L’unificazione fra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale nel 1975

A)Di una avvenuta fusione nella seconda metà del ’75 fra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale -da sempre, invece, ritenuti gruppi d’estrema destra in feroce rivalità fra loro- ha parlato per la prima volta in questa istruttoria la teste Robbio Mirella. Conferme molto preziose vennero subito anche dal Pugliese e dal Signorelli, quando tra la fine dell’81 e gli inizi dell’82 in “buona sostanza questi due imputati ammisero o di aver partecipato a Nizza nel dicembre ’75 ad una riunio­ne con Graziani, Massagrande e Delle Chiaie o di aver re­so visita a Delle Chiaie in un appartamento affittato dal Citti, amicissimo del Delle Chiaie, in Via Sartorio di Roma; né sembrò difficile quantificare e qualificare quanto disse il Signorelli il 18.3.82 circa “il recupero di uomini per una lotta politica comune come il motore dei suoi rapporti con il Delle Chiaie”.
Molto nebuloso e vago al di là della verosimiglianza rimase, circa questa fusione, il Gubbini il 23.4.82. Eppure Gubbini, indicato da sempre come uno dei massimi esponenti di Ordine Nuovo, era stato arre­stato dai CC il 2.12.75 in quell’appartamento di Via Sar­torio insieme agli avanguardisti Tilgher, Di Luia e Crescenzi. Falsi ben oltre l’invere­condia si espressero, sul nodo della fusione Ordine Nuovo / Avanguardia Nazionale rappresentato dal possesso del covo di Via Sartorio, Tilgher e Citti.

Pierluigi_Concutelli

B) Al fine di obiettivare al massimo le emergenze proces­suali e per disancorarle dalle suggestioni della soggetti vita d’ogni prevenuto, si pervenne il 23.6.82 ad una rituale perizia grafica su alcuni manoscritti rinvenuti il 2.12.75 nell’appartamento di Via Sartorio: il C.T.U. ha affermato -né le parti private hanno allo stato confutato le sue conclusioni- che il manoscritto di sette pagine sulla guerra rivoluzionaria era in­teramente di pugno del Concutelli e che il blocchetto di appunti a spirale con copertina marrone – con note sulla guerra rivoluzionaria – era stato completa­mente scritto dal Delle Chiaie. Le due scritture hanno un contenuto unico, ed entrambe trattano degli scopi e dei mezzi idonei per il successo della lotta rivoluzionaria ai giorni nostri mentre Concutelli nel suo scritto si dilunga su alcuni punti per lui nodali, sembra che Delle Chiaie abbia elaborato una scaletta di argomenti sulla guerra rivoluzio­naria, poi da svilupparsi da Concutelli. Rapportando, allo­ra, questi risultati peritali a quant’altro il 2.12.75 i Carabinieri sequestrarono nel covo di Via Sartorio, era possibile ritenere per certo che:
1) Concutelli aveva allog­giato in Via Sartorio in quanto lì il 2.12.75 i Carabinieri avevano trovato documenti personalissimi del Concutel­li come il libretto per la firma settimanale alla P.S.;
2) anche Delle Chiaie aveva alloggiato nel covo di Via Sartorio perché lì in bella mostra si trovavano numerosi do­cumenti e scritti suoi;
3) ma Concutelli e Delle Chiaie non erano stati insieme in Via Sartorio solo per ragioni di ospitalità o per ripararsi entrambi da un comune stato di latitanza, e bensì Concutelli e Delle Chiaie insieme in Via Sartorio avevano messo per iscritto un preciso e con­creto piano ideologico, politico, pratico. Dal fatto, in­fine, che Concutelli si è sempre qualificato come capo militare di O.N. e che Delle Chiaie è sempre stato il capo carismatico di A.N., unito alla inoppugnabile presenza nel covo di Via Sartorio dell’ordinovista Gubbini e degli avanguardisti Tilgher, Crescenzi, Di Luia, ancora qui dovendo­si valutare quanto prima affermato dal Signorelli, emerge­va la indeclinabile conclusione per cui l’appartamento di Via Sartorio era stato usato per fini e scopi comuni contemporaneamente e congiuntamente da esponenti di primissimo piano di ON e AN come Signorelli, Delle Chiaie, Concutelli, Gubbini, Tilgher ed altri; la fusione, quindi, fra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale doveva collocarsi come operativa già nella seconda metà del ‘75.

C) Poi, il 24.11.82 e il 15 e il 28.12.82 Calore Sergio, che rifiutò di dissociarsi dal proprio passato ma volle chiarire la storia del proprio percorso politico al di fuori delle ricostruzioni fattene da altri, dichiarò che nel settembre ‘75 si tenne in una villa nei pressi di Albano una riunione nel corso della quale la fusione fra Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale fu decisa ed annunziata ufficial­mente.
Il 29.12.82 e il 3.1.83 Cozi avallò in toto le dichiarazioni di Calore; così fece il 4.1.83 anche il Signorelli, av­vertito dell’accusa dai giudici fiorentini; e il 26.1.83 anche Citti convalidò quanto dichiarato dagli altri. Nessuno, quindi, può oggi in alcuna maniera avanzare dubbi: le concrete emergenze processuali asseverano in forma incontrovertibile che dal settembre ‘75 1’unificazione ON/AN era ormai un fatto compiuto. Che quella d’Albano sia stata una riunione ad altissimo livello fra esponenti dell’eversione di destra, è compiutamente dimostrato da una serie di fatti.
Vi convennero numerosissime persone (non meno di una tren­tina) da ogni parte d’Italia, e dalla Calabria e dalla Sicilia e dalla Lombardia e dal Veneto; vi furono sicuramen­te Gubbini, Tilgher, Giorgi, Rovella, Fachini; vi presenziò e in rappresentanza di Ordine Nuovo il Concutelli sotto il nome di battaglia “Lillo”. A presiedere -dietro un tavolino posto in posizione centrale- andarono Delle Chiaie e Signorelli; Delle Chiaie in quel periodo, oltre che per l’istrut­toria per la strage di Piazza Fontana, era ricercato per la partecipazione al golpe Borghese; Signorelli a quei tempi era ancora membro del Comitato Centrale del MSI. Quindi, se i grossi problemi che quasi tutti i partecipanti alla riu­nione di Albano avevano con la Giustizia li obbligarono ad usare per sicurezza nomi di battaglia (dal canonico Alfredo per Delle Chiaie, ai vari Orlando, Verdirame, Claudio, etc,), vero è che, per scomodarsi in molti dalla situazione di la­titanza e per uscire altri (come il Signorelli) da posizioni pubbliche di valore e risonanza nazionali, in quella riunio­ne dovevano essere prese decisioni di importanza fondamen­tale per lo sviluppo dell’eversione di destra in tutta Italia.
E ad Albano Delle Chiaie parlò a nome di Avanguardia Nazio­nale tutta, e Signorelli si presentò come il capo di Ordine Nuovo per l’Italia -su mandato conferitogli nel ‘74 da Graziani (v. Cozi, Pugliese, Gubbini e lo stesso Signorelli); ma Signorelli parlò ad Albano anche come il rappresentante degli ordinovisti Graziani e Massagrande, con i quali, perché riparati all’estero, era rimasto in contatto continuo (v. dichiarazioni di Cozi, Pugliese, Aleandri, De Felice, e dello stesso Signorelli); anzi, proprio Signorelli il 4.1.83 ha dichiarato in questa istruttoria di avere avuto l’avallo preventivo di Graziani alla integrazione di Ordine Nuovo con Avanguardia Nazionale.

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D) Ad Albano prese quindi l’avvio una nuova organizzazione sovversiva, la cui direzione politica fu posta -come hanno dichiarato i partecipanti confessi- nelle mani di Graziarli, Massagrande, Delle Chiaie, Signorelli. Il gruppo aveva una struttura operativa formata su linee verticali e articolata per compartimenti stagni in linee orizzontali che non comunicavano fra loro ma solo col vertice, il quale aveva predisposto una serie di numeri telefonici che assicuravano i collegamenti fra i vari settori. Naturalmente, la nuova organizzazione (contro la quale og­gi procede la Magistratura romana) nacque armata.
A corredo e a spiegazione pratica sul tipo e sulla forma presi dalla unificazione fra ON e AN, v’è in causa un atto oltremodo chiaro e di obiettivi validità: il 2.12.75 (anni prima, perciò, che ne parlassero Calore e Cozi) i CC seque­strarono nell’appartamento di Via Sartorio un organigramma completo di una nuova formazione, di cui lo scritto indica­va compiti precisi ai quali destinava uomini noti e chi lo redasse; questo atto -oggi allegato anche all’interrogatorio del 28.12.82 di Calore- è stato riconosciuto dal Calore e dal Cozi come lo schema che fu approvato nella riunione di Albano circa il funzionamento concreto che il nuovo gruppo avrebbe dovuto assumere. E nella pratica l’organizzazione funzionò da subito; si tennero comizi in tutta Italia (v. dichiarazioni di Arcangeli); l’ordinovista Calore frequentò la sede ufficiale di AN in Via Cernaia; l’ordinovista Gubbini andò spessissimo in Via Sartorio; i latitanti Concutelli e Delle Chiaie si nascosero nell’appartamento di Via Sartorio, ove convennero Signorelli, Pugliese, Cozi, Arcangeli e, forse, una serie di personaggi illustri, e anche di rango parlamentare, come annotato in una agenda, colà rinvenuta dai Carabinieri il 2.12.75, dal diligente Delle Chiaie.

E) Per quanto attiene il contenuto immediato delle decisio­ni prese in Albano nel settembre ‘75 e cioè per quanto ri­guarda le azioni concrete che dovevano attuarsi dalla nuo­va formazione politica, Signorelli il 3.2.83 si è sbrigato a ricordare che egli e Delle Chiaie tratteggiarono “a grandi linee i programmai del nascente movimento politico”.
Calore (il 28.12.82) ha affermato che, se­condo quanto indicato congiuntamente da Signorelli e Delle Chiaie ad Albano, il programma della struttura nata dalla fusione fra ON e AN si incentrava “nella necessità di arrivare ad ottenere la disarticolazione del potere colpendo le cinghie di trasmissione del potere statale”. Cozi ha ricordato che ad Albano Delle Chiaie “disse che uno dei nemici da abbattere era Occorsio”. (…) Di più: è fuori da ogni dubbio che nel covo di Via Sartorio, frequentato spesso dal Signorelli, Concutelli e Delle Chiaie pensavano congiuntamente “alla guerra rivoluzionaria” e ai modi pratici e immediati per attuarla.

Sentenza ordinanza G.I. Minna omicidio Occorsio 1983

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