodiretta in guisa spregiudicata da quadri delle Forze Armate americane, già reduci dalle esperienze di guerriglia maturate in COREA e altrove. La lllA Armata fu sciolta il 31 marzo 1972: il 21 marzo precedente il G.l. del Tribunale di Treviso aveva appena dichiarato la propria incompetenza per territorio ordinando la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano sulla richiesta del P.M. di procedere a carico di Pino RAUTI e di FREDA e VENTURA anche per i reati di strage commessi a Roma e Milano il 12 dicembre 1969.

Sentenza ordinanza Argo 16 1997

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