Rapporti con il Movimento Sociale Italiano – sentenza Ordine Nero 1994

E’ provato che quasi tutti gli imputati hanno un passato nelle formazioni giovanili del MSI ed alcuni tuttora pro­clamano la loro appartenenza al partito. Peraltro elementi di rilievo sono emersi con riferimento al gruppo toscano. In questo caso infatti è stato dimostrato che, ad onta delle proclamazioni ufficiali del partito di rifiuto del terrorismo e dei suoi metodi, certamente condivise dalla maggioranza dei suoi elettori, le persone accusate di aver fatto parte di Ordine Nero (Cauchi, Batani, Donati, Rossi ecc.) operavano stando all’interno del partito, dal quale ricevevano denaro e protezione, per il tramite del locale federale e difensore di alcuni avv. Ghinelli. (V. Deposi­zioni De Bellis Alessandra e Brogi Andrea).

Riesce dunque perlomeno difficile pensare all’ipotesi di una provocazione ai danni del MSI (ipotesi su cui pure questo G.I. si è soffermato) ripetutamente adombrata da alcuni imputati, poiché le persone indiziate erano di pro­vata fedeltà ed alcune investite di incarichi di fiducia ed a nulla servono le grottesche lettere di dimissioni post­datate a cui fu indotto l’imputato Rossi, nel disperato tentativo di evitare il coinvolgimento del partito, (v. lettera Rossi e verbale di confronto Brogi-Rossi).

Sentenza appello processo Ordine Nero 1994, pag 39.

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