Massimo Batani – verbale 18.02.1975

-Intendo rispondere.
Sono stato avvisati i difensori. E’ presente all’ interrogatorio l’ avvocato Cristofori, difensore di fiducia, il quale rappresenta anche il condifensore avvocato Ghinelli, gia’ avvertito.

Perche’ celò i nomi di Rossi, Albiani e Capacci?
– lo feci come ho gia’ detto, per non coinvolgerli in una situazione antipatica, visto che su di me e sugli altri partecipanti alla riunione si addensavano sospetti da parte degli inquirenti.

Perche’ allora incluse in un secondo interrogatorio i nomi della Berna della Bellini e dell’Alberti?
– ora posso dirlo: perche’ cio’ fu conseguenza di un espresso accordo intercorso con il Cauchi che me ne fece richiesta, quando mi visito’ il 4 maggio a Pesaro, come voi già sapete. Dalla richiesta che io accettai senza fare domande il Cauchi non mi spiegò la ragione.

Ci spieghi allora perche’ la Daniela Sanna lo stesso giorno, interrogata dai CC, ometteva di fare i medesimi nomi, come lei ometteva?
– per quanto possa apparire strano si tratta di una pura coincidenza.

Ebbe modo di mettersi in contatto telefonicamente o con altro mezzo immediato con la Daniela subito dopo essere stato sentito per la prima volta dai CC?
-escludo tale eventualità.

Allora dobbiamo pensare che ci fu un accordo addirittura precedente alla riunione stessa e non successivo alle indagini dei cc, come e’ stato sinora detto?
– non ci fu nessun accordo precedente. L’ unico accordo lo presi con il Cauchi quando venne a Pesaro.

E’ proprio sicuro che il Cauchi fosse presente in casa a Verniana, il 22.04.74, per tutto il tempo che lei rimase in loco?
– ho sempre detto che c’ era e ne sono tuttora convinto. Prendo atto che il Rossi e Pratesi dichiararono che Cauchi non lo videro arrivando in loco, ed è vero che costoro arrivavano piu’ tardi di me, peraltro io non ricordo che il Cauchi non sia andato via prima dell’arrivo di costoro, che peraltro io incontrai salutandoli prima della mia partenza, tant’è vero che fui accompagnato dal Pratesi e dal donati. Ricordo anzi che il Pratesi trovo’ difficoltà nel manovrare con il suo furgone a causa della fiat 124 di Cauchi che ingombrava.

E perche’ il Cauchi non venne invitato a uscire e spostare la sua macchina?
– ora non ricordo. E’ vero che egli aveva in loco anche un motoscooter Lambretta, del quale volendo avrebbe potuto servirsi senza usare la macchina. Ribadisco peraltro la mia convinzione che il Cauchi sia stato presente per tutto il tempo della mia permanenza.

Ad ore 17.05 interviene l’avvocato Ghinelli.

Rientrando ad Arezzo per una licenza a meta’ maggio, lei vide il Rossi: quale discorso fece con lui?
– ricordo che effettivamente incontrai il Rossi, si sarà senza dubbio parlato della vicenda, in quanto tutti i giornali parlavano della mia posizione come possibile autore dell’ attentato. Non ricordo esattamente il contenuto del discorso col Rossi il quale mi chiese, tra l’altro, quale fosse la vera ora in cui ero rientrato in caserma. Dissi quello che ho sempre poi ripetuto, di essere rientrato alle ore 23.30; mi pare fosse presente anche il Cauchi.

E’ vero che il Cauchi le fece sapere tramite la Bellini che ormai le conveniva ammettere di non essere rientrato in caserma, rilevando i nomi delle persone con cui si era accompagnato dopo essersi allontanato dalla Verniana, indicandoli?
– e’ vero, senonché mi dissero di indicare le persone con le quali mi sarei allontanato dopo aver lasciato gli amici, dinanzi alla caserma, come tre agenti del Sid. Io opposi un netto rifiuto alla proposta, dicendo alla Bellini di riferire al Cauchi, testualmente, “di andare a qual paese” la frase che io usai era anzi più volgare. La mia recisa opposizione traeva origine da un duplice ordine di ragioni.
1) il fatto che non era vero e non c’ era ragione per sostenere una bugia cosi’ grossolana;
2) proprio il suggerimento di mentire in modo talmente evidente mi parve potesse rappresentare un tranello.
3) la cosa appariva tanto piu’ sospetta in quanto di Cauchi e servizi informativi segreti, parlandone come di persona se non in contatto, almeno a conoscenza di cose non di comune portata.

Il Cauchi le diede a credere di essere molto addentro agli ambienti arabi o libici?
– fintanto che egli mi frequento’ nulla del genere ebbe mai a rilevarmi anche se commentammo da un punto di vista generico politico l’avvento di Gheddafi al potere.

Perche’ sollecito’ per lettera il Cauchi a venire a Pesaro?
– ora mi sembra chiaro. Non avendo io detto tutta la verita’ ai CC, volevo sapere da lui caso avessero scoperto in Arezzo per evitare che la mia iniziale versione fosse smentita.

Come mai il Cauchi venne il 4 maggio, pur non avendo, come abbiamo accertato, ricevuto la sua lettera espresso; e quali furono le ragioni che addusse nel suo improvviso arrivo?
– ricordo che fu chiamato dall’altoparlante, che annunciava una visita per me di mio cugino ed io intuii che si trattava di un amico e cercai di sfruttare la situazione per ottenere un’ ora di permesso per mangiare fuori. Giunto alla porta vidi il Cauchi con un altro ragazzo, ora che la sv me lo dice, mi sovviene trattarsi di certo Ciolli Franco di Firenze, amico di Brogi, ed il Cauchi mi spiego’ di essere venuto perche’ Arezzo era in subbuglio a causa delle indagini. E fu cosi’ che ebbi modo di concordare con lui le successive dichiarazioni circa la riunione di Verniana e l’ esclusione e l’ inclusione rispettiva dei nominativi, come si e’ gia’ detto.

E’ vero che passo’ alla Bellini una lettera da far giungere a certo Conti di Perugia? Ci vuol dire chi l’ aveva ricevuta e quale era il contenuto?
– il contenuto lo ignoro, perche’ mi venne in busta chiusa, peraltro essa mi fu affidata dal detenuto Andrea Ringozzi che mi spiego’ che voleva farla pervenire a certo Conti di Perugia a me non noto per motivi suoi personali e che non desiderava fosse trasmessa per le vie ordinarie.

Vuole dirci cosa significa “persone in vista”, espressione da lei usata nella lettera al Cauchi?
– mi riferivo alle persone piu’ anziane che facevano parte del Msi e che quindi erano piu’ esposte a possibili speculazioni sulla vicenda.

Le risulta che il Cauchi abbia costretto il Brogi a firmare una dichiarazione nella quale si riconosceva unico esponente per la Toscana di Ordine Nuovo?
– ho appreso questa circostanza quando ormai ero detenuto anzi prima di essere arrestato, dallo stesso Cauchi. Tuttavia non seppi se il Cauchi l’ aveva ottenuta liberamente o meno dal Brogi. Aggiunse il Cauchi che dalla dichiarazione di cui era in possesso si sarebbe servito solo nel caso che il Brogi avesse cercato di fare il doppio gioco o si fosse rilevato persona poco raccomandabile.

Quale reazione lei ebbe nell’ apprendere ciò?
– nessuna consigliai al Cauchi di distruggere la dichiarazione dubitai molto della sua utilita’ .

Quali persone del suo gruppo aveva contatto stabile con Milano, Varese o la Lombardia?
-che io sappia nessuna.

Perche’ non invito’ Gallastroni alla riunione di Verniana?
– quando incontrai Gallastroni non sapevo ancora della cena della quale appresi soltanto verso le ore 20 della sera, in quanto non era organizzata da me.
– prendo atto che Gallastroni ha detto che gli parlai della riunione la domenica sera, ma evidentemente si sbaglia. Ricordo anzi che la sera del 22 fu adombrata la proposta di passare a prendere il Gallastroni ma poi si vide che non c’ era posto in macchina.

– non sono stato a Milano il 12.04.73 e non dovevo andarci. So che alcune persone dovevano ivi recarsi, ma poi si apprese che la manifestazione era stata vietata e quindi il gruppo che doveva partire non parti’ . Apprendemmo che la manifestazione non era stata autorizzata o meglio revocata, per telefono.
– posso aver parlato qui in carcere del Brogi con il detenuto Falica in effetti appresi dalla Bellini questa estate che il Brogi era finito in carcere per furto.
– durante la mia permanenza alla Verniana, la famosa sera , nessun discorso di contenuto meno che amichevole e lecito fu intrattenuto.

Letto confermato sottoscritto.

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